mercoledì 30 novembre 2016

30 Novembre 2016. "Civati: se passa il Sì mortificate le Regioni."

La Nuova Sardegna.

Il leader di Possibile contro la revisione della Carta: il No anche per frenare certe derive di Renzi Civati: se passa il Sì mortificate le Regioni

ORISTANO Ha dovuto rinunciare all’ultimo momento alla tappa sarda del tour RiCostituente: Pippo Civati, leader di Possibile, ha comunque voluto lanciare il proprio messaggio agli elettori dell’isola. Civati, siamo allo sprint finale. Come convincere gli indecisi? «Noi manterremo un profilo serio e rigoroso. Vedo che anche gli argomenti da “fine del mondo” sono rientrati. Si vota sulla Costituzione: bisogna spiegare che abbiano una Costituzione buona che rischia di essere peggiorata da una riforma molto imprecisa, contradditoria, sbilanciata, raffazzonata, che mette insieme pezzi diversi, che si dimentica delle Regioni a Statuto speciale, che mortifica le Regioni a statuto ordinario, che crea un Senato di consiglieri regionali».

Il clima è sempre teso... «Vedo molto nervosismo da parte di Renzi, che sta bruciando tutti gli eventuali competitori perché vuole rimanere a Palazzo Chigi. Manda segnali per cercare di spaventare le persone, ma in realtà l’unico spaventato è lui perché ha combinato un disastro in questa campagna referendaria che ha trasformato in campagna elettorale, caricandola di un significato che la Costituzione non deve avere. Non deve dividere il paese». Condivide i timori di un minore potere decisionale, soprattutto in campo energetico, per Regioni come la Sardegna?

«Il rischio c’è, a prescindere dal referendum. Da troppo tempo abbiamo governi che sul fronte energetico sono molto tradizionalisti e molto impositivi. Renzi ha prodotto lo Sblocca Italia, che folgora le autonomie, che decide, si sostituisce. Ed è lo spirito che ha cercato di imporre anche nel testo di riforma costituzionale. 

La Sardegna è Regione a statuto speciale, e questo la distingue dalle altre, ma allo stesso tempo la mantiene nel calderone della cosiddetta riforma. Il no serve anche a frenare certe derive sul piano culturale, certi atteggiamenti governativi che Renzi incarna completamente, non come personaggio politico, ma come cultura più generale. L’idea che si debba decidere imponendo le soluzioni è una follia in un paese così articolato, con delle specificità regionali. Avremmo dovuto immaginare stagione politica della collaborazione».

Suddividere il referendum in più quesiti sarebbe stato utile? «Se fossero state fatte delle leggi di riforma costituzionale separate tra di loro, probabilmente a questo referendum non saremmo mai arrivati. Avremmo votato con una maggioranza più larga delle misure che potevano essere puntuali, non una specie di riforma mostruosa nella quale ci sono mille aspetti diversi, peraltro in contrasto tra di loro. Avremmo potuto fare un cammino parlamentare più composto, senza questa contrapposizione feroce e senza confondere i cittadini. Lo capisce anche un bambino, avrebbe dovuto capirlo Renzi e avrebbe dovuto vigilare di più Napolitano».

Se vince il no, cosa deve fare Renzi? «Deve fare quello che non ha fatto in questi mesi: essere responsabile. Lui comunque guida una maggioranza e la maggioranza non cambierà. L’unico che potrebbe ricongiungersi, con i suoi amici più cari Alfano e Verdini, è Berlusconi, ma tutto il resto rimarrebbe uguale. Non vedo un ingresso in maggioranza di 5Stelle, Lega o Civati».

Quindi non si deve dimettere? «Se non c’è il governo Renzi, c’è il governo di un amico di Renzi sostenuto da Renzi. Non vedo la differenza o la diffeRenzi, come direbbe lui con i giochi di parole che gli piacciono tanto».

di Roberto Petretto


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Federico Marini

skype: federico1970ca

Vere e Sacrosante

26 Dicembre (ore 21:00) – 28 Dicembre (ore 22.30)
Auditorium comunale di Cagliari.
Piazzetta G. M. Dettori 8, Cagliari.

VERE E SACROSANTE 
-Tutte le verità, tanto da non crederci-

26/27/28 DICEMBRE 2016
PICCOLO AUDITORIUM -CAGLIARI-
ore 21:00

Biglietto € 12 platea // 10 galleria (i posti sono numerati)

TUTTE LE PRENOTAZIONI 
POSSONO ESSERE FATTE VIA MAIL A: infolelucide@gmail.com
E AL NUMERO: 


Le Lucide vanno in scena con uno spettacolo comico che mette in luce le “sacrosante verità” che nessuno vi ha mai detto.
Questa volta saranno in graticola tutte le ipocrisie e le incongruenze dei giorni nostri, in una visione surreale, dissacrante e apocalittica come quella delle due attrici, che amano provocare il pubblico con la loro ironia schietta e le loro riflessioni senza censure. Giacché loro stesse dichiarano: “del pubblico non ce ne sbatte niente”.
Uno spettacolo irresistibile e sprezzante… proprio come loro.

Con Tiziana Troja e Michela Sale Musio

Musiche originali di Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Scenografia di Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Costumi di Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Trucco e parrucco di Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Responsabili di produzione Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Responsabili Organizzative Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Assistenti di scena Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Supervisione coreografica e movimenti di scena di Tiziana Troja e Michela Sale Musio
Assistenti alla regia Tiziana Troja e Michela Sale Musio

Scritto e diretto e interpretato da Tiziana Troja e Michela Sale Musio

Grazie ai tagli alla cultura adesso facciamo tutto noi, abbiamo dovuto licenziare tutti, ma proprio tutti.


Si ringraziano per la collaborazione Filippo Grandulli, Daniele Coppi, Federica Troja, Davide Sardo, Loredana Troja, Maurizio Temporin, Vito Biolchini, Luca Carta, Antonio Andrea Pinna, Matteo Iulian

Natale Al GeoMuseo - Gioie & Delizie di Masullas


Domenica 11 Dicembre dalle ore 9:00 alle ore 20:00 GeoMuseo Monte Arci. Convento dei Capuccini, Masullas.
Biglietti disponibili.

III Edizione de NATALE AL GEOMUSEO - Gioie & Delizie di Masullas - 11 dicembre 2016.

Il CEAS Masullas - Parte Montis, col patrocinio del Comune di Masullas e la collaborazione dell'Associazione Turistica Culturale Proloco Masullas e il Comitato Sa Gloriosa 2017, organizza la manifestazione NATALE AL GEOMUSEO, mercatino natalizio aperto a tutti e ingresso ridotto al GeoMuseo MonteArci.


La giornata sarà allietata dal suono della cornamusa e launeddas del maestro Stefano Pinna e dal CIRCO MATTO dell'associazione FOGLIVOLANTI.

Tanto divertimento e sorprese per grandi e piccoli! 
Vi aspettiamo.


Per info o contatti 389/1777100 e ceasmasullas@tiscali.it

30 Novembre 2016. In metro al Poetto e a Quartu. Nuove tratte con i fondi del patto firmato da Renzi e Zedda

La nuova Sardegna.

TRASPORTI. La linea 4 da piazza Matteotti a Marina Piccola proseguirà poi nel lungomare. 

Il Patto per Cagliari rivoluzionerà i trasporti nella Città metropolitana. Nell'accordo firmato il 17 novembre dal premier Matteo Renzi e dal sindaco Massimo Zedda oltre 51 milioni di euro sono destinati alla metropolitana leggera di superficie. Il tempismo è collegabile al referendum in programma domenica. A Palazzo Bacaredda, però, non si preoccupano più di tanto. Vinca il No o vinca il Sì quei soldi sono disponibili a prescindere dell'esito delle votazioni.

Tra le opere, la più importante è proprio l'estensione della metro. Alla tratta fra Cagliari e il Poetto vengono destinati 30,6 milioni di euro, sui 64 di costo totale. Altri 21 per la linea Vesalio-Quartucciu che arriverà fino al centro commerciale Le Vele. In questo caso, l'intervento complessivo ha un costo di 67,6 milioni. Non sarà semplice. A parte i tempi di progettazione, le gare d'appalto e i ricorsi, resta da risolvere la diatriba tra Ctm e Arst (gestore della metro). Non è pensabile, anche in funzione della Città metropolitana e dei suoi 17 comuni, che uno stesso percorso sia effettuato sia su gomma che su rotaia.

CAGLIARI-POETTO Come mezzo secolo fa, quando i cagliaritani per andare al mare utilizzavano i tram verdi. Nei progetti del Comune la nuova linea 4 che porta al Poetto dovrebbe partire da piazza Matteotti, intercettare le fermate di viale Diaz (prevista nella tratta piazza mRepubblica - piazza Matteotti), proseguire per viale Diaz, Sant'Elia, San Bartolomeo, Marina Piccola, Poetto, litorale di Quartu e arrivare al Margine Rosso.

VESALIO-QUARTUCCIU Il progetto della metropolitana che conduce dalla fermata di via Vesalio al centro commerciale Le Vele è nella fase dello studio di fattibilità ed è uno stralcio dell'intervento che riguarda la linea verde Pitz'e Serra-Brotzu (12,2 chilometri) del costo complessivo di 142 milioni. Con le due tratte verrebbe in pratica chiuso il quadrato con San Gottardo.

VIA ROMA-POLICLINICO Non compresi nel Patto per Cagliari, la Regione ha a disposizione ulteriori 8 milioni di euro per la progettazione della mobilità su rotaia nell'area vasta. «Sarà un progetto rivoluzionario», commenta Fabrizio Marcello, presidente della commissione comunale Patrimonio e mobilità. «Abbiamo sviluppato uno studio congiunto con la Regione per realizzare una linea della metropolitana di superficie che proseguendo il tragitto della tratta Repubblica-Matteotti, passi in via Nazario Sauro, viale Trieste, Sant'Avendrace, San Michele, cimitero, via Is Cornalias, Su Planu, Is Corrias e arrivare al capolinea del Policlinico universitario». Non è tutto, Marcello ipotizza nuovi collegamenti nell'Area metropolitana. «Stiamo elaborando il progetto per collegare piazza Matteotti a Pula e l'allungamento della linea che da Monserrato condurrà, attraverso Settimo San Pietro e Senorbì, a Dolianova».


Andrea Artizzu

martedì 29 novembre 2016

California POKER di R. Altman | rassegna "A che gioco giochiamo"


Organizzato da circolo del cinema, laboratorio 28.
22 Novembre (ore 20:30) – 29 Novembre (ore 23:30)
Biglietti disponibili.


Secondo appuntamento per la rassegna "A CHE GIOCO GIOCHIAMO - Riflessioni cinematografiche sul gioco del mondo" con la proiezione di "CALIFORNIA POKER" di Robert Altman (1974). Vi aspettiamo in tantissim@ che dopo ne discutiamo insieme, approfittatene, il film è così indie che non solo non c'è il trailer su youtube, ma non esiste neanche il dvd italiano, una chicca da non perdere!

Prossimamente invece:

Martedì 29 Novembre
SEI GRADI DI SEPARAZIONE, di Fred Schepisi

Martedì 6 Dicembre
ROLLERBALL, di Norman Jewison

Martedì 13 Dicembre
MAN ON WIRE, di James Marsh


La rassegna intende riflettere, attraverso proiezioni e incontri pubblici, sul tema del gioco secondo la ripartizione dei giochi di Caillois, che vede uomini e donne vivere quattro modalità fondamentali di gioco: agon (la sfida), alea (il caso), mimicry (mimetismo e travestimento), ilinx (vertigine).

Il filo della rassegna si snoderà attraverso la proiezione di film a soggetto e documentari, sia più tradizionalmente legati al tema della sfida e della competizione (California poker di R. Altman o il distopico Rollerball di N. Jewison) o del gioco psicologico (come La casa dei giochi di D. Mamet) che film apparentemente lontani dal tema ma riletti in una nuova prospettiva, come Il capitale umano di P. Virzì o Il portiere di notte di L. Cavani. Verranno inoltre approfondite le questioni legate al travestimento, sia inteso come scelta o gioco performativo sul genere (Victor victoria di B. Edwards e Tomboy di C. Sciamma) che come momento di incontro e conoscenza tra classi sociali differenti (6 gradi di separazione di F. Schepisi). La rassegna si concluderà con la vertigine del gioco al massacro “senza contatto” di Good kill, di A. Niccol.

Ai numerosi film in programma si affiancheranno discussioni e incontri pubblici con Salvatore Fanni, Mariano Tomatis, Federico Zappino e seminari con il collettivo Ippolita ed Enrico Euli.

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L'ingresso a tutte le iniziative è libero con tessera annuale 2016 del Circolo del Cinema FICC Laboratorio Ventotto. La tessera ha un costo di 5€; 2,50€ per studenti e studentesse, precari/e, disoccupati/e, giovani sotto i 30 anni. Ad ogni proiezione seguirà la discussione.

Per info:

laboratorioventotto@gmail.com
http://laboratorio28.it/
FB| Circolo del Cinema LaboratorioVentotto

Lunedì 5 Dicembre, "Il vuoto"


Lunedì 5 Dicembre, alle ore 20:00
Cineclub FEDIC della cineteca sarda – Società umanitaria.
Viale Trieste 126, Cagliari.
Creato per Cineclub Fedic Cagliari
Dettagli
VUOTO È REALTÀ
dai vuoti spaziali al vuoto quantistico
e alla contemplazione orientale
della vacuità

Vuoto di idee e di parole, vuoto interiore e morale, l’assenza delle persone care e la mancanza di beni materiali, il vuoto degli spazi fisici terrestri o di quelli siderali. 
Non poco, per qualcosa che approssima il Nulla.
 
Fisica dei quanti e metafisica orientale tuttavia ci avvertono: dal Vuoto emergono la nostra realtà macroscopica e il mondo dei fenomeni che abitualmente presidiamo. 


Lungi dall’essere un contenitore privo di contenuto, il Vuoto è incessantemente attraversato da informazione : è un’affascinante certezza che la fisica contemporanea oggi ci consegna.
E allora vi invitiamo a percepire tutto ciò da prospettive tra loro molto diverse nei cortometraggi, documentari e film d’arte 
proposti nella serata.

presenta VANNI BONI

( http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari )

INGRESSO LIBERO
Apertura della sala alle 20,00 - inizio proiezioni alle 20,30

30 Novembre. In te unde de Faber - spettacolo musicale


Domani, dalle ore 18:30 alle ore 20:30.
Nuova Godot, Caffè letterario.
Via Dante 46, Isili, Sardegna.

IN TE UNDE DE FABER, sulle rotte di Fabrizio De Andrè, 
da Carloforte a Genova passando per i Monti di Mola.

Battista Dagnino, voce, chitarra, bouzouki, armonica

Gerardo Ferrara, voce, percussioni

Tonino Macis chitarra, mandola

In questo viaggio si incrociano e si intrecciano molteplici e diversi linguaggi poetico-musicali che danno vita ad una sorta di “narrazione sonora” , tra intrecci di citazioni (la voce “errante” di Gerardo Ferrara) e nuovi sviluppi melodici (riadattati sulle “correnti delle musiche mediterranee dalle corde di Tonino Macis ) sulla linea di confine della musica di tradizione popolare e quella d'autore (qui emerge la vena compositiva e il dialetto Tabarkino di Battista Dagnino), sempre in linea con l'impegno civile e l'accorata partecipazione alle tematiche sociali dettate dal tempo che stiamo attraversando, per solcare rotte diverse e scoprire nuovi fondali, per sancire la portata altissima del pensiero “deandreiano” e sottolinearne “l’urgenza”.

La poetica di De Andrè, la sua visone sociale e la ricchezza delle sue considerazioni emergono nitide e forti nella rilettura puntuale ed originale del progetto, lasciando trasparire un’esigenza di ricordare e ribadire il messaggio di Faber, ripercorrendone temi, genti, storie, luoghi e suggestioni.

Le metriche di un canto antico e sempre sorprendentemente attuale, inconfutabilmente contemporaneo, specchio di ideali e disillusioni di un artista profondamente immerso nel suo tempo, voce degli ultimi e inventore di favole allegre e tristi, lucide visioni e mirabili poesie in musica che toccano la mente e il cuore.
Intrecciando versi del cantautore genovese e storie d'attualità, ripercorrendone il pensiero e l'ispirazione per trasfigurarli in melodia e racconto, canto di festa e di lotta.

Il lavoro è poi arricchito da un progetto di arte visiva curato da Cristina Mura,che raccoglie immagini, arti grafiche e dipinti ispirati a De Andrè , alle sue storie e alle sue “anime salve”, alla sua visione sociale e al suo pensiero libertario.

01 Dicembre. Rassegna cinematografica su Cuba.


Giovedì dalle ore 19:30 alle ore 21:00.
Circolo A. Gramsci, Via Doberdò 101, Cagliari.

Il Circolo dell'Associazione di amicizia Italia Cuba "José Martì" di Cagliari e il Circolo FICC del cinema "Antonio Gramsci" organizzano la presentazione e proiezione del film:


LISTA D'ATTESA
di Juan Carlos Tabío

L'iniiativa si terrà giovedì 1 dicembre alle ore 19.30 e avrà luogo presso la sede della Associazione culturale Antonio Gramsci in Via Doberdò 101 a Cagliari.

Interverrà Francesco Lamonica del Circolo "José Martì" di cagliari.
Ingresso gratuito con tessera FICC (€3,00)

L'intervento di Prodi all'Università di Cagliari.

Unione sarda

PRODI - La crisi, la politica, la Sardegna: l'intervento di Prodi all'Università di Cagliari Austerity, ricetta da strappare «Non seguiamo la Germania»

Una cartolina dal basso impero, firmata Romano Prodi. Lo splendore decadente è quello dell'Europa, e noi (Italia, Sardegna) ci siamo in mezzo. Lo stesso coinvolti, anche se crediamo che la buona sorte ci assolva: «Divisioni e troppa austerity, il Vecchio Continente rischia di scomparire dalla mappa del mondo che conta», avverte l'ex presidente del Consiglio, a Cagliari per intervenire all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università.

Niente di inedito, per carità: la fila dei profeti delle sventure europee supera quella dal salumiere. Ma l'oracolo infausto stavolta arriva da uno dei dieci leader che più hanno influito nel dare all'Ue la veste attuale. Prima pilotando l'Italia nell'euro, convincendo Kohl a eliminare le due velocità tra lepri e Paesi-zavorra. Poi guidando la Commissione europea negli anni del grande allargamento, da 15 Stati a 25. Uno che racconta, come se fosse una banalità, di quando strappò a Putin la firma sul protocollo di Kyoto ironizzando sulle sue difficoltà a far votare la Duma (il parlamento russo).

VECCHI MALI Il fatto è, ragiona Prodi, che l'Europa è ricaduta nelle sue «antiche malattie»: il nazionalismo, la tendenza a frammentarsi. «Intendiamoci, l'Ue deve restare un'unione di nazioni», precisa, a margine della prolusione nell'aula magna di via Università: «Ma la globalizzazione dobbiamo sfidarla insieme. I singoli Stati non ce la fanno, troppo piccoli». L'esempio chiarificatore, tratto dalla storia post-rinascimentale, lo fa nell'intervento che chiude la cerimonia aperta dal rettore Maria Del Zompo: «L'Italia era leader mondiale in tutti i campi. 

Poi ci ha travolto la prima globalizzazione, la scoperta dell'America». Per conquistare il nuovo mondo servivano caravelle più grandi, «e i nostri staterelli non erano in grado di costruirle. Neppure Venezia. Così l'Italia è uscita per quattro secoli dal novero delle grandi potenze». Nel terzo millennio, dominato da Usa, Cina e Russia, rischia il declino l'intero continente: «Le caravelle di oggi sono Google, eBay, Apple. Le grandi strutture immateriali, nessuna delle quali è europea».

GLI ALLEATI La malattia della divisione ha portato alla Brexit, uno choc per tutti e soprattutto per gli inglesi: «Si staccano da una nave abbastanza grande da poter sfidare la globalizzazione. Loro da soli non ci riusciranno», prevede il fondatore dell'Ulivo. Ma non è l'unico autogol: «Il futuro dell'Europa - conferma Prodi - dipende molto dalla Germania, che dopo la crisi ha attuato una politica economica miope, anche per se stessa». Colpa della dottrina dell'austerità e del pareggio di bilancio: «Non che io sia a favore dei bilanci in rosso, a suo tempo riducemmo di dodici punti il rapporto italiano deficit-Pil. Ma i tedeschi sono così intrisi di quella loro virtù che poi diventa un vizio, se non permette ai vari Paesi di crescere».

LA CRISI Di sicuro «l'austerity europea non ha aiutato a superare la crisi. Gli Stati Uniti, che hanno causato la recessione, ne sono usciti prima perché Obama ha messo sul tavolo 800 miliardi di dollari. Noi ci siamo rimasti impigliati, pur avendo molte meno colpe». Una politica di solidarietà europea «gioverebbe a tutti, anche ai tedeschi», assicura l'ex presidente della Commissione Ue. «Poi ci sono Paesi forti e deboli: noi restiamo tra quelli indietro». Ma non chiedete a Prodi la ricetta per riprendersi: «Non sono un medico», sorride, confermando di non volersi mettere «al posto di chi prende decisioni: io ormai sono un pensionato».

Vale anche per la Sardegna: «Straordinaria, ci vengo spesso, zitto zitto, da privato cittadino. L'ultima volta a giugno. Con pochi abitanti, basterebbe poco a rafforzarne l'immagine creando un clima di sviluppo, a fare il salto con l'asta. Serve... l'asta: una scintilla che inneschi il meccanismo». Prodi però si ferma ben prima di invadere il campo di chi oggi governa l'Isola: «Non ho gli strumenti per dire da dove può scaturire quella scintilla. Sicuramente la Sardegna dovrà trovare le sue vocazioni: quella turistica in primo luogo, ma non basta. Vista l'insularità, penso soprattutto ad attività intellettuali, di ricerca, di innovazione. Potete diventare una calamita per i giovani. Vedo Cagliari e penso: città gradevole, clima bellissimo, dov'è che un ricercatore andrebbe più volentieri?»

IL REFERENDUM Con la stessa fermezza con cui evita di dare consigli non richiesti, Prodi tiene fede al proposito di non prendere posizione, tra il Sì e il No alla riforma costituzionale. Ribadisce semmai l'amarezza per il clima velenoso: «Mi dispiace, non me l'aspettavo. Sono stato in Austria, dove c'è una campagna elettorale aspra tra due candidati, e neppure lì c'era una simile tensione». Ma davanti alle indicazioni di voto della stampa straniera, inasprisce i toni anche lui: «Noi non abbiamo votato nella Brexit, gli inglesi non votino in Italia. Economist e Financial Times non mi impressionano».

Giuseppe Meloni

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Federico Marini
skype: federico1970ca

lunedì 28 novembre 2016

Prima ogni giorno aveva la sua pena.



 
Da un po' di tempo a sinistra ogni giorno ha il suo scenario post referendum. Se vince il si, se vince il no: si affastellano decine di ricostruzioni e retroscena, tutte ipotetiche e tutte fantasiose. Tutte tese a convincere il popolo della sinistra che la Costituzione non c'entra, perché è solo del gioco della politica che si sta parlando.

Renzi resta, Renzi se ne va, Renzi si dimette ma rimane segretario del partito, la sinistra Pd vincerà il congresso e tornerà la vecchia classe dirigente, Pisapia farà una lista alleata con Renzi se vince il si o forse no, D'Alema farà un nuovo partito o forse no perché resterà con Bersani e Speranza a dare battaglia nel Pd, Grasso si, anzi no, forse Boldrini diventerà premier, ma forse più probabile Padoan, Salvini sarà il vero vincitore e con Berlusconi ricostruiranno il centro-destra o forse no andranno alle elezioni separati e si farà la grande coalizione, Grillo di certo vincerà le elezioni, anzi no, cambierà la legge elettorale e le vincerà Renzi, ma forse no, se vince il si, resterà l'Italicum con buona pace di Cuperlo che avrebbe fatto meglio a votare no... 

O forse si torneremo alla coalizione della seconda Repubblica e allora sono guai per Grillo, ma forse non è così, e De Magistris farà il leader di una coalizione "populista" di sinistra o forse no, troveremo un altro leader, più riformista, o forse no saranno più di uno perché a sinistra non riusciranno mai a mettersi tutti insieme e allora ci saranno almeno 3 liste a sinistra del Pd, ma forse no perché se vince il si allora la strada è solo una e spazio per tante divisioni non ce n'è, e se vince il no sarà il caos e se vince il si sarà il 'fuggi fuggi' e chissà dove a finire quello in cui hai creduto fino a ieri, intanto se vince il no crollano le borse, ma poi figurati, solo una settimana e passa tutto e in fine dei conti se vince il si cambia tutto ma è vero anche che resta tutto com'è ora e si va avanti esattamente con le stesse politiche del giorno prima, con Alfano e Verdini tutti contenti a festeggiare.....

Il povero elettore di sinistra è sollecitato in tutte le direzioni, appelli e interviste si susseguono, ognuno con la sua scommessa sullo scenario più probabile, ognuno - così io credo - con l'unico effetto di indurre molti a rinunciare, a stare a casa, a guardare da lontano perché troppa è la confusione sotto il cielo per buttarsi nella mischia.
 
A dirvi la verità, questo modo di discutere mi fa un po' pena e un po' tristezza. Tanto più quando contagia la sinistra (nelle sue 50 sfumature di rosso), la riduce ai tatticismi, la trasforma in una massa di 'indovini' che scruta i processi politici come se non fosse suo compito mobilitare il paese per aprire nuove strade. E' una sinistra minoritaria e senza ambizioni che non mi rappresenta, è una sinistra della paura e della ridotta, che ragiona per difetto, preferisce subire l'offensiva personalizzante di Renzi e attaccarsi a quel che c'è, o sperare in qualcun'altro che arrivi da chissà dove a fare la famosa mossa del cavallo, invece di rimboccarsi le maniche per dare vita a ciò che non c'è ancora.
 
Per me è no. In tutti i sensi. Io lavoro per una sinistra emancipata e pensante, un soggetto protagonista e senza retropensieri, un insieme di persone che sappiano prender parola per dire ciò che vogliono, battersi per averlo, lavorare per realizzarlo. E so che c'è un maggioranza che spera che questa sinistra, dopo tante traversie, finalmente torni alla vita. Una maggioranza che non si adatta a quel ragionamento che trasforma un referendum sulla costituzione nel campo di una partitella politica.
 
I governi cambiano, e pure in fretta, i partiti lo stesso, i leader si bruciano nell'arco di un paio d'anni al giorno d'oggi. Ma la Costituzione resta e il suo testo, che è il patto su cui è fondata la nostra civile convivenza, varrà come regola da rispettare per chi governa oggi (come Renzi) e anche per chi potrebbe governare domani, tra cui ci sono tanti che non ci piacciono affatto. Votare 'si' per salvare Renzi e poi tenersi una Costituzione sbagliata e scritta male è come guardare il dito e non la luna, è guardare il presente e non il futuro. Eppure chi ha a cuore la conquista di diritti che oggi non ci sono e vengono negati, sa che nella storia essi sono sempre stati conquistati guardando la luna, in mille modi diversi e molti altri da inventare. Distesi da soli sotto un albero, dalla catena di montaggio di una fabbrica, dal chiuso di una cella, distogliendo lo sguardo dalle pagine di un libro, da una piazza piena di folla, dalla porta di una sezione, dalla tavola di famiglia, dall'aula del parlamento, dalla scrivania di un ministero, dalla finestra di una cameretta, sulla sella di una bicicletta, sulle assi di un palcoscenico, dalla selva di una montagna: mai, proprio mai, ci siamo arresi alla dittatura del nostro dito. Mai proprio mai scambierei gli articoli di una Costituzione con la sopravvivenza di un governo, anche se fosse il mio, anche se fosse quello che ho votato e sostenuto. #stavoltaNo

Eisabetta Piccotti.

Esecutivo Nazionale Sinistra Italiana

03 Dicembre La notte dei desideri

Sabato dalle ore 18:30 alle ore 21.
Locale Zen,  Quartu S. Elena.

Biglietti disponibili.

LA NOTTE DEI DESIDERI
Sabato 3 dicembre 2016 - Cagliari
Presso "Zen" viale Lungomare del Golfo Quartu D'Elena. 

ITALIAN TOUR

Roma,Salerno ,Milano,Treviso,Torino

La notte dei desideri è un evento organizzato da WWW.MYOHANA.IT con la speciale collaborazione di "Espandi la tua Vita" di Veronica Melis, siti di crescita personale, salute e benessere, con l'obiettivo di aiutare le persone nell'arduo compito del lasciare andare il passato e diventare artefici del presente e del futuro, condizione necessaria per la realizzazione dei propri desideri. Percorso esperienziale interattivo per lavorare sulle proprie risorse,imparare a conoscerle e rafforzarle, e grazie alla competenza di un esperto del settore. La serata si svolgerà infatti con la collaborazione della LifeCoach Veronica Melis, in una location suggestiva situata sulla spiaggia.

Apriremo la serata con un aperitivo a buffet, seguito dall'intervento della nostra LifeCoach e si concluderà con il lancio delle lanterne in spiaggia,lanterne che metaforicamente rappresenteranno il lasciare andare il passato per aprire le braccia al cambiamento. Ogni partecipante potrà scrivere sulla propria lanterna il fardello/fardelli che vuole lasciare andare. 

Costo dell'intero evento: 15€,

Evento esclusivo a numero chiuso e biglietti acquistabili in prevendita dal 27/10 al 3/12 su
www.myohana.it sezione Eventi o contattandoci
al numero 392/2313804.
Il costo è comprensivo di buffet, partecipazione all'evento e lanterna.
#LANOTTEDEIDESIDERI
www.myohana.it http://www.zenquartu.it/ LifeCoach Espandi la tua vita Veronica Melis

(L'angolo dell'ateo) - Il valore dell'uomo secondo Dante Alighieri.

L’uomo non vale un tubo (avrei voluto scrivere che non vale un ca…. ma mi vergogno a scrivere parolacce), secondo Dante e tutta la filosofia cristiana del suo tempo (e forse anche quella del tempo presente!). Infatti se fa bene è merito di dio (o degli angeli o dei santi o della madonna o di qualche altro balordo della stessa risma malvagia), se fa male invece è tutta e interamente colpa sua propria di lui medesimo e di nessun altro (neanche del dio che lo ha fatto sbagliato, per esempio mettendo(1) un’anima femminile in un corpo maschile o viceversa versando un’anima maschile in un corpo femminile, e non venite a dirmi che le anime non le consegna personalmente il mafioso dio inventato dagli antichi(2) ebrei!).

Secondo il poeta tutto discende da dio, secondo progetti anche a lungo e lunghissimo termine. Così ad esempio i romani hanno conquistato il mondo a partire dal 700 a.c. affinché cristo potesse nascere in un tempo nel quale il potere temporale fosse rappresentato da uno solo (l’imperatore Augusto), in un mondo finalmente tutto in pace(3).
Insomma, secondo Dante, l’impero romano è visto come opera di dio, il quale si assunse, sin dalla più remota antichità, il ruolo di boss dei boss, una specie di Totò Riina con in mano i destini del mondo, alla faccia del libero arbitrio.
Le oche che salvarono il Campidoglio, permettendo ai romani di sconfiggere i galli che avevano occupato la città? Operazione sotto copertura del servizio segreto di dio! E così per tutte le leggende che ancora oggi si raccontano ai bambini dell’asilo, in tutto e per tutto con lo stesso criterio delle scemenze raccontate dai preti riguardo alla religione. Con una grande differenza però: i preti sono emeriti ignoranti, subornati nei seminari dai loro insegnanti, che così vedono perpetuarsi la possibilità di mangiare bere e fottere a spese dei minchioni che credono alle loro minchiate; invece Dante è un sapiente, che conosce la storia e la filosofia, che ha avuto modo di meditare su quel che andava imparando.
E ciò naturalmente rende ben più grave il suo peccato di credulità verso la chiesa!

Naturalmente non sono soltanto le oche del Campidoglio al servizio di dio. Tutto ciò che raccontano Ovidio, Virgilio, Livio, Omero e così via, nonché il vangelo e la bibbia(6), è vero e storicamente valido, per cui tutti gli episodi, anche quelli più fantasiosi, sono degni di entrare nelle sue dimostrazioni filosofiche, sottoforma soprattutto di sillogismo. E ciò naturalmente è facilitato prendendo per vere le favole degli autori citati e di tanti altri.
Se l’Eneide è vera si può affermare senza ombra di dubbio che fu dio in persona (sotto mentite spoglie, ovviamente) a suggerire ad Enea di abbandonare Didone, per il più alto fine di fondare, con i suoi discendenti, l’impero romano, aspettato e costruito affinché, a tempo debito, il dio inventato dagli ebrei potesse stuprare una ragazzina, forse non ancora quindicenne, per farle partorire suo figlio, destinato a crepare per ordine di quell’impero voluto dallo stesso dio macellaio!

E in questa sequela di sciocche contraddizioni Dante non scorge nessun inghippo!
Io non sono né uno storico né un filosofo, ho appena appena un poco di intelligenza analitica, e mi domando: leggendo una pagina di bibbia, una di vangelo, una di corano, una di Esiodo, una di induismo, una di buddismo e così via, come posso affermare che una di queste religioni è migliore o più vera delle altre? Come è possibile che una persona di cultura superiore, come era Dante, può dichiarare di essere cristiano o musulmano o buddista? Non è evidente che tutte le religioni si equivalgono e sono tutte stupide invenzioni di una criminale classe sacerdotale dedita alla prevaricazione e alla dittatura materiale e morale? 
Sono convinto che davvero Dante disprezzi l’uomo in se stesso, e di conseguenza pensi che l’unico suo valore sia quello di annullarsi nelle mani dei preti!


1) Periodicamente, quando sorge una qualche diatriba che riguarda l’aborto, si svolge pubblicamente una rissa che si svolge su questo assillante problema: quando il feto acquista l’anima? I fondamentalisti cristiani sostengono che ciò avviene non appena lo spermatozoo raggiunge l’ovulo (in pratica subito dopo l’eiaculazione dello sperma da parte dell’uomo, il che potrebbe indurre qualcuno a lanciare un campionato mondiale fra cristiani ortodossi a chi eiacula più in fretta e quindi crea una nuova anima, a maggior gloria di dio e dei suoi santi rappresentanti in terra); altri invece sostengono che ciò avviene dopo una settimane o un mese o alla nascita, cioè all’uscita del feto dal grembo materno. Io penso che ciò non avvenga mai, poiché l’anima non esiste, ma questa è un’altra storia!
2) Il concetto di anima individuale e personalmente distinta è in pratica una invenzione del cristianesimo, così come la concezione di un aldilà nel quale si viene premiati o puniti per l’eternità. In altre concezioni religiose esiste un’anima universale alla quale l’anima individuale, dopo aver percorso diversi sentieri di espiazione, si ricongiunge perdendo ogni caratteristica personale.
3) Evidentemente Dante ignorava che la Palestina, ma non solo, era in guerra perenne con Roma!
4) Basta leggere nella bibbia le infinite volte che Javhè assicura agli ebrei che li guiderà alla vittoria sui loro nemici, essendo essi i suoi figli preferiti: metterò nelle vostre mani i cananei e voi li sterminerete, dal primo all’ultimo, compresi donne e bambini ….
5) Ovidio: poeta latino autore delle Metamorfosi; Virgilio: poeta latino autore dell’Eneide; Livio: storico latino della Roma antica; Omero: poeta greco autore di Iliade e Odissea.
6) Nella bibbia si racconta delle infinite volte che dio ordina agli ebrei di sterminare gli abitanti delle città cananee conquistate, compresi vecchi donne, anche incinta, e bambini, nonché addirittura gli animali: come fa Dante, e i cristiani in generale, a considerare buono e misericordioso e chiamare padre un simile dio assassino seriale? In nessun’altra religione (escluse quelle americane pre - colombiane!) ci sono dei altrettanto malvagi. 
7) Ad esempio: Romolo e Remo figli di Marte; Enea figlio di Venere; Elia che resuscita i morti; Sansone e i suoi capelli; ….

Giovanni Caruso
volontà di potere?