martedì 26 marzo 2019

Zedda dice addio alla Città metropolitana


Unione Sarda

LA NOMINA. A reggere l'ente sarà Francesco Lilliu
Zedda dice addio alla Città metropolitana

Effetto domino: dopo aver rassegnato le dimissioni da palazzo Bacaredda, ieri il sindaco Massimo Zedda ha ufficializzato l'addio anche dal Consiglio metropolitano. A sventare l'arrivo del commissario a palazzo regio la scelta di Fabrizio Rodin.

Il capogruppo Pd in Consiglio comunale infatti, si è dimesso dalla carica di vice sindaco metropolitano e ha passato il testimone a Francesco Lilliu, consigliere cui Zedda ha affidato la delega in materia di Pianificazione strategica, Politiche europee e Innovazione. Se Rodin non avesse fatto un passo indietro, il 31 marzo - giorno in cui l'assemblea civica cagliaritana verrà sciolta - sarebbe decaduto dall'incarico e la Regione avrebbe dovuto commissariare l'ente.

Dopo aver nominato il nuovo vice, Massimo Zedda ha completato le procedure per le dimissioni consegnando di fatto l'ente che governa l'area vasta nelle mani di Lilliu. Fabrizio Rodin ha ringraziato il sindaco «per la fiducia accordata, il Consiglio e i dipendenti per il clima di collaborazione in cui ho potuto svolgere il mio ruolo». Anche da parte di Lilliu i ringraziamenti e di lavorare «con metodo collegiale e reale condivisione, nel solco tracciato in questi anni».

Articolo tratto da “L’Unione Sarda” del 26 Marzo 2019

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Federico Marini
marini.federico70@gmail.com
skype: federico1970ca




lunedì 25 marzo 2019

Nessuno potrà salvarti se non inizierai a volerti bene. Di Pier Franco Devias



L’orchestra del Titanic, che suonava impassibile di fronte alla morte, mentre la nave affondava. E’ a quella che penso nel vedere il Popolo Sardo in questa epoca storica. Scivoliamo, apatici, verso la nostra fine e pare non interessarci assolutamente la nostra sorte.

A nulla servono gli allarmi, le denunce, le grida disperate di chi si vuole salvare: niente distoglie la tranquillità dell’orchestra che va verso la morte. Ovunque - ovunque ci sia un briciolo di amor proprio - sarebbe scoppiato il finimondo alla notizia che non si sa dove siano finite seimila, dico sei-mi-la, tonnellate di ceneri di combustione di rifiuti industriali di Ottana. 

Migliaia di tonnellate di veleni smaltiti chissà dove, probabilmente sotterrati nella piana. Una piana attraversata dal Tirso, che placidamente ha raccolto questi veleni e li ha distribuiti con rigorosa equità in tutti i campi irrigati, fino al golfo di Oristano. Una distribuzione tanto equa da poter dire che il cancro ha rispettato tutte le soglie democratiche e senza sbarramenti. Nemmeno di età.
Ovunque – ovunque ci sia un briciolo di amor proprio – ci sarebbe stata una rivolta, a sentire questa notizia.

Ma il commento più arrabbiato che ho trovato sui giornali sardi era quello di un tizio che si chiedeva se il dirottatore dell’autobus di Milano aveva le ricariche telefoniche e il Rolex… Mentre l’orchestra, impassibile, continua a suonare.

E non sono tanti i posti in Europa in cui il più votato in assoluto è un signore imputato per concussione aggravata, in cui si protesta eleggendo le stesse persone contro cui si protesta, in cui si usano le donne per dirottare voti agli uomini. Salvo poi scrivere post lacrimevoli l’8 marzo. Ma l’orchestra, tranquilla, continua a suonare.

Lo vedi anche dalle piccole cose, che non ci interessa più la nostra sorte. Lo vedi quando nei cantieri se ne fregano della mascherina, quando a scuola non si perde tempo a spiegare l’eroina, quando avvisi l’amico pastore “Mi chi ti sun filmande” e lui ti risponde “Non mi nd’afutit. Tante oramai semus mortos”. 

Lo vedi quando denunci l’emigrazione, i salari da fame, l’inquinamento, la speculazione, la corruzione, le umiliazioni, e ti senti rispondere che è colpa nostra, che ce lo meritiamo. Mentre l’orchestra, con allucinata serenità, continua a suonare. E allora no, non vale sentirsi inferiori agli altri popoli, no.

Perché non esiste l’inferiorità: è che i popoli che lottano, che costruiscono un futuro migliore, che diventano esempio da ammirare, sono fatti di persone che hanno amor proprio, che si riconoscono valore, che hanno imparato a volere bene a sè stesse. E io posso fare tutto ciò che posso, tutti noi possiamo fare tutto il possibile, ma non riusciremo mai a salvarti se tu non vuoi salvarti.

Nessuno potrà salvarti se non inizierai, tu, a volerti bene.

Di Pier Franco Devias



5 Aprile. Corso di Dizione (Base e Avanzato) a Cagliari



Organizzato da artisti fuori posto
Venerdì 05 Aprile dalle ore 18:00 alle ore 19:30
Artisti fuori posto, via Martini 23, Cagliari

Il Corso di Dizione italiana - Percorso BASE è per tutti coloro che desiderano migliorare la propria voce, rendendola piacevole e capace di buona comunicazione. In molteplici contesti lavorativi, non solo nel campo della recitazione, ci viene richiesta una buona presenza e una buona presentazione, che passa sicuramente attraverso l’uso consapevole della lingua italiana.

Obiettivo del corso è fornire agli allievi le regole della corretta pronuncia italiana che una volta imparate devono essere fruibili dall’utilizzatore con la stessa facilità della parlata o accento locale.

Il Corso di Dizione italiana - Percorso AVANZATO è dedicato a coloro che hanno già intrapreso un percorso di studio base sulle regole della dizione italiana. Il lavoro in aula verterà sulla pratica e sulle esercitazioni che porteranno gli allievi ad approfondire e affinare le propria capacità espressive attraverso un uso corretto della lingua. L’obiettivo è rendere durevoli le competenze acquisite durante il percorso base di studio.

DOVE
DIZIONE BASE: Spazio Kairòs, Via Martini 23 a Cagliari

QUANDO
DIZIONE BASE: dal 5 Aprile al 31 Maggio 2019 (si salta il 19 Aprile), il venerdì dalle 18.00 alle 19.30
DIZIONE AVANZATO: dal 5 Aprile al 31 Maggio 2019 (si salta il 19 Aprile), il venerdì dalle 20.00 alle 21.30

INFORMAZIONI
info@artistifuoriposto.com
3938256330
http://www.artistifuoriposto.com/corsi/laboratorio-di-lettura-espressiva-e-dizione-cagliari/


30 Marzo. Jerzu. Presentazione del libro "Borderline, quando una donna ama" di Antonella Contu.



Sabato 30 Marzo 2019 Ore 18:00, 
Sala Fratelli Demurtas, Jerzu

Interverranno:


Vincenzo M. D'Ascanio
Sa Babbaiola
Luisella Corgiolu
Lettrice
Antonella Contu
Autrice dell’opera



È l’estate del 2006 quando Laura e Marco si conoscono durante una cena organizzata da un’amica in comune Marco è bello e affascinante, così Laura si fa rapire dalla sua misteriosa bellezza. Non sa però che i suoi modi gentili e affabili, nascondono una personalità disturbata.  Il ragazzo, infatti, ha una personalità malata e dominante, che lo porta a continui e repentini cambi d’umore senza che né lui né altri possano fare alcunché, sopratutto aiutarlo nella gestione della sua sofferenza. Dinanzi a simili situazioni le persone tendono ad avere paura, anche perché influenzate dalle numerose notizie provenienti dai mass media, che battono sul tasto delle violenza delle donne come mai era accaduto prima di oggi.

Quando si svolsero i fatti, inoltre, non si aveva chiara percezione di cosa fosse lo stalli, anche perché l’ordinamento giuridico non ne tratteggiava con chiarezza i contorni. Le stesse malattie mentali (come la sindrome di Borderline di cui era affetto Marco) non aveva una chiara e definitiva classificazione. Oggi sappiamo che può essere curata, quindici anni fa non si sapeva con esattezza con quale disturbo si aveva a che fare.

Ad ogni modo, basta uno sguardo tra i due per innamorarsi l’una dell’altro. La loro sarà una storia unica e turbolenta, fatta di sesso, bugie, amore, violenza psicologica, abbandoni, ritorni di fiamma e paura. Laura arriverà a temere per la sua vita e per quella di Marco, più volte attratto dal baratro della morte, considerata unica ed estrema via per risolvere i suoi problemi.


Il preludio ad un grande amore che potrebbe durare per sempre, si rivelerà invece un incubo. Una linea sottile la separa dal baratro della disperazione, e quasi senza rendersene conto, Laura finirà col sottomettersi a quell'uomo e a quell'amore purtroppo malato. Un libro profondo ed attuale, un vortice di emozioni e sensazioni forti, che permetterà al lettore di tuffarsi nella storia da autentico protagonista.

Regione: Sanità e trasporti gli assessorati più contesi


Unione Sarda

La sfilata dei partiti a colloquio col governatore
Sanità e trasporti gli assessorati più contesi

L'ultima delegazione, quella della Lega, lascia Villa Devoto poco dopo le 22, quando si conclude la lunga giornata degli incontri bilaterali tra le forze del centrodestra, iniziata alle 10. Al termine il presidente Christian Solinas parla di «giornata proficua, visto che i partiti hanno proposto persone professionalità e competenze».

Sanità, trasporti, riforma della Regione e insularità. Sul tavolo del governatore ci sono anche le emergenze: tante, a quanto pare, visto che un po' tutte le delegazioni parlano di «un'eredità pesante lasciata dalla Giunta Pigliaru su trasporti, sanità e accantonamenti». Il neo governatore ha fretta, vuole bruciare le tappe perché «i problemi della Sardegna non possono aspettare. Dobbiamo formare una Giunta in grado di affrontare le grandi emergenze e dare risposte concrete ai sardi».

Ultima tappa. L'incontro con la Lega è l'ultimo e anche quello che dura più a lungo (quasi due ore). Sono Eugenio Zoffili e Diego De Martini a incontrare Solinas: «La nostra squadra è pronta, siamo contenti ed emozionati per questa vittoria».

Prime idee. Sarà proprio sulla base delle emergenze evidenziate da ogni delegazione che Solinas potrà cominciare a farsi un'idea delle ambizioni dei partiti in relazione alla Giunta e pensare a come assegnare gli assessorati. A ogni delegazione è stato chiesto di presentare una rosa di nomi («di alto profilo») che verranno valutati dal governatore che riunirà la coalizione al rientro da Bruxelles, quindi mercoledì o giovedì. Qualche idea è già possibile farsela visto che non è un mistero che Forza Italia punti a due assessorati e alla presidenza del Consiglio. I Riformatori continuano ad ambire alla Sanità, sulla quale c'è l'opzione della Lega, mentre per Fratelli d'Italia l'idea sarebbe Lavori pubblici o la Programmazione.

In marcia. Impossibile azzardare nomi, non si sbilanciano nemmeno i diretti interessati, consapevoli che il governatore darà una forte impronta personale. Il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci, arrivato con il deputato Pietro Pittalis e col sindaco di Olbia Settimo Nizzi, ha le idee chiare: «Zona franca, trasporti, sanità, revisione del Ppr e riforma della Regione. Queste le nostre priorità per cui siamo pronti a mettere in campo le professionalità all'altezza della sfida che ci attende».

I Riformatori sperano anzitutto di evitare il rinvio delle amministrative per poi «affrontare la riforma della Regione e tenere separata la Giunta dai consiglieri regionali», spiega il coordinatore Pietrino Fois: «Siamo a favore dell'incompatibilità e l'abbiamo sempre praticata». Per Paolo Truzzu, esponente di Fratelli d'Italia, il primo segnale da dare è «intervenire sulle nomine fatte in questo periodo dai direttori di enti e aziende che dovrebbero, invece, attenersi all'ordinaria amministrazione».

La linea comune. Il leader Udc Giorgio Oppi, accompagnato da Giulio Steri, si è soffermato col governatore a discutere anche degli adempimenti del Consiglio regionale. Sarà lui infatti a presiedere la prima seduta come consigliere anziano. «Ogni forza deve garantire competenza», avverte Oppi, «e noi su alcune specialità ne abbiamo diverse».

I rappresentanti di Sardegna civica puntano su «fiscalità e ruolo dell'Isola nel Mediterraneo». Poi un passaggio sugli enti locali nella richiesta al governatore di «prendere in considerazione di dare a Sassari lo status di Città metropolitana», sottolinea Franco Cuccureddu. Ignazio Locci, in rappresentanza di Sardegna 20Venti, evidenzia «le emergenze ereditate sul bilancio ed è per questo che serve la migliore Giunta possibile fatta di alti profili».

Articolo tratto da “L’Unione Sarda” del 25 Marzo 2019

Matteo Sau


giovedì 21 marzo 2019

23 Marzo. Giornate FAI di primavera: Museo a cielo aperto Maria Lai



Organizzato da Fondazione dell’Arte dell’Ulassai
23 marzo alle ore 10:30 – 24 marzo alle ore 17:30
Fondazione dell’Arte dell’Ulassai
 Loc. Busanca, ex stazione ferroviaria s.p. 11, Ulassai, Sardegna

Sabato 23 e domenica 24 marzo a Ulassai (dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 17.30), si terrà la 27a edizione delle Giornate FAI di Primavera, durante le quali si potrà visitare, tramite un servizio di navette, il Museo a Cielo Aperto Maria Lai, 1° classificato nel censimento regionale de “I Luoghi del Cuore” del FAI con 11.544 voti!

L'evento, curato dal nascente gruppo FAI Ogliastra, consisterà in un itinerario guidato che farà scoprire le opere ambientali, partendo dalla Stazione dell’Arte, partner dell’apertura insieme al Comune di Ulassai. 

Le visite guidate saranno a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto di Istruzione Superiore “O. Businco” di Jerzu e del Servizio Civile di Ulassai. Nel pomeriggio di sabato 23 è inoltre previsto, al lavatoio, un intervento musicale a cura del coro “Ensemble Voci dal Coro”.

MUSEO A CIELO APERTO MARIA LAI
Il percorso storico, culturale, artistico e ambientale delle due giornate si svilupperà nel territorio dell’Ogliastra, in provincia di Nuoro e avrà come fulcro la scoperta del “Museo a cielo aperto Maria Lai”. Il museo nasce con l’intento di tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio che l’artista ha lasciato in eredità al suo paese natale, Ulassai, dove oggi risiede anche la Stazione dell’Arte, museo di arte contemporanea a lei dedicato, che custodisce la più importante collezione pubblica delle sue opere.

Maria Lai non è solo l’artista che ha realizzato il maggior numero di opere significative di arte pubblica nell'isola, ma grazie al suo impegno e alla sua lungimiranza è riuscita a trasformare, di fatto, il suo paese natale in un vero e proprio “museo a cielo aperto”.

Una delle prime occasioni in cui l’artista ha avuto la possibilità di cimentarsi nella realizzazione di un intervento di arte pubblica è la riqualificazione estetica del lavatoio di Ulassai, avvenuta a partire dal 1982. 

I fondi messi a disposizione dall'amministrazione comunale per Legarsi alla montagna (1981), celebre operazione corale universalmente considerata il suo capolavoro, non erano stati spesi per esplicita volontà dell’artista e, così, dopo una serie di consultazioni con la comunità, si decise di intervenire nel lavatoio, luogo simbolo del piccolo centro, con una serie di opere realizzate appositamente per quegli spazi con il coinvolgimento anche di altri artisti come Luigi Veronesi (Fontana della sorgente, 1984), Costantino Nivola (Fontana sonora, 1987) e Guido Strazza (Fontana del grano, 1989).

Da quel momento Maria inizia a dedicarsi con sempre maggior impegno anche in ambito pubblico e, dai primi anni Novanta, dà forma a una serie di interventi ambientali dal grande impatto visivo, come Le capre cucite (1992), La strada del rito (1992) e La scarpata (1993). Interventi che riprenderanno con ritrovato interesse nel 2002 quando Maria Lai eseguirà Il volo del gioco dell’oca, liberamente ispirato al tradizionale “gioco dell’oca”, che qui si compone di due interventi compositivi: il primo destinato alla facciata della sede della scuola materna, su cui installa un grande pannello di forex, mentre il secondo si trova sulla pavimentazione del piazzale antistante, piazza Barigau, e vede la riproduzione, in acrilico, delle tredici caselle che compongono il percorso del gioco. 

L’anno successivo, nei pressi del piazzale delle scuole elementari, Maria colloca una grande Lavagna quadrettata, in cui riproduce in bella grafia la scritta, che da anche il titolo all'opera, L’arte ci prende per mano (2003).

Nello stesso anno, lungo una delle vie più antiche del paese di Ulassai, Via Venezia, Maria Lai realizza nel tredici libri di terracotta smaltata dal titolo Libretti Murati (2003), in cui vengono riportati aforismi e pensieri sull'arte, così come accade per Il muro del groviglio (2004), nei pressi del quale l’artista ritornerà l’anno dopo per realizzare La casa delle inquietudini (2005) in cui dipinge una serie di grandi e piccoli draghi con l’intento di riconvertire un vecchio ristorante in una sorta di «totem delle inquietudini della comunità». 

Ma è nel 2006 che si compie in assoluto il progetto più ambizioso di Maria Lai, ovvero la nascita della Stazione dell’Arte, museo di arte contemporanea a lei dedicato. La scelta del luogo (l’ex stazione ferroviaria del paese) ben si presta a comunicare uno degli intenti più cari del lavoro dell’artista, ovvero quello di avvicinare l’arte alla gente.

La stazione infatti, comunemente percepita come luogo di partenze e di arrivi, di incontri, di rapporti umani che si ritrovano e si separano, si trasforma nella cornice ideale in cui ospitare le sue opere. Il flusso creativo dell’artista, relativamente alla riqualificazione degli spazi museali, non si è tuttavia esaurito nel momento della nascita dell’istituzione in quanto Maria continua nel tempo a realizzare opere per gli spazi esterni, come l’installazione dei pannelli Le cinque esse, poste sulla facciata della biglietteria, i nastri celesti in ceramica, che indicano la via da seguire al visitatore nello spostamento tra i vari edifici che compongono il museo e idealmente si collegano all'operazione di “Legarsi alla montagna”, il grande telaio in acciaio (2007) posto sul portale di uno degli stabili del museo, e infine Fiabe intrecciate.

Monumento a Gramsci (2007), dedicato a una delle personalità a cui l’artista si sentiva maggiormente legata intellettualmente. Maria Lai, negli ultimi trentanni del suo percorso, ha quindi segnato profondamente con la sua opera l’intero paese e non solo, che oggi si ritrova un inestimabile patrimonio culturale al centro di un grandissimo interesse da parte del pubblico e della critica. 

Patrimonio che il Comune di Ulassai, insieme alla Fondazione Stazione dell’Arte, vuole in primis tutelare e preservare, considerato il fatto che le opere, esposte come sono da anni alla inclemenza del tempo ed alle intemperie naturali rischiano di essere compromesse, senza i dovuti interventi di recupero, ma anche promuovere e valorizzare, attraverso la creazione di appositi percorsi guidati e strumenti didattici, le opere lasciate in dono dall'artista alla comunità di Ulassai.

La continua lotta tra Governo e Regione sui trasporti


La Nuova Sardegna

In una nota si annuncia un nuovo bando dopo lo stop dell'Antitrust alla proroga. Ministro: al lavoro sul testo Ma la Regione resta fuori

di Luca Rojch
SASSARI

Roma e la Sardegna si allontanano. Non è solo il mare a segnare la distanza geografica tra l'isola e il resto dell'Italia, ma anche le politiche sui trasporti che rischiano di lasciare sempre più sola la Sardegna. Lo stop dell'Antitrust a qualsiasi possibilità di proroga della convenzione sulla continuità territoriale marittima, che scade a luglio del 2020, ha scatenato una reazione a catena.

Da una parte l'ex assessore ai Trasporti Carlo Careddu, che ha lanciato l'allarme di un possibile futuro senza continuità marittima. Manca poco più di un anno alla fine della convenzione e nulla è stato fatto. La Regione ha chiesto più volte al governo attuale, e a quello precedente, di trasferire le competenze sulla continuità. Ma non ha mai avuto risposte. L'assessore ha investito anche la commissione paritetica Stato-Regione, e anche in questo caso il risultato è stato nullo. Così come le proposte di legge, ce ne sono diverse e di diversi partiti, Pd, Forza Italia e 5 Stelle, non sono state prese in considerazione. Neanche incardinate nel dibattito parlamentare.

Su questa polveriera è arrivato il pronunciamento dell'Antitrust, che ha fatto esplodere il caso convenzione. Il risultato è che a poco più di un anno dalla fine della convenzione il governo naviga a vista. Il Ministero cerca di disinnescare il caso Continuità marittima e lo fa con un comunicato stampa. «La Convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e i Trasporti e la Compagnia Italiana di Navigazione spa (Cin), acquirente di Tirrenia in amministrazione straordinaria, per il collegamento in regime di pubblico servizio con la Sardegna è stata stipulata nel 2012 e scadrà il 18 luglio 2020. Il Mit sta già predisponendo il nuovo bando di gara e l'attuale Governo sta lavorando per assicurare in futuro una convenzione più favorevole all'interesse pubblico di quella attuale, ereditata dal passato, e per garantire al meglio la continuità marittima con la Sardegna.

Il Ministero ha comunque innalzato il livello di vigilanza sul rispetto degli obblighi di convenzione verificando, tra l'altro, il rispetto degli orari di arrivo e partenze delle navi e l'idoneità delle stesse, compresa la qualità dei servizi. La violazione degli obblighi contrattuali ha comportato l'applicazione a carico della società di penali che ammontano complessivamente a 2,8 milioni di euro dal 2012 a oggi, di cui 500mila nel solo 2019».

Ma il comunicato forse crea ancora maggiore allarme. Nel testo si capisce che il governo non ha nessuna intenzione di trasferire le competenze sulla continuità marittima alla Regione. Né che voglia prendere in discussione i disegni di legge presentati da diversi parlamentari sardi. Si capisce anche che il modello di riferimento è sempre quello della continuità che è stato pensato e varato nel 2012. E c'è anche un altro aspetto che non viene preso in considerazione. La nuova continuità marittima dovrà essere realizzata attraverso un bando europeo. E dovrà prevedere compensazioni, soldi, per chi sostiene gli oneri di servizio, in altre parole garantire i collegamenti con certi standard di qualità e una frequenza precisa anche nei periodi in cui il traffico non lo giustifica. Proprio per difendere il diritto alla mobilità dei sardi.

Ma come ha spiegato anche l'assessore Careddu per porre gli oneri di servizio dietro una compensazione bisogna dimostrare che il mercato da solo non può bastare. E questo lo si deve fare con un indagine di mercato. In realtà a dirlo non è l'assessore, ma la nota con cui l'Antitrust affonda ogni possibilità di proroga dell'attuale continuità.

«L'Autorità auspica che questo dicastero proceda, secondo una tempistica congrua rispetto alla scadenza del 18 luglio 2020, a una corretta applicazione del Regolamento (CEE) n. 3577/92 e svolga un'analisi dei fabbisogni effettivi di mobilità da e per le isole interessate (declinati in termini di tipologia e frequenza dei collegamenti, articolazione tariffaria, standard qualitativi, ecc.), propedeutica sia alla verifica preventiva delle condizioni per l'offerta dei servizi predetti a condizioni di mercato sia all'eventuale assoggettamento a Osp (oneri di servizio pubblico) dei servizi da affidare con gara.

Lo svolgimento di una nuova gara per l'assegnazione nei tempi originariamente previsti del servizio di cabotaggio marittimo da svolgersi in regime di Osp, il cui perimetro sia opportunamente definito dalla preventiva analisi dei fabbisogni effettivi di mobilità, appare, lo strumento più appropriato per raggiungere gli obiettivi posti dal Regolamento - tra i quali rileva l'efficienza delle gestioni e il rispetto delle condizioni minime di qualità del servizio - e, in particolare, per correggere eventuali distorsioni». In altre parole è l'Antitrust a pretendere la gara. E a ribadirlo è l'ex assessore Careddu.

«Mi fa piacere avere provocato una reazione - afferma Careddu -. Spero non sia solo mediatica, ma costituisca un impegno concreto al di là degli slogan. Spero garantisca ai sardi per davvero una continuità territoriale migliore di quella in scadenza. Confido nel fatto che la Regione abbia un ruolo determinante nella redazione della nuova convenzione. Solo i sardi vivono una condizione insulare così penalizzante e sono in grado di comprendere cosa occorra, in termini di tariffe e di capacità, per assicurare il diritto alla mobilità e l'esigenza di accessibilità all'isola. Sono certo che li rappresenta in Regione non vorrà avallare scelte romane, distanti troppe miglia marine dal diritto alla coesione economica, sociale e territoriale dei sardi».

Careddu si appella alla nuova giunta. E per Solinas, che ha alle spalle un passato di assessore regionali ai Trasporti, sarà forse la prima sfida da governatore. Di sicuro una delle emergenze da affrontare subito per non far finire la Sardegna in balia del libero mercato dei mari.


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Federico Marini
skype: federico1970ca