martedì 29 gennaio 2019

Febbraio 08 – 15 (due date) Sergio Atzeni, dalla scrittura al cinema



2 Date, 8 Febbraio (ore 19:00) 15 Febbraio
Via Santa Maria Chiara 24/a
Pirri, Sardegna, Italy

L'Associazione Hermaea Archeologia e Arte con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con le associazioni culturali L'Alambicco eg La macchina cinema (FICC) e BookCiak Magazine mediapartner
organizza

"Passavamo sulla terra leggeri. Sergio Atzeni,
dalla scrittura al cinema"
Cagliari/Pirri, via Santa Maria Chiara 24/A. Ingresso libero

Venerdì 8 febbraio, ore 19
Cronaca, narrazione, sperimentazione.
Le tante anime di Sergio Atzeni, artigiano della parola
intervengono
Pier Paolo Argiolas, docente e ricercatore Università di Cagliari
Giovanni Manca, editore
proiezione del documentario
Madre acqua. Frammenti di vita di Sergio Atzeni (2015) 
di Daniele Atzeni
segue conversazione con l’autore

Sabato 16 febbraio 2019, ore 19
Sergio Atzeni, giornalista
interviene
Manuela Arca, giornalista
proiezione del film
Il figlio di Bakunin (1997) di Gianfranco Cabiddu
segue conversazione con l’autore

Organizzazione: Associazione Culturale Hermaea
Direzione artistica: Alessandro Macis
Contatti e info: hermaeasnc@gmail.com
Tel. 338 3051140 | 392 4471378 | 328 0615046


Sondaggi elezioni sarde 2019


Unione Sarda.

Solo M5s sopra il 20, crolla Forza Italia
Exploit della Lega, cala il Psd'Az. A sinistra frena il Pd, bene
Sardegna in comune

di Alessandro Pirina
SASSARI

Il Movimento 5 stelle e la Lega debuttano alle regionali e volano al primo e secondo posto. Perlomeno in base alle intenzioni di voto. Cinque anni fa le due forze, oggi al governo del Paese, non erano neanche della partita: il primo per scelta di Beppe Grillo viste le profonde spaccature interne e la seconda non ancora radicata a sud di Pontida.

Oggi lo scenario è cambiato del tutto e il primo classificato di allora, il Pd, si trova sul terzo gradino del podio, mentre Forza Italia, seconda nel 2014, divide la quarta posizione con Sardegna in comune, una delle liste che appoggiano Massimo Zedda.

Ma se parliamo di coalizioni lo scenario cambia notevolmente. A quel punto a guidare la classifica è il centrodestra con Christian Solinas al timone, 11 liste che totalizzano il 38,8 per cento, quasi 10 punti in più delle 8 liste che appoggiano i Progressisti di Massimo Zedda, ferme al 29,3 per cento. Terzo il Movimento 5 stelle, che, è vero che è alla sua prima volta alle regionali, ma rispetto alle politiche di 11 mesi fa, dimezza i voti: dal 42,5 per cento del 4 marzo al 23,5 di oggi. A seguire la Sinistra sarda al 4,1, nettamente più avanti del suo candidato governatore Vindice Lecis.

E poi Autodeterminatzione di Andrea Murgia, data all'1,8, e i Sardi Liberi di Mauro Pili, all'1,4. Ultimo il Partito dei sardi di Paolo Maninchedda, che non va oltre l'1,1 per cento.

Progressisti. La coalizione guidata da Massimo Zedda sfiora il 30 per cento. Un risultato lontanissimo dal 42,4 ottenuto dalle liste di Francesco Pigliaru nel 2014, ma sicuramente in crescita rispetto al misero 20,7 del centrosinistra nel suo insieme - Pd, Leu, Bonino, Lorenzin - delle politiche di marzo.

La prima forza dei Progressisti si conferma il Pd, accreditato al 12,6, dieci punti in meno rispetto a 5 anni, ma anche in calo rispetto alle politiche dello scorso anno, quando era al 14,8. A seguire Sardegna in comune, la lista di amministratori di ispirazione pizzarottiana (dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ex M5s e leader di Italia in Comune), che arriva a quota 6,3. Al terzo posto Futuro comune con Massimo Zedda, al 3,1, seguita da un'altra lista del presidente, Noi la Sardegna con Massimo Zedda, al 2,6.

Ci sono poi Campo progressista Sardegna (al cui interno è stato inglobato Centro democratico), all'1,6, e Liberi e uguali, all'1,4. Cinque anni fa le due liste (più o meno) facevano parte di Sel, che aveva preso il 5,1, mentre il Centro democratico aveva ottenuto il 2,1.

La lista Cristiano popolari socialisti, l'alleanza tra Upc e Psi, è data all'1,4 per cento, mentre nel 2014 i due partiti si sono presentati autonomamente e hanno preso l'1,7 il primo e l'1,4 il secondo. Chiude la classifica Progetto comunista per la Sardegna, accreditato dal sondaggio allo 0,5 per cento. In totale il centrosinistra è dato al 29,3.

Centrodestra. Nettamente più avanti la coalizione di Christian Solinas, trainata dalla Lega, attestata al 14,6 per cento. Quasi quattro punti in percentuale più delle politiche, dove i salviniani si sono presentati in tandem con il Psd'Az. A seguire Forza Italia, che rispetto alle regionali di cinque anni fa perde due terzi dei voti: dal 18,5 al 6,3.

Male anche rispetto alle politiche di marzo, quando aveva ottenuto il 14,8. I Riformatori sono la terza forza della coalizione a quota 4,8 per cento (nel 2014 erano al 6), mentre l'Udc è data al 4,2, in calo rispetto al 7,6 di cinque anni fa, ma in crescita sulle politiche di marzo, quando aveva racimolato solo l'1,5 per cento.

Il Partito sardo d'azione, che nel 2014 aveva preso il 4,7 per cento, è attestato al 3,1 nonostante sia il partito che esprime il candidato governatore. Al 3 per cento Fratelli d'Italia, più 0,2 rispetto al 2014, ma in calo in confronto alle politiche.

A seguire l'Uds (1 per cento), Sardegna 20Venti (0,7), Fortza Paris (0,5, nel 2014 nella coalizione che sosteneva Mauro Pili), Energie per l'Italia (0,3), Sardegna civica (0,3). In tutto il centrodestra è al 38,8 per cento.

Movimento 5 stelle. Per i grillini il risultato è da primato, ma la metà rispetto alle politiche. Secondo il campione di intervistati la lista dei 5 stelle è la prima con il 23,5 per cento, ma il dato è nettamente inferiore rispetto al 4 marzo, quando il Movimento aveva toccato quota 42,5, conquistando tutti i collegi uninominali ed eleggendo 16 parlamentari su 25. Cinque anni fa il M5s non partecipò alle regionali: il leader Beppe Grillo ritirò il simbolo per le forti spaccature all'interno del Movimento.

Sardi Liberi. La lista capeggiata da Mauro Pili è data all'1,4 per cento. Fare un raffronto con le elezioni del 2014 non è semplice, perché allora le 4 liste, Pili era sempre candidato governatore, misero insieme il 5,4 per cento, ma di quelle Fortza Paris oggi è nel
centrodestra e appoggia Solinas. Mentre l'attuale coalizione a guida Pili, formata anche da tanti ex Psd'Az, comprende anche Progres, che cinque anni fa faceva parte della Sardegna possibile di Michela Murgia e prese il 2,7 per cento.

Autodeterminatzione. La lista indipendentista guidata da Andrea Murgia è al suo debutto alle regionali e viene data all'1,8 per cento, mentre alle politiche aveva preso il 2,2. Ne fanno parte però alcuni partiti che 5 anni fa alle regionali si presentarono in maniera distinta: Rossomori e Irs nel centrosinistra (il primo prese il 2,6 per cento, il secondo lo 0,8), mentre Pierfranco Devias, oggi leader di Liberu, era il candidato governatore del Fronte indipendentista unidu, che non andò oltre lo 0,7.

Partito dei sardi. Cinque anni fa contribuì alla vittoria di Francesco Pigliaru con il 2,7 per cento dei consensi, ma secondo il sondaggio la scelta di presentarsi da solo non premia Paolo Maninchedda: il Partito dei sardi è dato all'1,1 per cento.

Sinistra sarda. Molto più forte del suo leader, Vindice Lecis, è sulla carta l'alleanza tra Rifondazione comunista e Comunisti italiani, che viene data al 4,1 per cento. Il doppio di quanto aveva preso la Sinistra sarda nel 2014 a sostegno di Francesco Pigliaru.

In calo anche i voti per Desogus: 26-30 per cento a ottobre, 22-26 a gennaio, e quindi meno quattro. Il confronto c'è stato anche per gli altri due candidati in campo a ottobre: Maninchedda è passato dal 2-4 all'1-3, Murgia è rimasto fermo sul suo 1-3 per cento. Tre mesi fa non erano invece ancora in corsa Pili e Lecis e quindi il raffronto non è stato possibile.


L’articolo è tratto dall’Unione Sarda del 29 gennaio 2019

Federico Marini
skype: federico1970ca


lunedì 28 gennaio 2019

A venti metri da un’osteria. A meno di duecento dallo stadio della Triestina. San Sabba, il lager italiano che tutti conoscevano.



San Sabba è il primo ed unico lager presente sul territorio nazionale italiano, in alcuni libri di testo ne sono indicati altri, che in realtà erano dei luoghi di smistamento per portare gli ebrei verso est, in regioni come la Polonia, dove c’era bisogno di manodopera da ridurre in schiavitù e poi da eliminare durante la c.d.  soluzione finale. Come sappiamo, la famigerata pulizia etnica dei nazisti costò la vita ad un numero imprecisato di ebrei, ma il piano finale doveva arrivare ad una cifra abnorme, circa 21.000.000 (che tra l’altro non erano presenti in Europa, ed in questi 21.000.000 erano compresi gli ebrei russi, perché i nazisti davano per scontata la vittoria contro lo Stato dei Soviet).

Il lager di San Sabba fu costruito nel 20 ottobre 1943 nell'area dismessa dello stabilimento dove si lavorava alla pilatura del riso. Fu un campo di transito, detenzione e tortura dal quale passarono più di 25.000 deportati, destinati a Buchenwald, Dachau, ed Auschwitz. Tutti luoghi dove la morte era praticamente certa. Tra i 3 e i 5 mila individui persero la vita per mano di Einsatzkommando Reinharde autore di altri stermini perpetrati nei lager della Polonia orientale.

Gli imprigionamenti non avvenivano solo per motivi politici e razziali, le retate coinvolgevano anche civili (omosessuali) come persone destinate al lavoro coatto. Nel lager erano presenti una sala tortura per i detenuti politici, sopratutto italiani e croati. Tuttavia nel lager di san Sabba si ebbe una particolare ferocia nei confronti dei croati, ed il ferocie e vile compito era perpetrato soprattutto da italiani, che in quanto a sadismo decisero d’ingacciare una gara con le SS presenti, che di fatto dirigevano il campo con la consueta vigliacca, spaventosa determinazione.

Nel lager non erano presenti delle camere a gas, l’esecuzione veniva compiuta tramite fucilazione o più grezzamente attraverso un colpo di mazza alla base della nuca o ancora tramite l’asfissia provocata dai gas di scarico di alcuni furgoni. Successivamente I cadaveri venivano cremati nel forno.

Tra il 29 e il 30 aprile 1945 i partigiani jugoslavi (moltissimi partigiani croati furono torturati, uccisi deportati da San Sabba) erano diretti proprio verso la ex risiera, con l'ordine di uccidere nazisti e fascisti per immediata fucilazione. I nazisti tuttavia fuggirono, misero in libertà i pochi superstiti e, con l’intento di eliminare le prove degli eccidi, fecero esplodere il forno crematorio insieme alla sua ciminiera.

Dopo la liberazione, fu decisione del governo di adibire l’area a campo raccolta per sfollati e, in un secondo momento, venne allestito un campo per l’accoglienza dei profughi giuliani, dalmati ed esuli istriani, tutto ciò fino al 1954. Nel 15 aprile 1965, un decreto presidenziale, stabilì che la Risiera di San Sabba venisse considerata come Monumento Nazionale. Nell'aprile 1976 si è concluso a Trieste il processo per i crimini di guerra perpetrati alla Risiera di San Sabba, i responsabili del Lager furono condannati da un tribunale italiano, ma sfuggirono alle pene che vennero loro inflitte.


30 Gennaio. 06 – 13 – 20 Febbraio. Ricomincio da Me



Organizzato da studio di psicologia 
e Pedagogia Dott.ssa Claudia Demontis

4 date

30 Gennaio, mercoledì 18:30
06 Febbraio, mercoledì 18:30
13 Febbraio, mercoledì 18:30
20 Febbraio, mercoledì 18:30
Via Santa Alenixedda, Cagliari

Organizzato da studio di Psicologia e
Pedagocico Dott.ssa Claudia demontis
“Così non posso vivere, con o senza di te; ed a me pare di non saper più quel che io voglio” (Ovidio, in Amores III 11,39)

Il Percorso di gruppo suddiviso in 4 incontri consente di acquisire strumenti indispensabili per avere relazioni felici e soddisfacenti, per migliorare le proprie capacità relazionali, comunicative e di gestione delle situazioni conflittuali.

La relazione è il “luogo” in cui cerchiamo di soddisfare i nostri bisogni emotivi, ma può trasformarsi anche in “circolo vizioso” di conferma e disconferma dove piacere e sofferenza si mescolanoi in un cocktail emozionale che diventa una vera e propria droga.

Verrà approfondito il tema dell’amore, sia da un punto di visto teorico che pratico: attraverso un lavoro esperienziale basato anche su tecniche psico-corporee, i partecipanti potranno vedere con maggiore chiarezza i loro schemi legati all’affettività e all'attaccamento, distinguendo quelli adattivi da quelli disfunzionali e riconoscendo quali emozioni li alimentano (paura, rabbia, vergogna, …).

OBIETTIVI:
- Liberarsi dalle ferite emotive e 
dalla manipolazione relazionale
- Superare la paura dell’abbandono
- Costruire una relazione sana
- Comprendere il linguaggio del corpo
- Apprendere le giuste strategie contro i vampiri energetici

PER INFO E PRENOTAZIONE:
Dott.ssa Claudia Demontis, Psicologa 3479721656



Andrea Murgia ad Abbasanta: nessuna alleanza con chi ha distrutto l'isola. Rischio TAR per alcune liste.


Unione Sarda

LE LISTE. Candidati in campo ma con l'ombra dei ricorsi al Tar. Legali all'opera

La quart'ultima domenica prima delle elezioni segna un'impennata delle attività da parte delle forze politiche. Un'attività che, per ora, non viene scalfita dalle indiscrezioni che vedrebbero un pool di legali lavorare a un ricorso su presunte irregolarità nella presentazione delle liste.

Il vizio alla base sarebbe simile a quello già sollevato in occasione della presentazione delle liste nei tribunali: l'adesione tecnica di consiglieri regionali a partiti che sono stati così sollevati dal compito di raccogliere le firme, ma senza la successiva candidatura di quegli stessi consiglieri. Le liste sono state tutte accettate, ma è possibile che il ricorso (al Tar) venga presentato dopo le elezioni, il che crea comunque un clima di incertezza.

Sardi Liberi Per quanto riguarda le iniziative delle liste, il candidato presidente di Sardi Liberi, Mauro Pili, ha avviato la campagna elettorale ieri sera davanti al nuraghe di Orgono a Ghilarza. «Con noi la Sardegna avrà cantieri aperti giorno e notte, sanità per 24 ore al giorno, zona franca e la rivoluzione turistica», ha detto.

Autodeterminatzione Ieri all'hotel Su Baione di Abbasanta, i candidati di Autodeterminatzione hanno tenuto la prima assemblea. Il candidato governatore, Andrea Murgia, ha sottolineato «l'importanza del progetto» e attaccato chi «ha lasciato la Sardegna allo sfascio». Un passaggio anche sulle alleanze: «Non le vogliamo fare con chi ha distrutto l'Isola».

Lega a Cagliari Riunione a porte chiuse, ieri sera, per i 60 candidati della Lega, assieme a Christian Solinas all'hotel Flora di Cagliari. Una riunione politica e organizzativa alla quale hanno partecipato il responsabile organizzativo federale del Carroccio, Alessandro Panza, il vice coordinatore regionale Dario Giagoni e il parlamentare Guido De Martini. (m. s.)

Articolo tratto dall’Unione Sarda del 28 Gennaio 2019