lunedì 28 novembre 2016

(L'angolo dell'ateo) - Il valore dell'uomo secondo Dante Alighieri.

L’uomo non vale un tubo (avrei voluto scrivere che non vale un ca…. ma mi vergogno a scrivere parolacce), secondo Dante e tutta la filosofia cristiana del suo tempo (e forse anche quella del tempo presente!). Infatti se fa bene è merito di dio (o degli angeli o dei santi o della madonna o di qualche altro balordo della stessa risma malvagia), se fa male invece è tutta e interamente colpa sua propria di lui medesimo e di nessun altro (neanche del dio che lo ha fatto sbagliato, per esempio mettendo(1) un’anima femminile in un corpo maschile o viceversa versando un’anima maschile in un corpo femminile, e non venite a dirmi che le anime non le consegna personalmente il mafioso dio inventato dagli antichi(2) ebrei!).

Secondo il poeta tutto discende da dio, secondo progetti anche a lungo e lunghissimo termine. Così ad esempio i romani hanno conquistato il mondo a partire dal 700 a.c. affinché cristo potesse nascere in un tempo nel quale il potere temporale fosse rappresentato da uno solo (l’imperatore Augusto), in un mondo finalmente tutto in pace(3).
Insomma, secondo Dante, l’impero romano è visto come opera di dio, il quale si assunse, sin dalla più remota antichità, il ruolo di boss dei boss, una specie di Totò Riina con in mano i destini del mondo, alla faccia del libero arbitrio.
Le oche che salvarono il Campidoglio, permettendo ai romani di sconfiggere i galli che avevano occupato la città? Operazione sotto copertura del servizio segreto di dio! E così per tutte le leggende che ancora oggi si raccontano ai bambini dell’asilo, in tutto e per tutto con lo stesso criterio delle scemenze raccontate dai preti riguardo alla religione. Con una grande differenza però: i preti sono emeriti ignoranti, subornati nei seminari dai loro insegnanti, che così vedono perpetuarsi la possibilità di mangiare bere e fottere a spese dei minchioni che credono alle loro minchiate; invece Dante è un sapiente, che conosce la storia e la filosofia, che ha avuto modo di meditare su quel che andava imparando.
E ciò naturalmente rende ben più grave il suo peccato di credulità verso la chiesa!

Naturalmente non sono soltanto le oche del Campidoglio al servizio di dio. Tutto ciò che raccontano Ovidio, Virgilio, Livio, Omero e così via, nonché il vangelo e la bibbia(6), è vero e storicamente valido, per cui tutti gli episodi, anche quelli più fantasiosi, sono degni di entrare nelle sue dimostrazioni filosofiche, sottoforma soprattutto di sillogismo. E ciò naturalmente è facilitato prendendo per vere le favole degli autori citati e di tanti altri.
Se l’Eneide è vera si può affermare senza ombra di dubbio che fu dio in persona (sotto mentite spoglie, ovviamente) a suggerire ad Enea di abbandonare Didone, per il più alto fine di fondare, con i suoi discendenti, l’impero romano, aspettato e costruito affinché, a tempo debito, il dio inventato dagli ebrei potesse stuprare una ragazzina, forse non ancora quindicenne, per farle partorire suo figlio, destinato a crepare per ordine di quell’impero voluto dallo stesso dio macellaio!

E in questa sequela di sciocche contraddizioni Dante non scorge nessun inghippo!
Io non sono né uno storico né un filosofo, ho appena appena un poco di intelligenza analitica, e mi domando: leggendo una pagina di bibbia, una di vangelo, una di corano, una di Esiodo, una di induismo, una di buddismo e così via, come posso affermare che una di queste religioni è migliore o più vera delle altre? Come è possibile che una persona di cultura superiore, come era Dante, può dichiarare di essere cristiano o musulmano o buddista? Non è evidente che tutte le religioni si equivalgono e sono tutte stupide invenzioni di una criminale classe sacerdotale dedita alla prevaricazione e alla dittatura materiale e morale? 
Sono convinto che davvero Dante disprezzi l’uomo in se stesso, e di conseguenza pensi che l’unico suo valore sia quello di annullarsi nelle mani dei preti!


1) Periodicamente, quando sorge una qualche diatriba che riguarda l’aborto, si svolge pubblicamente una rissa che si svolge su questo assillante problema: quando il feto acquista l’anima? I fondamentalisti cristiani sostengono che ciò avviene non appena lo spermatozoo raggiunge l’ovulo (in pratica subito dopo l’eiaculazione dello sperma da parte dell’uomo, il che potrebbe indurre qualcuno a lanciare un campionato mondiale fra cristiani ortodossi a chi eiacula più in fretta e quindi crea una nuova anima, a maggior gloria di dio e dei suoi santi rappresentanti in terra); altri invece sostengono che ciò avviene dopo una settimane o un mese o alla nascita, cioè all’uscita del feto dal grembo materno. Io penso che ciò non avvenga mai, poiché l’anima non esiste, ma questa è un’altra storia!
2) Il concetto di anima individuale e personalmente distinta è in pratica una invenzione del cristianesimo, così come la concezione di un aldilà nel quale si viene premiati o puniti per l’eternità. In altre concezioni religiose esiste un’anima universale alla quale l’anima individuale, dopo aver percorso diversi sentieri di espiazione, si ricongiunge perdendo ogni caratteristica personale.
3) Evidentemente Dante ignorava che la Palestina, ma non solo, era in guerra perenne con Roma!
4) Basta leggere nella bibbia le infinite volte che Javhè assicura agli ebrei che li guiderà alla vittoria sui loro nemici, essendo essi i suoi figli preferiti: metterò nelle vostre mani i cananei e voi li sterminerete, dal primo all’ultimo, compresi donne e bambini ….
5) Ovidio: poeta latino autore delle Metamorfosi; Virgilio: poeta latino autore dell’Eneide; Livio: storico latino della Roma antica; Omero: poeta greco autore di Iliade e Odissea.
6) Nella bibbia si racconta delle infinite volte che dio ordina agli ebrei di sterminare gli abitanti delle città cananee conquistate, compresi vecchi donne, anche incinta, e bambini, nonché addirittura gli animali: come fa Dante, e i cristiani in generale, a considerare buono e misericordioso e chiamare padre un simile dio assassino seriale? In nessun’altra religione (escluse quelle americane pre - colombiane!) ci sono dei altrettanto malvagi. 
7) Ad esempio: Romolo e Remo figli di Marte; Enea figlio di Venere; Elia che resuscita i morti; Sansone e i suoi capelli; ….

Giovanni Caruso
volontà di potere?

4 Dicembre. Suono al civico 66


Evento organizzato da suono civico.
Domenica dalle ore 12:00 alle ore 13:00.

Piccoli concerti di musica dal vivo
dai balconi di Villanova

con
Beppe DETTORI, voce e chitarra
Raoul MORETTI, arpa elettrica

Le corde vocali e della chitarra di Beppe Dettori si intersecano con quelle dell'arpa elettrica di Raoul Moretti in un'esecuzione che dal repertorio tradizionale sardo rivisitato confluisce nelle sonorità celtiche, mediterranee e sudamericane.

Rassegna stampa. 28 Novembre 2016. - Le province sarde non brillano per qualità della vita. - REFERENDUM. Domani arriva la Boschi. - Porti sardi Autorità unica: il favorito è Deiana - L'Isola è a metà Qualità della vita, Mantova al top

La Nuova

La migliore è la Gallura, solo 54esima e in caduta libera La peggiore è il Medio Campidano. Sassari meglio di Cagliari Le province sarde non brillano per qualità della vita.

La Gallura perde posizioni ma è l’unica delle (ex) 8 province in cui la qualità della vita resta accettabile. Le altre 7 migliorano la loro classifica rispetto a 12 mesi fa ma, soprattutto per Sulcis Iglesiente e Medio Campidano, la sufficienza è un miraggio. Per la Sardegna, nonostante qualche segnale di ripresa, si tratta dunque di una bocciatura. Nell’isola la qualità della vita è mediamente insufficiente. A decretarlo è l’annuale classifica di Italia Oggi, redatta in collaborazione con la Sapienza di Roma, che ha diviso l’Italia in 4 fasce: buona, accettabile, scarsa e insufficiente.

Per l’isola c’è solo la Gallura nella seconda, le altre sono tutte sotto la media. La graduatoria vede Mantova sul podio, seguita da Trento, prima ininterrottamente dal 2011, e Belluno. In fondo Crotone, che in 12 mesi ha perso 24 posizioni, seguita da Siracusa e Napoli. A guidare la graduatoria sarda è Olbia Tempio, al 54esimo posto, 11 meno di un anno fa. Ma due posizioni in più di Milano, ultima provincia d’Italia con una qualità della vita accettabile. Dal 57esimo posto in poi la valutazione è insufficiente o scarsa.

E proprio al 57esimo posto c’è l’Ogliastra, che perde due posizioni. Tutte le altre invece guadagnano punti: Nuoro (58, più 19), Sassari (65, più 31), Oristano (71, più 17), Cagliari (86, più 1). Infine, c’è Carbonia Iglesias, che dall’ultimo posto assoluto di un anno fa scala 10 posizioni e si ferma al 100esimo posto, e il Medio Campidano, 101esimo, con 8 posti guadagnati. L’indagine sulla qualità della vita è stata realizzata attraverso 9 aree tematiche.

Affari e lavoro. In questo gruppo è prima - ma senza brillare - la Gallura, solo 65esima come un anno fa. A seguire Sassari, 72esima. Nel suo complesso il nord della Sardegna è tra le prime 15 posizioni come numero di imprese registrate, mentre Nuoro e l’Ogliastra sono al terzo posto assoluto per il minor numero di imprese che hanno cessato l’attività.

Quanto al tasso di disoccupazione tutte le province sono nella parte bassa della classifica: ultimo è il Medio Campidano, al 99esimo posto, seguito da Oristano (95), Cagliari (89), Sulcis (88), Sassari (86), Ogliastra (79), Olbia Tempio (78) e Nuoro (77).

Ambiente. Il centro dell’isola si conferma il polmone verde della Sardegna. Nuoro e Ogliastra occupano il sesto e settimo posto della classifica generale. Buona affermazione anche per il Medio Campidano (22) e Oristano (23). Più distanziate Sassari (45), Carbonia Iglesias (55) e Cagliari (74), mentre la Gallura sprofonda alla 98esima posizione, tra Latina e Siracusa.

Criminalità. Perde qualche posizione ma si conferma la città più tranquilla dell’isola. Oristano è al nono posto a livello nazionale per il minor numero di reati. Seguono Carbonia Iglesias (17), Medio Campidano (18), Cagliari (20), Nuoro e Ogliastra (34). Chiudono la classifica sarda Olbia Tempio (45) e Sassari (47).

Disagio sociale. Il podio negativo è tutto sardo. Maglia nera il Sulcis Iglesiente, seguito da Medio Campidano e Cagliari. Un risultato figlio della crisi che attanaglia l’isola, soprattutto al Sud. Va meglio al nord con Sassari al 46esimo posto e Olbia Tempio al 51esimo.

Popolazione. Olbia è la provincia d’Italia che registra il tasso più basso di mortalità. Un primato che le fa conquistare il 20esimo posto nella classifica generale. Seguono, distanziate, Cagliari (46) e Sassari (50).

Servizi. Un altro primato negativo per la Sardegna. Il Medio Campidano, seguito dal Sulcis, ultimo in classifica per servizi finanziari e scolastici. Ma è tutta l’isola a essere bocciata: il risultato migliore è dell’Ogliastra, appena 61esima. Sistema salute. Invece, la tanto bistrattata sanità supera l’esame a pieni voti. Perlomeno a Cagliari, nona, e nel Sulcis, 23. A metà classifica Sassari (48) e Ogliastra (49). Insufficienti Nuoro (84) e Gallura (97), senza possibilità di appello Oristano (105) e Medio Campidano (107). Tempo libero. Promossa Olbia Tempio, 20esima a livello nazionale, bocciato Medio Campidano, 108. A metà Sassari, Ogliastra, Cagliari, Nuoro. Tenore di vita. A sorpresa, grazie al costo delle case, a registrare il migliore tenore di vita è il Medio Campidano, 16esimo. Ma ottimi risultati anche per Sulcis (22), Ogliastra (28), Olbia Tempio (30) e Oristano (32). Seguono Sassari (43) e Nuoro (44). Ultima Cagliari, al 57esimo posto.

di Alessandro Pirina

L’Unione Sarda.

REFERENDUM. Domani arriva la Boschi. Oggi Prodi a Cagliari all'Università Dirà come vota il 4?

Rush finale prima del voto del 4 dicembre. A una settimana dal referendum costituzionale arriva a Cagliari Romano Prodi. Il professore, presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli, sarà nel pomeriggio in città per l'inaugurazione dell'Anno accademico. Interverrà dopo la relazione del Magnifico Rettore con la prolusione su “Una fragile Europa nella strategia globale”. Prodi ha detto che andrà a votare, ma non come.

FRONTE DEL SÌ Per sostenere le ragioni del Sì al Referendum arriva Debora Serracchiani. La vicesegretaria nazionale del Pd e presidente della Regione Friuli sarà a Cagliari nella sede del Pd in viale Regina Margherita dove terrà una conferenza stampa con il governatore Francesco Pigliaru. Subito dopo partenza per Jerzu dove, alle 17, partecipa a un incontro con Gianmario Demuro, costituzionalista e assessore agli Affari generali, e Franco Sabatini, consigliere regionale dem. Alle 19 sarà ad Assemini per un dibattito con Valter Piscedda (consigliere regionale Pd), il deputato Francesco Sanna e l'assessore comunale alla Comunicazione Claudia Medda. Martedì è il giorno di Maria Elena Boschi. La ministra per le Riforme sarà alle 11 a Sassari, nella sede della Camera di Commercio, per l'incontro #bastaunsi, che replicherà alle 14.30 a Cagliari, al THotel.

FRONTE DEL NO Due appuntamenti in contemporanea sul fronte del No. Oggi alle 18.30 al T-Hotel incontro con la senatrice di Forza Italia e controrelatrice del testo di Riforma, Anna Maria Bernini. Saranno presenti, tra gli altri, il senatore di Forza Italia Emilio Floris, il coordinatore regionale Ugo Cappellacci e il consigliere regionale Stefano Tunis. Nel frattempo, a partire dalle 18 nella sala Search del Palazzo civico di Cagliari, nel largo Carlo Felice, si terrà l'incontro-confronto: “C'è chi dice NO”, promosso dal Comitato NO Grazie che si oppone alla riforma. All'appuntamento interverranno:Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, e Paolo Truzzu, consigliere regionale FdI.

Roberto Murgia

Porti sardi Autorità unica: il favorito è Deiana

L'ora X per i porti sardi sta per arrivare: «Siamo quasi alla fine. Stiamo facendo le verifiche di compatibilità per i nomi scelti, ma abbiamo già un accordo generale», dice il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. La nomina per la guida dell'autorità unica arriverà dopo il referendum del 4 dicembre, data che potrebbe rappresentare la chiave di volta per molte altre partite.

I nomi scelti, spiega l'esponente del Governo Renzi, «sono all'esame delle autorità competenti». E cioè l'Anac, l'authority anticorruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. I giochi sono fatti. In pole position c'è l'attuale assessore ai Trasporti Massimo Deiana. Alla prima scrematura dei nomi giunti all'attenzione del Ministero avrebbe resistito anche Francesca Medda, professoressa dell'University College di Londra. Sullo sfondo attende anche l'ex consigliere regionale Chicco Porcu. Delrio conferma che non ci sarà nessuna proroga per l'attuale assetto “bipolare”: Cagliari e Olbia avranno una guida unica. «Il presidente Pigliaru aveva chiesto qualche mese per allineare amministrativamente le due autorità ed è stato accontentato. Ma ci sarà solo una authority», conclude il ministro delle Infrastrutture. (m. r.)

Classifica stilata dalla Sapienza di Roma. L'Isola è a metà Qualità della vita, Mantova al top

ROMA Mantova è la provincia italiana con la migliore qualità della vita. È quanto si apprende dalla classifica annuale stilata da ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma. Il capoluogo lombardo, l'anno scorso al quarto posto, scalza la capofila dal 2011 Trento che scende al secondo posto. Altro nuovo ingresso sui gradini più alti del podio è Belluno, terza, in salita dall'ottava posizione. Completano la top ten Pordenone, Siena, Parma, Udine, Bolzano, Vicenza, Lecco.

All'ultimo posto Crotone, sebbene, rispetto alle altre province meridionali, presenti elementi di discontinuità. Qui, infatti, il tenore di vita è accettabile. E la provincia è addirittura ricompresa nel gruppo delle più virtuose nelle dimensioni criminalità e popolazione. A deludere sono tutte le aree urbane che, ad eccezione di Torino che sale dal 76esimo al 70esimo posto, registrano tutte un calo. Netto soprattutto quello di Roma. La Capitale crolla dalla posizione 69 a quella 88. Passo del gambero pure per Milano (da 49 a 56) e Napoli (da 103 a 108), terz'ultima piazza davanti solo a Siracusa.

La Sardegna è a metà classifica. La migliore è la provincia di Olbia-Tempo (ha la posizione numero 54). Seguono Nuoro (58) e Sassari (65). Oristano è invece al 71mo posto, Cagliari ha invece la posizione numero 86. Carbonia-Iglesias invece è nel fondo della classifica: ha il centesimo posto.

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Federico Marini

skype: federico1970ca

sabato 26 novembre 2016

Consigliato. Balentes per la libertà, a cura di Luigi Cogodi.


Il volume è dedicato al Processo di Roma (1999-2004) sui desaparecidos italiani in Argentina, che ha squarciato il velo sul dramma di 30.000 scomparsi durante la dittatura argentina instaurata nel 1976 dal golpe dei militari. Il Processo di Roma (chiuso con la condanna di tutti gli imputati: ergastolo per due generali argentini e 24 anni di reclusione per gli altri 5 imputati) ha riguardato tra gli altri il "caso Mastinu", relativo al giovane emigrato sardo e valente sindacalista in Argentina, di cui si ha la prova del sequestro e non della materiale uccisione: vero desaparecido. In ragione dell'immane tragedia che ha avuto come teatro l'America Latina è nato e opera in Sardegna un centro di documentazione e di iniziativa per i diritti umani, il Centro Sociale Mastinu-Marras, Tresnuraghes, di cui è presidente onorario Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel per la pace.
L’autore
 Luigi Cogodi  (San Basilio27 luglio 1943 – Cagliari22 luglio 2015È Stato un politico e avvocato italianoÈ stato negli anni '80 assessore regionale all'urbanistica della regione sarda per il PCI e poi capogruppo di Rifondazione Comunista nel Consiglio regionale dal 1999 al 2004. Viene eletto Deputato nel 2006 con la lista di Rifondazione Comunista nella Circoscrizione Sardegna, senza essere riconfermato nel 2008Alle Europee del 2009, si presenta nella circoscrizione insulare con Sinistra e LibertàDal 2010, con la nascita di Sinistra Ecologia Libertà come partito, ne diventa membro del Comitato Scientifico.

Rassegna stampa, 26 Novembre 2016, - La Boschi martedì a Cagliari per la volata del “sì” - Ryanair scommette su Cagliari - Rifiuti, l'appalto va alla De Vizia. - Bassu: riforma non perfetta ma necessaria. Meloni: statuto speciale a rischio.

Unione Sarda

In Sardegna anche il ministro delle Infrastrutture Del Rio, Franceschini a Olbia. La Boschi martedì a Cagliari per la volata del “sì”.

La ministra Maria Elena Boschi arriva a Cagliari per tirare la volata per il Sì al referendum nell'ultima settimana di campagna elettorale. La titolare delle Riforme Costituzionali, martedì sarà a Cagliari, alle 14.30 al T-Hotel per un'iniziativa organizzata dal Pd regionale e dal segretario cittadino, Nicola Montaldo.

GLI APPUNTAMENTI In Sardegna anche il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio che stamattina a mezzogiorno prenderà parte a Oristano a un dibattito al quale parteciperà anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru. Lunedì arriva in Sardegna anche la vice segretaria del Partito democratico, Debora Serracchiani, che prenderà parte a due incontri: a Cagliari e alle 17.30 a Jerzu. Mercoledì il ministro del Turismo, Dario Franceschini, sarà ospite a Olbia, in compagnia del consigliere regionale, Giuseppe Meloni e del parlamentare, Gian Piero Scanu.

FRONTE DEL NO Fermento anche nei partiti e nei comitati per il No alla riforma costituzionale. Questa mattina alle 10.30 i Riformatori saranno in piazza Costituzione a Cagliari. Questo pomeriggio alle 18, nella sala comunale di Lunamatrona, ci sarà un incontro organizzato da Forza Italia per spiegare le ragioni del No alla riforma costituzionale. Impegni anche per Fratelli d'Italia con appuntamenti oggi a Macomer e Quartu (alle 9 e alle 9.30) e di pomeriggio alle 18 a Oristano, per un incontro al quale parteciperanno sindaci e consiglieri comunali del territorio. All'incontro parteciperà il consigliere regionale, Paolo Truzzu. Infine, lunedì alle 18 nella sede della Circoscrizione 4 a Cagliari, il movimento Popolari per la Sardegna organizzerà un dibattito su referendum e autonomie locali, coordinato dal presidente del gruppo Popolari e Azzurri per Cagliari, Federico Ibba.

(m. s.)

Le novità assolute sono due voli la settimana per Varsavia e quattro per Catania Ryanair scommette su Cagliari. Il piano prevede sei nuove rotte per la prossima estate

Il matrimonio non solo continua ma si rafforza. Ryanair punta su Cagliari e programma in tutto sei nuove rotte per l'estate 2017, per arrivare a trasportare circa 1,4 milioni di passeggeri all'anno solo nello scalo del capoluogo. Le nozze - alla base ci sarebbe un contratto pluriennale firmato nei giorni scorsi - sono state ufficializzate con un comunicato della compagnia irlandese, in cui viene annunciato il pacchetto di collegamenti. Due novità assolute: Varsavia (2 voli alla settimana) e Catania (4 voli alla settimana), poi il ritorno delle tratte spagnole verso Barcellona e Madrid, infine le rotte verso Londra Luton e Verona anticipate qualche settimana fa, prima di chiudere definitivamente l'accordo con la Sogaer.

«POSTI DI LAVORO» Ryanair arriverà a contare 20 collegamenti (11 nazionali e 9 internazionali) e 95 voli settimanali, che secondo la compagnia alimenterebbero un giro di circa «mille posti di lavoro» nell'aeroporto di Elmas. I biglietti per le nuove destinazioni saranno in vendita da lunedì: «Per festeggiare il lancio del nostro piano estivo 2017 da Cagliari, abbiamo lanciato un'offerta per 100mila biglietti del nostro network europeo», spiega il capo del marketing italiano di Ryanair John Alborante.

L'accordo arrivato dopo un anno di trattative fa sorridere il vicepresidente della Sogaer Gabor Pinna: «La programmazione estiva prevede un raddoppio delle rotte estive e una crescita del 20 per cento sui voli complessivi del vettore irlandese. Questa nuova partnership porterà nel prossimo futuro ad un importante aumento del traffico. Di conseguenza si avrà un forte impatto sui flussi turistici in arrivo, e allo stesso tempo si consentirà ai sardi una maggiore mobilità verso l'Italia e il resto d'Europa».

ALGHERO Mentre a Cagliari si festeggia il rinnovo del contratto con Ryanair, ad Alghero il futuro dell'aeroporto è ancora sospeso tra i numeri neri dell'ultima estate e le prospettive di rilancio. Lunedì è in calendario l'appuntamento finale per la privatizzazione: si parla da giorni di una ripresa dell'interesse del fondo F2i, finora l'unico ad aver dimostrato una particolare attenzione alla Sogeaal. Sarà la volta buona? Tutte le scadenze precedenti del bando sono state archiviate senza offerte. Se la storia dovesse ripetersi un'altra volta, arriverà in soccorso la Regione, che ha già programmato (con legge votata dal Consiglio) la ricapitalizzazione dell'aeroporto, di cui ora è azionista di maggioranza.

Michele Ruffi

COMUNE. Dal prossimo aprile saranno distribuiti i nuovi contenitori. Ma c'è l'incognita dei ricorsi Rifiuti, l'appalto va alla De Vizia. Ieri l'assegnazione provvisoria: i cassonetti spariranno fra 10 mesi.

Sarà il raggruppamento di aziende composto dalle società DeVizia Transfer (l'attuale gestore), Coplat e Econord a occuparsi della raccolta dei rifiuti a Cagliari: ieri la commissione nominata per l'assegnazione della gara ha firmato l'aggiudicazione provvisoria. Per quella definitiva bisognerà aspettare: «Ora si dovrà accertare se le imprese selezionate possiedano tutti i requisiti necessari per lo svolgimento di un servizio così importante», avvisa Claudia Medda, assessora all'Innovazione tecnologica. POSSIBILI INTOPPI Furono proprio questi controlli, un anno e mezzo fa, a portare all'annullamento della prima gara (una delle imprese dell'associazione temporanea vincente non aveva comunicato che il proprio responsabile tecnico per l'Albo gestori ambientali aveva patteggiato due condanne). Un'altra incognita è rappresentata dai ricorsi, ormai consueti in occasione di appalti pubblici: a partire da ieri, le altre cinque ditte che hanno partecipato alla gara hanno 30 giorni di tempo per ricorrere.

Eventuali irregolarità e probabili ricorsi sono gli «intoppi burocratici» che l'amministrazione premette a ogni stima sui tempi di entrata in funzione del nuovo servizio. Si parla di aprile ma con l'avvertenza che «la raccolta porta a porta non partirà da subito»: servirà una «fase di avvio di cinque mesi». Insomma, nella migliore delle ipotesi i cassonetti resteranno nelle strade della città fino a settembre 2017.

CONTENITORI COL MICROCHIP Nei cinque mesi precedenti, il Comune conta di distribuire ai cittadini i nuovi contenitori, gli unici con cui sarà consentito conferire i rifiuti: saranno di cinque tipi (carta, plastica, vetro e lattine, umido, indifferenziato) e saranno dotati di un microchip che permetterà di identificare automaticamente l'intestatario dell'utenza e calcolare in base al peso dei rifiuti conferiti l'ammontare della Tari, con vantaggi economici per chi separa con più cura. Ogni utenza, domestica o commerciale, sarà dotata di contenitori individuali: alle utenze commerciali che producono grandi quantità di rifiuti e i condomini con più di 10 appartamenti ne saranno forniti da 240 litri.

Gli utenti dovranno depositare i contenitori per strada, davanti al domicilio, «in fasce orarie prestabilite e secondo frequenze legate alla natura del rifiuto», per ritirarli dopo il passaggio dei mezzi di raccolta. Contemporaneamente sarà attivata «un'importante e prolungata campagna di comunicazione e informazione per spiegare il nuovo sistema e sensibilizzare i cittadini». Tra settembre e dicembre, prosegue l'assessora Medda, «sarà progressivamente introdotto il nuovo servizio di raccolta porta a porta e verranno dismessi i cassonetti stradali. Alla fine del 2017 il nuovo sistema di raccolta sarà portato a pieno regime».

ISOLE ED ECOCENTRI La raccolta porta a porta sarà estesa all'intero territorio comunale. «In zone circoscritte, in cui la struttura urbana è incompatibile col nuovo servizio, si farà ricorso a soluzioni alternative, quali piccole isole ecologiche fuori terra o interrate, come quella che già oggi sorge in piazza Maxia». Ma sarà possibile conferire anche negli ecocentri.

DIFFICOLTÀ ED ECCEZIONI Possibili difficoltà iniziali sono messe nel conto, incluso il prevedibile abbandono di rifiuti nelle aree scarsamente abitate e nelle campagne, fenomeno per cui sono già statemstudiate contromisure: un servizio di raccolta apposito e più controlli da parte di un nucleo specializzato di vigili urbani, già istituito e «adibito esclusivamente a questa attività».

L'applicazione, promettono a Palazzo Bacaredda, non sarà rigida: «In alcuni casi limitati la struttura degli edifici e della viabilità rende difficile introdurre il nuovo sistema. In questi casi si adotteranno soluzioni alternative, studiate caso per caso».

Marco Noce
La Nuova

Bassu: riforma non perfetta ma necessaria. Meloni: statuto speciale a rischio Mario Segni sceglie di non esporsi ma ha già dichiarato il suo voto favorevole Senato e autonomie, è scontro tra il Sì e il No di Vincenzo Garofalo

SASSARI Dici referendum e pensi a Mario Segni. L’uomo politico che con la consultazione popolare del 1993 portò gli italiani alle urne per abolire il sistema proporzionale, il 4 dicembre sosterrà la riforma Boschi con un Sì. Lo ha dichiarato mesi fa, ma ieri a Sassari, a un confronto fra le ragioni del Sì e i principi del No, organizzato dalla Fondazione Segni, ha indossato una veste neutrale: «La Fondazione non è un movimento politico, noi siamo neutrali. Per questo preciso che oggi sono qui solo da organizzatore del dibattito e non per esporre le mie idee», chiarisce subito Mario Segni davanti al pubblico di studenti, politici e accademici che affolla l’aula magna del dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo sassarese.

A duellare su bicameralismo, soppressione del Cnel e revisione del titolo V della Costituzione, sono allora i due ospiti invitati dalla Fondazione, entrambi docenti dell’Università di Sassari: la giovane costituzionalista Carla Bassu, pronta a mettere una croce sul Sì, e Giovanni Meloni, ex deputato di Rifondazione comunista e del Partito dei comunisti italiani negli anni Novanta, convinto sostenitore del No. «Le ragioni per cui votare Sì al referendum del 4 dicembre, sono sia politiche sia tecniche», esordisce Carla Bassu, specificando che lei non ha alcuna tessera di partito in tasca. «La riforma costituzionale è in continuità con tutte le istanze di modifica della nostra Legge fondamentale presentate negli ultimi trent’anni», spiega.

«Non è perfetta, ma non può esistere una riforma perfetta, perché la modifica della Costituzione passa necessariamente per un compromesso parlamentare. Non è perfetta ma va nella direzione di sbloccare il Paese». Uno sblocco che parte con il superamento del bicameralismo paritario: «Il bicameralismo perfetto giustifica l’interventismo dell’esecutivo, che è spinto a scavalcare il Parlamento con mozioni di fiducia e decreti per cercare di portare a termine legittimamente il programma di Governo. La riforma quindi non accresce i poteri dell’esecutivo, ma è utile ad accelerare l’iter ora elefantiaco delle leggi».

Concetti che non possono trovare d’accordo Giovanni Meloni: «Ci troviamo di fronte a una profonda revisione della Costituzione, che tocca temi cruciali. Per quanto riguarda quello che sarà il nuovo Senato se dovesse vincere il Sì, io rilevo molte contraddizioni. Si dice che c’è necessità di velocizzare l’iter legislativo, ma l’Italia è il secondo Paese in Europa per la velocità di legiferare. Negli ultimi otto anni abbiamo approvato 80 leggi, con una media di una ogni 4,5 giorni», spiega. «Il nuovo Senato, dicono, dovrebbe rappresentare le istituzioni territoriali, ma senza il vincolo di mandato, questo lo vedo impossibile. Inoltre la maggior parte dei temi di cui si occuperà il Senato non ha attinenza con problematiche territoriali.


Per esempio la revisione della Costituzione, che sarà fatta con parlamentari non eletti dal popolo, con un chiaro impoverimento della sovranità del popolo». E poi c’è l’autonomia delle Regioni: «La riforma non ha nessun impatto immediato sulle regini a Statuto speciale, come la Sardegna. Per queste prevede una successiva intesa bilaterale con il Governo per la modifica degli Statuti, quindi senza alcuna imposizione», spiega Bassu. Ma per Meloni, l’autonomia della Sardegna è più che a rischio: «la riforma realizza una concentrazione mostruosa di potere nelle mani del Governo e per le materie che resteranno di competenza delle Regioni, introdurrà la clausola di supremazia, che consentirà all’esecutivo di aggirare l’ostacolo. E se lo Stato dovesse avviare una riforma dello Statuto della Sardegna, allora state certi che potremo dire addio all’autonomia»

I sostenitori del NO giocano in difesa o all'attacco?

Sono d'accordo. E' meglio parlare come si parla, quindi senza sprecare il mozzarellesco "bufale" che è meglio spenderlo alla pizzeria "la vipera" Ciò premesso, è chiaro che per stare appresso alle cazzate ai politici occorre essere veramente sfaccendati e privi di "pensieri", perché il volume di parole e di citazioni, di norme, di modi e casi e problematiche (tutte funzionali alla loro cazzo di carriera, ovviamente) che essi sfornano quotidianamente è immane.
E' comprensibile, quindi, che più di un qualcuno si senta come dentro un flipper dove, a turno, stanno giocando una masnada di balordi strafatti di crack...

Nel casino, mi sembra (e lo considero un fatto piuttosto strano) che chi è schierato per il "NO" -non vi dico a cosa, tanto lo sapete senz'altro- stia giocando in difesa.  Mi sembra assurdo, visto che 2 ore dopo la notizia della vittoria di Trump avevo la sensazione che il No dilagasse e, infatti, i sostenitori del No mi sembravano ringalluzziti mentre le ragioni del Si sembravano i pensieri di un pugile triestino dopo l'incontro con Monzon.

4 ore dopo la notizia dell'elezione di Trump, infatti, il linguaggio dei vincenti era più "trumpista"... Stasera, nonostante resto dell'avviso che il No abbia delle chances in più, avverto questa strana sensazione che, incrociata alle improvvisazioni di Trump che nel frattempo stanno cominciando a inspessire a velocità maggiore del solito il solito sedimento del "prima lo dico e poi lo nego", mi porta a pensare che la prontezza di riflessi (presunta: magari è solo copia bella e buona da parte di chi brama solo sedersi su una poltrona) abbia pagato.
 
Mah... Forse era valido il vecchio principio che prima di fare mosse importanti è meglio riflettere? Sarà, ma per quei campioni d'intelligenza che sono i nostri politici, la meditazione è davvero una cosa da teste di cazzo... scusate l'espressione ma, sapete, sono veramente pochi quelli che mi superano nell'amore della lingua parlata


Paolo Manca.

venerdì 25 novembre 2016

"Non innamorarti di una donna che legge." di Martha Rivera Garrido


"Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, 
maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre 
è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride 
o piange mentre fa l’amore, 
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più,
di una donna che ama la poesia 
(sono loro le più pericolose),
o di una donna capace di restare 
mezz’ora davanti a un quadro 
o che non sa vivere senza la musica.

Non innamorarti di una donna intensa, 
ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti 
di una donna così.

Perché quando ti innamori 
di una donna del genere,
che rimanga con te oppure no, 
che ti ami o no, da una donna così, 
non si torna indietro.
Mai.