venerdì 18 gennaio 2019

(18 gennaio 1976) In via Maderno a Milano la polizia arresta Renato Curcio. Di Vincenzo Maria D'Ascanio.


(18 gennaio 1976) In via Maderno a Milano la polizia arresta Renato Curcio, considerato il leader dell'organizzazione terroristica delle Brigate Rosse. Curcio era evaso nel febbraio '75 durante un'azione organizzata dalla moglie Margherita Cagol, nome di battaglia “Mara”, (che morì durante una sparatoria con i Carabinieri.)

Renato Curcio (Monterotondo, 23 settembre 1941) è un ex terrorista, editore e sociologo italiano, famoso per essere, come detto, tra i fondatori delle Brigate Rosse, il gruppo terroristico più numeroso e violento degli anni di piombo. Nasce da una relazione extraconiugale tra la madre Jolanda Curcio, giovane ragazza pugliese emigrata a Roma, e Renato Zampa, fratello del noto regista cinematografico Luigi Zampa.

Formatosi intellettualmente e politicamente all'Università di Trento, e nelle lotte del Movimento Studentesco, nel 1969 fondò il “Collettivo Politico Metropolitano.” Entrato a far parte della rivista d’ispirazione marxista-leninista "Lavoro Politico", ha modo di esprimere opinioni distanti dalla lotta armata. Il ripensamento sul tema della violenza arriva dopo gli scontri di Avola del 02 dicembre 1968: nell'occasione la polizia sparò sui braccianti uccidendone due, e continuando a sparare ad altezza d'uomo per 25 minuti.

Nel mese del novembre 1969 siamo nel pieno della rivoluzione studentesca: Renato Curcio partecipa all'ormai famoso Convegno di Chiavari presso l'Hotel Stella Maris. Qui, dopo un acceso dibattito, vengono gettate le basi per l'avvio della lotta armata in Italia, a cui prende parte anche un nucleo di appartenenti al Collettivo politico metropolitano di Milano. 

L'anno successivo vengono fondate le Brigate Rosse: è il mese di maggio del 1970 quando nel quartiere di Lorenteggio, a Milano, appaiono i primi volantini con la stella a cinque punte. La prima azione avviene il 17 settembre 1970, quando il gruppo fa saltare in aria il garage di Giuseppe Leoni, dirigente dell'azienda SIT Siemens.

SIT Siemens, Pirelli, Alfa Romeo sono le prime industrie dove il partito armato s’insedia tra i lavoratori, molti dei quali collaborano con le BR senza tuttavia prendere parte alle azioni più sanguinose. In seguito, con la morte di Mara Cagol e con la carcerazione dei leader Curcio e Franceschini, la direzione del movimento passò in mano ad esponenti della cosiddetta "ala militarista" il cui leader era Mario Moretti, che porterà il gruppo in seno alla triste stagione degli omicidi e dei ferimenti che l'Italia conoscerà dalla seconda metà degli anni '70, tra cui anche il sequestro e l'uccisione del Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.

Pur non avendo mai teorizzato la violenza, Renato Curcio non si è mai pentito delle sue scelte, ma ha duramente criticato numerose decisioni delle Brigate Rosse, soprattutto successive al suo arresto. Negli anni '90 è stato quindi scarcerato con quattro anni di anticipo.

Da allora è tornato all'attività di sociologo nella cooperativa editoriale e sociale “Sensibili alle foglie”, da lui fondata, che si occupa di tematiche legate alla disabilità, immigrazione e diritti nelle carceri. Inoltre, la cooperativa opera interessanti studi nel campo delle nuove forme di controllo sociale nella società di massa. Appena ottenuta la semilibertà 7 aprile 1993, l'allora direttore de Il Giorno, Paolo Liguori, gli offrì un posto da giornalista ma lui declinò l'offerta perché prematura.

Vincenzo Maria D'Ascanio

25 Gennaio – 01 Febbraio. (due date.) Sto Bene, proprio Ora, proprio Qui



Organizzato da Casa Saddi

Due Date:
25 Gennaio. Venerdì, ore 20:30
01 Febbraio. Venerdì, ore 20:30
Casa Saddi. Via Enrico Toti, 24.

… un viaggio nel teatro-canzone di Giorgio Gaber attraverso il tentativo di ri-lettura dei temi che hanno animato e “agitato” l’animo del signor G.

Il lavoro è accompagnato dalle proiezione di alcune foto tratte dal libro di Reinhold Kohl "Io mi chiamo Gaber e sono ancora qui"

Raoul Moretti, arpa elettrica
Gerardo Ferrara, voce
Reinhold Kohl, foto

Casa Saddi aprirà alla 19.30 per permettere agli ospiti di visitare le sue antiche stanze che conservano i ricordi del secolo scorso.

Per chi ha piacere di fermarsi dopo lo spettacolo è disponibile la cena.Ai partecipanti è richiesto un contributo di 5 € per lo spettacolo e di 10 € per la cena.

I posti sono limitati. È necessaria la prenotazione, specificando se si prenota solo per lo spettacolo o anche per la cena.
Info e prenotazioni: 327 7615621 (anche SMS o whatsapp) o casasaddi@gmail.com.



Pimpirias subra s’Iscola Qualche suggerimento per la campagna elettorale. Di Francesco Casula.



La Letteratura sarda Esiste e sempre è esistita una letteratura sarda che risulta autonoma, distinta e diversa dalle altre letterature. E dunque non una sezione di quella italiana: magari gerarchicamente inferiore. Nasce anche da qui l’esigenza di un’autonoma trattazione delle vicende letterarie sarde: ad iniziare da quelle scritte in lingua sarda. Da considerare non “dialettali” ma autonome, nazionali sarde, vale a dire. Dalle origini del volgare sardo fino a oggi, non vi è stato periodo nel quale la lingua sarda non abbia avuto una produzione letteraria.

Certo, qualcuno potrebbe obiettare, che essa, rispetto ad altre lingue romanze, ha prodotto pochi frutti: può darsi, ma – dato e non concesso – si poteva pensare che un cavallo per troppo tempo tenuto a freno, legato e imbrigliato potesse correre?

La lingua sarda, dopo essere stata lingua curiale e cancelleresca nei secoli XI e XII, lingua dei Condaghi e della Carta De Logu, con la perdita dell’indipendenza giudicale, viene infatti ridotta al rango di dialetto paesano, frammentata ed emarginata, cui si sovrapporranno prima i linguaggi italiani di Pisa e Genova e poi il catalano e il castigliano e infine di nuovo l’italiano.

Ma anche prescindendo dal codice linguistico usato – molti hanno scritto appunto in catalano, in castigliano e in Italiano – pare difficile non ritrovare in tale produzione letteraria, una specifica e particolare sensibilità locale, “una appartenenza totale alla cultura sarda, separata e distinta da quella italiana” diversa dunque e “irrimediabilmente altra” come scrive il critico sardo Giuseppe Marci: pur senza escludere tratti di assimilazione e di integrazione e pur in presenza di “imitatori” di movimenti e stili d’oltre tirreno e non solo. Pensiamo – per esempio – a due “grandi” del Primo Novecento: Sebastiano Satta e Grazia Deledda.

Il primo vanta robuste ascendenze carducciane e pascoliane; la seconda è copiosamente influenzata sia dal Verismo oltrechè dai romanzieri russi di fine ottocento: eppure ambedue sono soprattutto i cantori della “sardità” e pongono al centro della loro scrittura la Sardegna e i Sardi.

Ma anche quando la Sardegna non è “protagonista” – pensiamo a “Un anno sull’altipiano” e “Marcia su Roma e dintorni” – emerge comunque l’identità etno-nazionale sarda. Nel caso di Lussu, è evidente nella sua scrittura che, come ha sostenuto autorevolmente il linguista sardo Leonardo Sole, si incardina nella cultura orale e in particolare perfino nel ritmo narrativo della fiaba sarda: fortemente ritmizzata e caratterizzata da un giro di parole essenziale e rapido.

Riferendosi in modo particolare al romanzo sardo, Nereide Rudas, una degli intellettuali sardi più lucidi e colti scrive nel suggestivo e brillante saggio l’Isola dei coralli: ”il romanzo sardo pur collocandosi all’interno dell’universo linguistico e culturale italiano, se ne discosta per molti aspetti. Leggendo le opere di Grazia Deledda, di salvatore Satta, di Emilio Lussu e, a ben guardare anche di Antonio Gramsci, cogliamo subito una specificità e una diversità. Confrontate con le altre opere letterarie italiane esse ci appaiono in un certo senso omogenee fra loro e nel contempo “irrimediabilmente altre”.

Di Francesco Casula.

27 Gennaio. Lezioni di storia - Marcello Flores



 Organizzato da Sardegna Teatro e Teatro Massimo
Domenica 27 Gennaio 2019 dalle ore 11:00 alle ore 13:00
Sardegna Teatro, Cagliari
Teatro Massimo Cagliari
domenica 27 gennaio 2019 ore 11

LEZIONI DI STORIA di Editori Laterza
1965 - 1968 San Francisco-Pechino-Parigi: una comune globale

con Marcello Flores
introduce Cristina Maccioni

Nei primi anni Sessanta, nei campus delle università americane nasce un movimento contro il conformismo imperante: nella musica, nella letteratura, nei costumi sessuali...

Poi arriva la politica - le manifestazioni contro la guerra in Vietnam - e il movimento sbarca in Europa. Una intera generazione contesta le vecchie regole, anche quelle del modo di vestirsi e di vivere in famiglia.

Marcello Flores ha insegnato Storia contemporanea e Storia comparata all’Università di Siena

info@sardegnateatro.it
0702796620

«Vogliamo un'Isola non più colonia di Stato» Il programma di Mauro Pili, candidato governatore con “Sardi liberi”



Quando era presidente della Regione, Mauro Pili chiese a Paolo Savona - l'economista oggi ministro degli Affari europei - di scrivere un nuovo Piano di rinascita per l'Isola. Il progetto rimase sulla carta, ma è ancora valido. «Il punto chiave è l'insularità. Il riequilibrio non può essere fatto né con slogan né con modifiche costituzionali: esiste una legge nazionale che stabilisce che bisogna misurare e compensare il divario, basta un decreto attuativo, di competenza del governo. Quindi, se Salvini e Di Maio anziché venire qui a fare passerelle studiassero le norme e avessero la volontà di farlo, potrebbero risolvere la questione e dare alla Sardegna i 2 miliardi all'anno che le spettano per il gap economico, infrastrutturale e fiscale».

Mauro Pili, 52 anni, già sindaco di Iglesias, governatore e deputato, ci riprova. Alle Regionali del 2014 prese oltre 42mila voti (il 5,72%), questa volta corre sotto l'insegna di “Sardi liberi”, con il suo Unidos, ProgRes (guidato da Gianluca Collu, che cinque anni fa ottenne 19mila consensi), ex appartenenti al Psd'Az (come Angelo Carta e Giovanni Colombu) e il segretario politico del Movimento Zona Franca Francesco Scifo.
In cosa consiste il vostro progetto?
«È la più grande scommessa politica degli ultimi anni, per la prima volta i sardi liberi si mettono insieme, con i movimenti identitari, indipendentisti, autonomisti. Vogliamo essere protagonisti e non schiavi, artefici del nostro futuro e non succubi di imposizioni, lottiamo per una Sardegna strategica nello scenario euromediterraneo e non colonia di Stato».
A chi vi rivolgete?
«A tutti i sardi, di destra, sinistra, pentastellati. La Sardegna ha il freno a mano tirato, le catene delle lobby, dei poteri forti e della malavita economica la tengono legata ai loro interessi, i partiti italiani sono tutti complici di questo sistema. La nostra sfida non è ideologica ma di concretezza».
 La povertà è in aumento e le famiglie sempre più in difficoltà: come aiutarle?
«Liberandole dal bisogno che troppo spesso è strumento di clientela politica. Serve un piano straordinario per il lavoro, con incentivi diretti alle imprese, sgravi e contributi in conto occupazione, perché possano assumere subito uno, due, tre lavoratori. La povertà non si combatte con l'assistenzialismo ma creando opportunità vere di sviluppo».
Puntando su cosa?
«Faremo una rivoluzione economica e turistica, che porterà 10 milioni di turisti aggiuntivi spalmati in 365 giorni. Il progetto è fare un accordo con le compagnie low cost e dare un contributo di 10 euro per ogni passeggero che sbarca in terra sarda. Le statistiche dicono che ognuno spenderà circa 500 euro. Il risultato è chiaro: con una ricaduta fiscale minima del 10% la Regione incasserà 50 euro. Se spendiamo 100 milioni la regione incasserà 500 milioni di entrate fiscali. Avremo un incremento di 5 miliardi di euro nel nostro Pil».
La continuità territoriale tutta in mano ad Alitalia: lei ha parlato di un sequestro con la complicità di Governo e Regione.
«Certo, è un progetto scellerato, perché ha generato questo monopolio scandaloso. Inoltre non ci sarà la tariffa unica, per otto mesi all'anno i non residenti pagheranno il doppio, e per quattro mesi il triplo: è ovvio che molti sceglieranno di andare altrove. Ancora: lascia fuori Air Italy, che su Olbia aveva alcuni slot. Infine, la compensazione di 40/50 milioni all'anno è illegittima, perché i capitolati d'appalto sono stati sovradimensionati. La continuità dovrebbe costare 30 euro per andare a Roma e 35 per Milano».
Capitolo Tirrenia.
«I 73 milioni di euro che prende sono un regalo di Stato, Tirrenia ha coperture politiche a destra, a sinistra e anche Cinquestelle. Il blog di Beppe Grillo è finanziato da Onorato, nella home page c'è una pubblicità di Moby dalla quale si possono addirittura fare le prenotazioni. Il gruppo è protetto anche dall'attuale ministro dei Trasporti».
Scusi, ma Toninelli ha detto proprio ieri che quando scadrà la convenzione i collegamenti marittimi saranno affidati con una gara pubblica.
«Toninelli evidentemente vuol far passare ai sardi altri due anni con cappio al collo. Il ministro si rilegga la convenzione, ci sono già i presupposti per rescindere il contratto: ha negato il servizio pubblico agli autotrasportatori che usavano altre compagnie, e per questo è stata anche sanzionata. Noi proponiamo un contributo ad personam e a metro lineare trasportato. Ogni passeggero potrà scegliere la compagnia che desidera. Il gruppo Grimaldi ha detto che con la metà dei 73 milioni può far viaggiare gratis tutti i sardi, residenti e nativi».
La viabilità interna è spesso disastrata e i cosiddetti treni veloci sono sempre lenti.
«Sulle infrastrutture siamo fermi. Sbloccheremo tutti i cantieri, con procedure commissariali. L'abbiamo già fatto per l'emergenza idrica del 2002, con cantieri aperti giorno e notte. Non ci saranno più contrapposizioni tra macchina amministrativa e gestione delle opere, ruoli e funzioni vanno riarticolati, per dire basta alle incompiute».
E le ferrovie?
«Oggi siamo alla farsa. Bisogna rimettere in campo il progetto del raddoppio della rete, e spiegare all'Italia che la Sardegna - che oggi ha un indice infrastrutturale di 15, fatta 100 la base nazionale – non vuole favori ma diritti».
Pensa che l'autonomia dell'Isola sia in pericolo?
«Sì, con questo Governo la Sardegna retrocederà in serie Z, quando Emilia Romagna, Lombardia e Veneto otterranno l'autonomia porteranno via 36 miliardi del Fondo di coesione, e allora noi potremo dimenticarci per sempre di quei 2 miliardi che ci spettano per l'insularità, che, vorrei ricordare, non sono un favore ma un diritto».

Cristina Cossu

Articolo tratto da “La nuova Sardegna” del 18.01.2019


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Federico Marini
skype: federico1970ca


mercoledì 16 gennaio 2019

Quel particolare dettaglio nel decreto anti corruzione. di Lucia Chessa.



Il governo honestà honestà, con il decreto anticorruzione, ha introdotto un minuscolissimo dettaglio, di quelli scritti in piccolo piccolo: una precisazione del reato di “indebita percezione” che alleggerisce di molto la posizione dei consiglieri regionali indagati e rinviati per l’uso indebito dei fondi ai gruppi.

Loro, che sono tutto honestà honestà, e che se lo avessero fatto altri avrebbero acceso roghi in piazza e simulato crisi isteriche da sdegno incontrollabile, lo negano, ma già ieri, in un processo in corso a Cagliari, un difensore, l’avv Ivano Iai, ha già anticipato che quando entrerà in vigore il decreto anticorruzione con le sue riforme, il comportamento dei consiglieri regionali oggi a processo potrebbe non essere più definibile come peculato ma come, appunto, “indebita percezione” con un notevole sconto di pene previste: da massino 10 a massimo 4 anni.

Per chi non lo sapesse poi, i tempi di prescrizione sono legati all’entità delle pene, e la conseguenza, dritta dritta, sarà che, assime alle pene saranno dimezzati i tempi di prescrizione e tutti ne usciranno puliti puliti.

Non ci credete? Vi sembra impossibile che con quelle facce invasate di honestà honestà abbiano fatto questo? E allora informatevi. Poi mi direte. Già che ci siete chiedetevi pure come mai non ne sapete niente e domandatevi: Chi dovrebbe dirvelo? Il pd e i suoi alleati di sinistra? La lega e i suoi alleati di destra? Non credo! Tutti hanno esponenti coinvolti nei processi che ne avranno vantaggi definitivi.

Tranquilli che nessuno, su questo, si sogna di far la minima opposizione. E’ proprio vero. Da un solenne honestà honestà a un grottesco e spensierato trallallà trallallà, è un attimo. Dai amici 5 stelle, venite qui e convincetemi del contrario… A tutti un buon giorno di Autodeterminatzione.

Di Lucia Chessa.

20 Gennaio. Miti e storie della Cagliari che fu



Organizzato da Archeo Labor
Domenica dalle ore 18:00 alle ore 20:00
Archeo Labor, Via Sardegna 108, Cagliari.

La nostra isola, e la città di Cagliari in particolare, ha storie e tradizioni molto antiche. Pratiche per accattivarsi la fortuna, ma anche per respingere chi la sorte mandava via.
Ma non sono le sole storie, abbiamo una statua, una sola e unica statua dimenticata in un magazzino per oltre 30 anni, che al giorno d'oggi è usata dai tifosi per festeggiare.
Scopriremo questo e tanto altro.

LOGISTICA
Partenza: scalette di Santa Chiara
Prezzo: 7 euro (sono previste delle riduzioni per i bambini sotto i 10 anni)

Per prendere parte al tour è NECESSARIA la prenotazione, è possibile lasciare la propria prenotazione nei seguenti modi:
- messaggio privato alla pagina Archeo Labor,
- chiamata e/o messaggio presso il numero 3249008559,
- invio mail all'indirizzo archeolabor@gmail.com.
Le prenotazioni scadranno il 12/01/2019 alle ore 13.

Vi ricordiamo ancora che per questo evento è necessaria la prenotazione e vi raccomandiamo puntualità per evitare di perdere l’inizio del tour!

La presenza dei figuranti è assicurata solo nel caso in cui si dovesse raggiungere un numero minimo di 15 persone; con un numero inferiore la visita guidata sarà svolta in maniera tradizionale.


Il Tour sarà gestito da una guida turistica regolarmente iscritta
al registro regionale della Sardegna nel rispetto della L.R. 20/2006 e L. 97/2013