Proprio non ci
riescono. C’è una fetta larghissima della popolazione che non è in grado di
fare quell’operazione mentale banale che di solito indichiamo con l’espressione
’mettersi nei panni degli altri’. Ci sono migliaia di persone che stanno scrivendo post di
questo tenore: ‘vergogna! il governo lascia aperti i negozi di telefonini così
i ragazzini possono andare a provare l’iPhone’
E poi tra poche ore, se
quei negozi fossero chiusi, potrebbero scriverne uno di quest’altro tenore: ‘Il
telefono di mia madre anziana si è rotto, e io non posso andare a comprarne uno
nuovo per lei e nemmeno andare a casa sua. Vergogna! Lo Stato mette a rischio
la salute degli anziani’
Mi fa davvero impressione questo continuo processo di rimozione
della complessità: è una forma di
pensiero che contempla solo la condizione individuale del proprio io, qui ed
ora. Il mondo, gli altri e le altre, semplicemente non esistono se non nella
forma della minaccia e come oggetti del proprio giudizio sprezzante.
. Se ne dovrà occupare,
Quando tutto sarà finito dovremmo occuparci di questa antica
malattia che si chiama ‘assenza di pensiero critico e complesso’tanto, la scuola. Se ne dovrà
occupare, tanto, la politica.
Questa malattia farà tanti morti ora, grazie alle file
irresponsabili nei supermercati e sulle piste da sci, e tanti ne ha fatti in
passato, quando la maggioranza della popolazione non è stata in grado di
mettersi nei panni di una famiglia siriana in fuga dalle bombe e affogata su un
barcone.
Infine fatemi fare una
battuta: ci vogliono molti psicanalisti per capire perché in un paese in cui
ognuno coltiva - ossessionatamente e costantemente - la propria dipendenza
dallo smart-phone, ci si scandalizza sempre quando lo smartphone viene
considerato da altri - migranti ieri e governo oggi - un bene di prima
necessità.
Di Elisabetta Piccolotti
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