domenica 5 maggio 2019

08 Maggio. Il Piccolo Principe. Laboratorio letterario per adulti.



Mercoledì dalle ore 19:00 alle ore 20:30
IL PICCOLO PRINCIPE
ALLA RICERCA DEL BAMBINO CHE C'E' IN NOI
Laboratorio letterario per adulti condotto da Manuel Etzi
V edizione

Si svolgerà nella sede di Qui e Ora in via Pasubio 27 Cagliari, in cinque incontri, a partire dall'8 maggio dalle 19.00 alle 20.30 ogni mercoledi.

L’idea di creare un laboratorio sul testo de “Il Piccolo Principe” nasce dalla volontà di portare all’attenzione del pubblico un romanzo già ampiamente conosciuto, ma forse non completamente compreso. Inizieremo un viaggio alla scoperta del pensiero Saintexuperiano che trova nei tempi moderni un’incredibile attualità.

Per fare questo sarà necessario strappare il romanzo dal sistema commerciale dal quale è stato risucchiato, diventando nel tempo, più un’icona che un vero e proprio riferimento filosofico e pedagogico, e distogliere l’attenzione dall’immagine epica di Antoine De Saint-Exupéry, riportandolo ad un ruolo più umano e fragile, con le sue debolezze, i suoi drammi e i suoi dubbi, componenti che gli hanno permesso di scrivere un testo così introspettivo sulla natura umana come il Piccolo Principe.

Quando Saint-Exupéry scrive, lo fa con estrema lucidità e concentrazione su quelle che sono le pietre miliari di ogni uomo: l’amicizia, l’amore, la fedeltà, , la sopravvivenza, la morte, la rinascita.

Riscopriremo la profondità del testo del Piccolo Principe, facendoci prendere per mano da questo bambino biondo e immortale, ci potremmo far condurre lungo un percorso di ricerca dei sentimenti più nobili dell’animo umano. Potremmo farci indirizzare verso un obbiettivo preciso e importante, porci delle domande, e attraverso le metafore illuminanti del romanzo, trovare delle risposte sulle quali ognuno di noi potrà costruire il proprio pensiero sui grandi temi dell’esistenza.

Questo percorso potrà avvenire seguendo i consigli di Saint-Exupéry, quindi, riportando il nostro cuore a uno stato di infantile innocenza e ricominciando a guardare il mondo con lo sguardo incantato di un bambino, riscoprendo la bellezza della vita con l’entusiasmo di una creatura ancora pura, semplice e non corrotta dell’arroganza dell’età adulta.

Il laboratorio è suddiviso in più fasi:


Facciamo amicizia con Saint’Exupery.
Conosciamo il Piccolo Principe
Lettura e interpretazione del testo
Ricerca del bambino interiore attraverso attività creative, esperienziali e introspettive.

A conclusione del percorso è data (a discrezione del partecipante e con l'aggiunta di un costo integrativo al laboratorio) la possibilità di partecipare ad UN'ESPERIENZA DI VOLO REALE con il pilota Manuel Etzi, UN VOLO LETTERARIO SUI CIELI DI CAGLIARI.

Il costo del laboratorio è di 60 euro + 10 euro di tessera associativa annuale.

Per informazioni ed iscrizioni: qui.eora@libero.it - 3270544471 (Roberta Sirigu).

Manuel Etzi
Nato a Cagliari nel 1974, è il curatore e conduttore di numerosi laboratori per adulti e bambini. Negli ultimi anni si è dedicato principalmente a quelli sul Piccolo Principe proposti dall’Associazione Pedagogica e Culturale “Qui e Ora”.

Autore di racconti, saggi e poesie pubblicate su numerose opere da alcune case editrici nazionali, si appassiona alla scrittura e alla letteratura per la necessità impellente esprimere le sue emozioni più profonde sulle sue esperienze di volo.

Ha vinto premi letterari nazionali, tra cui, alcuni primi premi assoluti e un importante premio della critica per lo stile narrativo.
Da quasi trent’anni si occupa di storia dell’aviazione e della letteratura ad essa legata.

Diplomato in trasporto aereo, ha seguito studi universitari di carattere umanistico. Ha svolto numerosi corsi e seminari di scrittura creativa, poesia, pubblic speaking, reading, comunicazione e PNL.
Pratica fin da giovanissimo l’attività di pilota, ma si definisce un aviatore, identificando nell’accezione più romantica del termine, colui che vola per il piacere del volo, esattamente come il suo autore di riferimento Antoine De Saint-Exupéry

Vi aspettiamo!

Grafica: Qui e Ora


Di Maio: Sardegna ostaggio di una guerra tra bande


La Nuova Sardegna

Il leader M5s contro Solinas. Caso Siri: la Lega vuole la crisi per una poltrona Di Maio: Sardegna ostaggio di una guerra tra bande

di Gian Mario Sias

«Questa terra è ostaggio delle guerre tra bande politiche, mancano ancora sei o sette assessori regionali, questo significa votare centrodestra, votare le accozzaglie». Di fronte a una piazza Civica gremita e motivata al punto giusto, Luigi Di Maio indossa il sorriso d'ordinanza e l'abito "blu istituzionale". Ma soprattutto, il vicepremier trova l'energia per rincarare la dose degli attacchi ai nemici del Movimento 5 Stelle e per rinnovare il duello a distanza col suo pari grado leghista Matteo Salvini.

Così ieri mattina il suo tour in Sardegna per sostenere i candidati grillini alle prossime elezioni europee e amministrative è partito all'insegna delle critiche spietate rivolte a Cagliari, a Roma e a Bruxelles. Il primo a finire nel mirino è il presidente della Regione, Christian Solinas, accusato per non aver completato la composizione del governo isolano. «Settanta giorni senza una giunta regionale lasciano senza parole», attacca il vicepremier. «Conosco tanti cittadini sardi che li hanno votati e sono arrabbiati - rincara - errare è umano ma perseverare è diabolico, non votiamoli mai più».

Dal Psd'Az e dal centrodestra alla Lega il passo è breve. E in questo momento il leader pentastellato non fa sconti a nessuno. «Quanto casino per una poltrona», sbotta Di Maio. «Sul sottosegretario Siri dispiace leggere ogni giorno di una Lega che dice di voler far cadere questo governo per una poltrona», precise il ministro dello Sviluppo economico a proposito dello scontro in atto con Matteo Salvini sulle dimissioni o meno del sottosegretario Armando Siri. «Parliamo di cose serie», chiede Di Maio agli alleati della Lega, i cui rapporti sono ormai al minimo sindacale.

«Noi dobbiamo realizzare la legge che istituisce un salario minimo orario di 9 euro all'ora per tutti i cittadini italiani, la approveremo al senato nelle prossime settimane», spiega. «Dobbiamo spostare il miliardo di euro che avanza dal reddito di cittadinanza alle famiglie che fanno figli - aggiunge - chi fa figli deve avere sgravi su pannolini, baby sitter e asili nido».

Poi l'ultima stoccata a Salvini, tanto per far capire che la luna di miele tra i due è solo un lontanissimo ricordo. «Questo dobbiamo fare, quanto casino per una poltrona», ribadisce per la terza volta mentre la piazza l'applaude. Dopo aver sperimentato di persona cosa significhi vivere in Sardegna grazie al ritardo di oltre un'ora dell'aereo di linea che da Roma l'ha portato a Olbia (e non ad Alghero, dove i voli scarseggiano), Luigi Di Maio si gode una piazza scaldata a puntino dal senatore Ettore Licheri, che fa gli onori di casa e motiva il popolo grillino in vista delle prossime europee, ricordando che «agricoltura, pesca e altre importantissime questioni si decidono in Europa ed è lì che dobbiamo andare a legiferare».

Con il senatore ci sono i deputati Paola Deiana, Mario Perantoni e Nardo Marino, i candidati sindaci di Alghero e Sassari, Roberto Ferrara e Maurilio Murru, e gli aspiranti eurodeputati a cinque stelle Alessandra Todde, Donato Forcillo e Dino Giarrusso. «Alle europee decideranno i sardi e gli italiani, per quanto mi riguarda il risultato cui ambisco è andare al parlamento europeo per realizzare il salario minimo orario, che introdurremo anche in Italia», conclude Luigi Di Maio prima di darsi al pubblico che lo attende per un selfie, una stretta di mano e un incitamento. «Noi stiamo prevedendo un
miliardo di euro per le famiglie che fanno figli qui in Italia - conclude - ma servono anche tanti aiuti a livello europeo».

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Federico Marini
skype: federico1970ca

giovedì 2 maggio 2019

(02 Maggio 1945) Seconda guerra mondiale: termina la battaglia di Berlino.


(02 Maggio 1945) Seconda guerra mondiale: termina la battaglia di Berlino. Le forze tedesche, ormai allo sbaraglio, decidono di arrendersi definitivamente. il Generale dell'artiglieria Helmuth Weidling, comandante dell'area difensiva di Berlino, consegna senza condizioni la città al Generale dell'Armata Rossa Vasily Chuikov. I soldati sovietici issano la bandiera rossa sul Reichstag. Nel frattempo Hitler si era suicidato il 30 aprile ed il suo corpo, dato alle fiamme, sarà irriconoscibile (proprio per questo, intorno a questa vicenda ci saranno numerose narrazioni, molte delle quali volevano Hitler salvo in Brasile). I sovietici hanno così concluso vittoriosamente, nel cuore della capitale nemica, la seconda guerra mondiale; in quest'ultima battaglia subiscono tuttavia ancora 361.000 perdite; da parte tedesca i morti sono 400.000. Altrettanti i prigionieri.

Nel suo testamento politico, Hitler nominò l'Ammiraglio Karl Dönitz Reichspräsident e Joseph Goebbels Reichskanzler. Comunque, il suicidio di Goebbels, avvenuto il 1º maggio 1945 (con tutta la sua famiglia), lasciò il nuovo capo di Stato ad orchestrare da solo i negoziati per la resa incondizionata della nazione. Tutte le forze armate tedesche si arresero incondizionatamente agli Alleati l'8 maggio 1945. La guerra in Europa era finita e così anche il Terzo Reich.

Il "Reich Millenario" di Hitler durò per dodici anni e costò 60 milioni di morti in tutta Europa. L'ultima grande battaglia fu l'offensiva di Praga, dal 6 all'11 maggio 1945, quando l'esercito sovietico, con l'aiuto di truppe polacche, rumene e cecoslovacche, sconfisse le parti del Gruppo d'Armata che continuavano a resistere in Cecoslovacchia. L'operazione coinvolse circa 3 milioni di uomini da ambo le parti.

Alla fine della guerra, nelle aree occupate dall'Unione Sovietica, vennero insediati (con la fine dell'accordo tra i Tre grandi e l'inizio della costituzione di sfere di influenza politico-militare) regimi comunisti filosovietici, nonostante le obiezioni degli altri alleati e dei governi in esilio. La Germania fu divisa in due stati, con la parte orientale che divenne uno Stato comunista. Berlino fu divisa in due, in seguito ci fu la costruzione del famoso muro che cadde soltanto nel 1989 (molti morirono nel tentativo di oltrepassarlo). Per impedire il propagarsi dell'ideologia comunista nell'Europa occidentale gli Stati Uniti si impegnarono direttamente e fu fondata la NATO in contrapposizione al patto di Varsavia legato all'Unione Sovietica. Fu questo, l’inizio della "guerra fredda".




26 Maggio. Movimento Consapevole, Mantra & Mandala Dipinto su Vetro


Domenica 26 Maggio 2019 dalle ore 09:30 alle ore 16:30
Yoga in Sardinia
Biglietti: www.airbnb.it
Un'esperienza unica che unisce la pratica Mindfulness e l'arte del vetro.

Goditi le fantastiche viste dal giardino pensile Zen, affacciato sulla valle mentre pratichi varie tecniche di Mindfulness con Alex e poi scegli un Mandala con cui lavorare e creare su vetro con la guida esperta di Elisa.

Goditi una passeggiata attraverso i boschi e il paesaggio sardo durante il pranzo e poi ritorna per finire il tuo dipinto di mandala.
Completa la giornata con un Yoga Nidra rilassante con consapevolezza e visualizzazione di Chakra con Alex.

Programma:
Lezione di Pranayama e Mantra
Lezione di movimento Mindful Movement
Scegliere un profilo di mandala e pittura
Pausa pranzo
Mandala da colorare e riempire
Lezione Yoga Nidra con visualizzazione dei Chakra

Le lezioni saranno in inglese (con una traduzione in italiano quando richiesto o se il gruppo è tutto italiani), non è necessario essere fluenti, ma sarà necessaria una certa comprensione della lingua inglese per ottenere il massimo dalle pratiche di consapevolezza.

L'evento è ospitato dalle associazioni no profit Yoga in Sardinia e Elisa Creativa e tutti i proventi andranno a sostenere le attività continuative di entrambe le associazioni.

Si prega di prenotare il posto tramite AirBnB al seguente link:
https://it.airbnb.com/experiences/702198



26 Maggio. Movimento Consapevole, Mantra & Mandala Dipinto su Vetro



Domenica 26 Maggio 2019 dalle ore 09:30 alle ore 16:30
Yoga in Sardinia
Biglietti: www.airbnb.it
Un'esperienza unica che unisce la pratica Mindfulness e l'arte del vetro.

Goditi le fantastiche viste dal giardino pensile Zen, affacciato sulla valle mentre pratichi varie tecniche di Mindfulness con Alex e poi scegli un Mandala con cui lavorare e creare su vetro con la guida esperta di Elisa.

Goditi una passeggiata attraverso i boschi e il paesaggio sardo durante il pranzo e poi ritorna per finire il tuo dipinto di mandala.
Completa la giornata con un Yoga Nidra rilassante con consapevolezza e visualizzazione di Chakra con Alex.

Programma:
Lezione di Pranayama e Mantra
Lezione di movimento Mindful Movement
Scegliere un profilo di mandala e pittura
Pausa pranzo
Mandala da colorare e riempire
Lezione Yoga Nidra con visualizzazione dei Chakra

Le lezioni saranno in inglese (con una traduzione in italiano quando richiesto o se il gruppo è tutto italiani), non è necessario essere fluenti, ma sarà necessaria una certa comprensione della lingua inglese per ottenere il massimo dalle pratiche di consapevolezza.

L'evento è ospitato dalle associazioni no profit Yoga in Sardinia e Elisa Creativa e tutti i proventi andranno a sostenere le attività continuative di entrambe le associazioni.

Si prega di prenotare il posto tramite AirBnB al seguente link:
https://it.airbnb.com/experiences/702198



Noi non ci fermiamo. Perché essere differenti ci dà la forza di fare la differenza. Di Angelo Mazza.



In genere tendo a non polemizzare su quello che dicono e pensano gli altri. Mi schiero di rado. Sono nato in un periodo storico in cui a scuola si insegnava ai bambini a diventare dei buoni cittadini con una materia denominata "Educazione Civica". Una delle prime nozioni che all'epoca ho appreso e che da allora ho sempre condiviso come mio principio etico è che la mia libertà finisce dove inizia la libertà del mio prossimo. Per questo in genere, ribadisco, sono molto accondiscendente su quello che gli altri dicono o su come la pensano.

Poi un giorno arriva il momento in cui qualcuno travalica quella linea immaginaria che sancisce il mio inderogabile diritto alla libertà e io mi schiero. Salvini ha detto: "È questa l'Italia per cui stiamo lavorando: che i figli nascano a Cantù e non ci arrivino dai barconi dall'altra parte del mondo già belli e confezionati"...."Le sostituzioni di popoli con popoli che sostiene una certa sinistra a me non piacciono".

Io ho un figlio adottivo, nato in Cambogia, lui è Italiano di diritto, ha il codice fiscale! Un figlio che, nonostante quello che certe persone dicono, non si vergogna di essere italiano, eppure ne deve ingoiare di bocconi amari per la superficialità di alcuni, un figlio per cui io perderei un braccio e una gamba, ne darei solo uno e una perché con quello che mi resta vorrei continuare a lottare al suo fianco se ce ne fosse bisogno, come ogni padre del mondo farebbe per suo figlio.

Perciò mi schiero e dico a Salvini che, con la carica che ricopre, se pensa di essere adatto a ricoprirla, non può dire quello che ha detto. Invito Salvini a ritrattare quello che ha detto e a chiedere ad alcuni suoi seguaci e facinorosi di rientrare nei ranghi, perché questo modo di esprimersi è apologia al razzismo. Io non credo che un Ministro dell'Interno possa permettersi il lusso di dire certe cose. Mi vergogno che le abbia dette. sono talmente irritato che non trovo neanche le parole per esprimere tutto il mio disappunto! Per questo in conclusione, accludo, accomunandomi, a questo mio post il pensiero espresso dall'assemblea dei soci Ciai: "Noi non ci fermiamo. Perché essere differenti ci dà la forza di fare la differenza".

Angelo Mazza

I nuovi dati sull'occupazione preoccupano i leader regionali di Cgil, Cisl e Uil


La nuova Sardegna

I nuovi dati sull'occupazione preoccupano i leader regionali di Cgil, Cisl e Uil Nel 2018 sono emigrati quasi diecimila lavoratori, 3mila sono under 25 Festa a metà per i sindacati tra disoccupati e precari

di Claudio Zoccheddu

È la festa del lavoro e dei lavoratori ma se dovesse festeggiare solo chi effettivamente ha un'occupazione, più del 15 per cento dei sardi dovrebbe stare a guardare. La ripresa economica e la fine della recessione annunciata dall'Istat - nel marzo del 2019 la stima degli occupati è valutata in crescita rispetto a febbraio (+0,3%, pari a +60 mila unità) e anche il tasso di occupazione sale, arrivando al 58,9% (+0,2 punti percentuali) – sembra aver dribblato la Sardegna dove, al contrario della tendenza nazionale, i dati sono negativi e indicano un tasso di disoccupazione pari al 15,4 per cento, contro una media del 6,9 rilevata nel resto dell'Unione europea.

L'isola, però, non è la sola sull'orlo del baratro. Praticamente tutto il Mezzogiorno italiano è in netto ritardo rispetto al Nord del Paese e al resto del continente. Uno scenario preoccupante in cui potrebbero venire meno le motivazioni per festeggiare una ricorrenza che celebra una delle più importanti conquiste del mondo del lavoro: le otto ore lavorative giornaliere. Un miraggio per molti, anche a distanza di 152 anni dalle manifestazioni che da Chicago si diffusero in tutto il mondo, cambiando per sempre la vita dei lavoratori. Se più di un secolo fa erano i rappresentanti dell'associazione dell'Ordine dei Cavalieri del lavoro americani a combattere per i diritti, ora sono i sindacati a rappresentare i lavoratori e gli aspiranti occupati.

Uil. Il segretario regionale della Uil, Francesca Ticca, descrive l'avvicinamento alla ricorrenza mettendo in evidenza tanti dubbi: «Certamente non si respira un clima di festa - spiega - e sarà così perlomeno fino a quando non ci verrà chiarita l'idea di sviluppo che la politica regionale intende perseguire in Sardegna». L'attualità consegna ai sindacati le difficoltà di chi non riesce a sbarcare il lunario associate a forme di contrasto alla disoccupazione che funzionano solo sulla carta, forse: «Viviamo una condizione di grandissima difficoltà – continua Francesca Ticca -, e la vive soprattutto chi è fuoriuscito dal sistema lavorativo ma non è pensionabile e rischia di non poter avere altre opportunità. E non ci vengano dire che il lavoro stagionale possa essere una soluzione perché non è così. Anche il Reddito di cittadinanza non è una misura in grado di invertire la tendenza occupazionale.

Diciamo che il nostro sarà un primo maggio di attesa – continua la segretaria della Uil - perché nonostante la situazione drammatica del lavoro in Sardegna non abbiamo ancora visto proposte chiare per iniziare a progettare una ripresa economica che deve partire dalla politica ma, per il momento, i nuovi non si sono ancora affacciati su questo tipo di problemi mente i vecchi non hanno dato risposte concrete», conclude Francesca Ticca riferendosi allo stallo politico che ha frenato i primi 65 giorni dell' amministrazione regionale guidata da Christian Solinas.

Cisl. Secondo il segretario regionale Gavino Carta il primo maggio: «È una festa dedicata soprattutto a chi non lavora, a chi ha perso il suo impiego o a chi è stato costretto ad emigrare per trovare la sua dimensione lavorativa. Perché lavorare significa guadagnare la propria emancipazione e la propria libertà. Per questo dobbiamo puntare sullo sviluppo e su un concetto di autonomia che deva andare in parallelo con quello di Stato e di Europa perché è sempre più necessario affermare i diritti di cittadinanza dei popoli, anche i più periferici come siamo noi in questo momento rispetto all'Europa».

Carta, poi, non prende posizione sulla situazione di stallo che sta bloccando i primi passi della nuova giunta regionale: «Ne ho parlato proprio con Solinas l'altro giorno, quando ha partecipato alla nostra assemblea. Gli faccio i miei auguri perché sono convinto che stia lavorando per trovare una soluzione nel minor tempo possibile. Noi attendiamo con fiducia e quando sarà pronto potremo iniziare a lavorare nell'interesse dei cittadini sardi»

Cgil. «Per noi è una giornata di festa da dedicare ai lavoratori e alla lotta. E ci battiamo per restituire al lavoro la centralità che deve avere anche nel concetto di cittadinanza - spiega il segretario regionale della Cgil, Michele Carrus -. Purtroppo, però, in questo momento storico il lavoro precario, debole, insicuro e lo dimostrano le statistiche che ci dicono come siano cresciuti gli incidenti e le malattie». Una caduta che, secondo Carrus, è nata dalle nuove forme contrattuali: «Mi chiedo cosa abbiano guadagnato togliendo i diritti ai lavoratori, perché non mi sembra che si sia arricchito nessuno. anzi, dobbiamo fare i conti con numeri preoccupanti per quanto l'emigrazione perché nel 2018 sono andati via 9.800 persone, di cui 3mila under 25 spesso laureati ma anche negli altri 7mila ci sono operai specializzati».

Secondo Michele Carrus per evitare una diaspora dei lavoratori si dovrebbe scommettere sulle misure strutturali che hanno già superato la prova dei fatti: «Mi riferisco, ad esempio, a Lavoras che è andata a regima da appena quattro mesi ma che ha già prodotto risultati incoraggianti con circa 8mila nuovi percorsi lavorativi attivati in pochissimo tempo. E il nuovo assessore regionale Giuseppe Fasolino sbaglia quando la definisce una misura tampone».

L'ultimo passaggio di Carrus è dedicato proprio alla giunta Solinas: «Che si deve liberare degli appetiti famelici delle forze politiche che lo sostengono e che ci preoccupano. Ora speriamo che tenga fede alle sue parole e decida di confrontarsi con noi e di proporre dichiarazioni programmatiche condivisibili. Per noi sarà un primo maggio di attesa».


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Federico Marini
skype: federico1970ca