venerdì 29 marzo 2019

(29 Marzo 2003) Muore Carlo Urbani, il medico che per primo identificò la forma letale della SARS


"Sono cresciuto inseguendo il miraggio d'incarnare i sogni. Ho fatto dei miei sogni, la mia vita e il mio lavoro." (Carlo Urbani)

(29 Marzo 2003) Muore Carlo Urbani, il medico che per primo identificò la forma letale della SARS, il virus che in venti giorni uccide anche lui. Nato nel 1956, medico infettivologo, nel 1996 entra a fare parte dell’organizzazione Médecins sans frontières. Presidente della sezione italiana, nel 1999 è tra i membri che ritirano il Nobel per la pace. Negli ultimi tre anni di vita risiede in Asia, incaricato di svolgere uno studio sul trattamento delle malattie infettive dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il 28 febbraio 2003 viene ricoverato ad Hanoi un uomo d'affari americano colpito da una polmonite atipica. Carlo Urbani viene immediatamente contattato dall'ospedale e subito vi si reca. Il medico, a differenza del resto dello staff presente, capisce di trovarsi di fronte a una nuova malattia. Lancia dunque l'allarme riuscendo a convincere le autorità locali ad adottare misure di quarantena.

Tuttavia, l'11 marzo 2003, durante un volo da Hanoi a Bangkok, Urbani si sente febbricitante e scopre di avere contratto il morbo: all'atterraggio chiede quindi di essere immediatamente ricoverato e posto in quarantena. Fino alla fine si dimostra sempre dedito alla salute altrui: ai medici accorsi dalla Germania e dall'Australia dice di prelevare i tessuti dei suoi polmoni, per analizzarli e utilizzarli per la ricerca.

Muore il 29 marzo 2003, dopo 19 giorni d'isolamento, lasciando la moglie Giuliana Chiorrini e i tre figli: Tommaso, Luca e Maddalena. Grazie alla prontezza di Urbani, lui e altri quattro operatori sanitari furono gli unici decessi per SARS in tutto il Vietnam, che fu il primo paese del sud est asiatico a dichiarare che la SARS era stata debellata. L'intervento immediato e mirato di Urbani permise di salvare migliaia di vite. Secondo l'OMS il metodo anti-pandemie da lui realizzato nel 2003 rappresenta, ancora oggi, un protocollo internazionale per combattere questo tipo di malattie



07 Teatro di comunità o comunità del teatro?



Organizzato da Sardegna Teatro e Teatro Massimo
Domenica 07 Aprile 2019 dalle 11:00 alle 13:00
Sardegna Teatro, Cagliari

Teatro di comunità o comunità del teatro? - Fabrizio Fiaschini sarà ospite al Teatro Massimo in dialogo con Massimo Mancini

Fabrizio Fiaschini, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e Istituzioni di drammaturgia presso l'Università di Pavia. Tra gli ambiti tematici della sua ricerca accademica, ha una centralità il teatro sociale, con le varie declinazioni in ambito educativo, terapeutico e comunitario, e con particolare attenzione alle pratiche e e alle intersezioni tra arte, disagio e marginalità.

I Sindaci sardi e la sfilata del 02 Giugno a Roma. Di Maurizio Onnis.


Arriva dal governo l’invito a sbrigarsi. Ci sono 300 posti, che vanno a ruba. Il 2 giugno, a Roma, 300 sindaci sfileranno in testa alla parata per la festa della repubblica. Fasciati. Chi vuole partecipare deve candidarsi, in fretta. Può essere tra i prescelti a rappresentare l’unità della nazione. Appunto.

Vorrei chiedere ai sindaci sardi in procinto d’aderire se si rendono conto che, quasi 160 anni dopo la nascita del Regno d’Italia, la “nazione italiana” non esiste. Abbiamo uno Stato. Abbiamo un territorio, un popolo e un governo. Abbiamo gli elementi che definiscono lo Stato in qualsiasi testo giuridico. Ma non abbiamo la nazione. E non possiamo averla, perché dentro la penisola italiana, questo gran contenitore geografico, vivono molti popoli diversi. Il tentativo di ridurli a uno si è rivelato fallimentare.

I sindaci sardi che ci vanno a fare a Roma? Nel nostro caso, neanche la geografia giustifica l’appartenenza alla presunta “nazione italiana”. Men che meno la storia o le tradizioni: millenni di diversità non si cancellano per decreto. La vernice d’italianità che copre noi sardi è fatta in sostanza di vincoli statuali, imposti e comunque revocabili, e di lingua, la stessa nella quale scrivo questa nota: anch’essa imposta. La “non-nazione italiana” è formata da tante nazioni: una è la nostra, ancora da rivendicare e risvegliare. Quindi: che sfilano a fare, il 2 giugno, i sindaci sardi a Roma?

Di Maurizio Onnis

L'accusa: in Sardegna eletti degli “impresentabili”


L’Unione Sarda

L'ACCUSA. Il presidente Antimafia
Morra: in Sardegna eletti degli “impresentabili”

In Sardegna e in Basilicata, nonostante le segnalazioni, i partiti hanno candidato alle Regionali alcuni “impresentabili”, ossia soggetti non in regola con il codice di autoregolamentazione definito dalla commissione Antimafia. Ma mentre nelle elezioni lucane nessuno di quei candidati è risultato eletto, nell'Isola invece alcuni hanno ottenuto il seggio.

Lo ha sottolineato ieri il presidente Antimafia Nicola Morra, in occasione della presentazione del nuovo codice in materia approvato dalla commissione. «C'è una sostanziale ipocrisia delle forze politiche, che hanno firmato è votato il codice precedente e poi sono venuti meno alle regole», ha detto il presidente, evidenziando tra l'altro il fatto che in Abruzzo, invece, non era stato candidato nessun impresentabile. «Io ho segnalato i casi», ha ricordato Morra.

La segnalazione, arrivata pochi giorni prima del voto del 24 febbraio, aveva indicato cinque candidati non conformi al codice di autoregolamentazione, e altri tre che, essendo già stati condannati, secondo l'Antimafia sarebbero stati sospesi in caso di elezione. Per questi ultimi, che avevano comunque contestato le osservazioni (Alberto Randazzo e Oscar Cherchi di Forza Italia, e Maurizio Porcelli candidato del Psd'Az) non è scattato il seggio.

Sono stati invece eletti tre dei primi cinque: Gianfranco Ganau del Partito democratico, presidente del Consiglio uscente, e Antonello Peru di Forza Italia, entrambi imputati di concussione in due distinti processi in fase dibattimentale; e Giovanni Satta (Psd'Az), imputato in tre procedimenti con le accuse di riciclaggio e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Peru, tra l'altro, che nel corso della scorsa legislatura è stato sospeso temporaneamente dal Consiglio in seguito a un arresto, alle ultime Regionali è risultato il più votato.

L’articolo è tratto da “L’Unione Sarda” del 29.03.2019

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Federico Marini
skype: federico1970ca



giovedì 28 marzo 2019

Cosa accade in Palestina… di Pier Franco Devias



Ogni giorno un tizio andava al bar di questo signore e lo minacciava, beveva e non pagava, spesso e volentieri sfasciava qualcosa, e ogni volta che il barista protestava gliele suonava di santa ragione, tant'è che più e più volte era finito all'ospedale con le ossa rotte.

Non c'era verso di riportare alla ragione questo prepotente, anche perchè se qualcuno interveniva toglieva fuori la pistola e non c'era da scherzarci con un violento del genere. E quando non bastava lui interveniva la sua famiglia, che era anche peggio di lui e lo proteggeva a oltranza. Dopo anni e anni di prepotenze, una sera il barista, esasperato, reagì lanciandogli un bicchiere, che lo sfiorò appena. Mai l'avesse fatto!

Lo pestò a sangue spedendolo all'ospedale mezzo morto, gli distrusse il bar, gli incendiò la macchina e, incredibilmente, lui e la sua famiglia se ne andarono in giro per il paese a fare le vittime, raccontando che quel violento del barista gli aveva lanciato un bicchiere cercando di ammazzarlo.

Ecco, è questo che sta succedendo il Palestina.

Di Pier Franco Devias

(28 Marzo1939) Termina la guerra civile spagnola.


(28 Marzo1939) Con la firma della capitolazione da parte dei leader repubblicani, termina la sanguinosa guerra civile spagnola. Dopo tre anni di scontri, nel corso dei quali perdono la vita oltre un milione e mezzo di persone, il generale Francisco Franco s’impadronisce definitivamente del potere.

Il preludio alla sua dittatura, come scritto sopra, fu una delle più sanguinose guerra civili della storia recente, nella quale Franco fu sostenuto tanto dalla Germania nazista quanto e dall'Italia fascista.
Durante la guerra le destre si dimostrarono compatte, mentre i repubblicani (tra le cui fila ci furono diversi intellettuali del periodo) si divisero per questioni legate all’ideologia, rendendo disunito il fronte repubblicano. Furono Centinaia di migliaia i morti nella guerra civile e poi nelle fucilazioni, nei campi di concentramento e nel lavoro forzato riservato ai “rossi”.

Vinta la guerra, nell'aprile 1939, il Generalissimo (detto “il caudillo”, in lingua spagnola “il supremo”) instaurò un apparato dittatoriale che schiacciò con fermezza ogni opposizione al regime, esaltando i valori della destra tradizionale (Dio, Patria e Famiglia).

Franco, tuttavia, si dimostrò strategicamente intelligente non si allineandosi agli altri fascismi nelle leggi antisemite, ed accolse un gran numero di ebrei in fuga dall'Europa invasa dai tedeschi. Inoltre, decise di non partecipare alle seconda guerra mondiale anche perché l’esercito spagnolo non era in grado di reggere una guerra, dopo la guerra fratricida che insanguinò il Paese.

Nel 1940, Franco s’incontrò con Hitler a Hendaye e l'anno seguente con Mussolini a Bordighera, ma nonostante le pressioni di tedeschi e italiani, scelse di mantenere la Spagna neutrale e decise solo d’inviare volontari contro l'Unione Sovietica (la cosiddetta División Azul). Nel 1942, su richiesta del dittatore tedesco, Franco decise di cambiare il fuso orario della Spagna, adeguandolo a quello della confinante Francia: da allora, gli iberici vanno un'ora avanti del tempo solare in inverno e due d'estate per l'ora legale.

Sincero e devoto cattolico e rigido anticomunista, il discusso Pio XII nel 1953 gli concesse l'Ordine supremo del Cristo, massima onorificenza vaticana. Franco morì alle 4.20 del mattino del 20 novembre del 1975. Con la sua morte scompariva l'ultimo dei grandi dittatori europei e la Spagna entrava in una fragile transizione fra franchismo e democrazia.

Due giorni dopo la morte di Franco, il 22 novembre, venne ripristinata la monarchia e divenne re, giurando fedeltà ai principi del franchismo, Juan Carlos di Borbone, nominato dal Caudillo stesso suo successore pochi anni prima. Una transizione, questa, ad alto rischio, per la resistenza della Falange franchista, pilotata dal premier centrista Adolfo Suarez padre della costituzione del 1978, stabilizzatasi dopo l'ultimo colpo di coda del franchismo, il tentato golpe del colonnello Antonio Tejero il 23 febbraio 1981. Con un’amnistia del 1977, tutti i criminali politici complici del regime, furono salvato dalle carceri o dalla fucilazione. I morti del regime franchista, spesso seppelliti in fosse comuni, furono ritrovati anche a molti anni di distanza.




A conti fatti, siamo un po’ tutti nipoti di Mubarak. Di Giovanni Mimmia Fresu.



Che stupidi questi palestinesi che, sapendo che il loro missile provoca gli stessi danni di una fionda ma basta a scatenare l’apocalisse israeliana dentro la loro città, lo lanciano lo stesso.

O meglio, a noi fanno vedere la versione israeliana: una isolata casa sventrata che somiglia ai famosi coltelli fatti trovare accanto ai cadaveri crivellati degli “attentatori” palestinesi.

L’indecente del Viminale: Ramy vuole lo Ius soli? Si candidi e cambi la legge... Ramy è come se fosse mio figlio. E il ragazzino apprezzò ancor più la bellezza di avere genitori egiziani, ma con la paura del governo italiano che prima non ti conosce, poi parla di parentele e a quel punto è un attimo ritrovarsi nipote di Mubarak.

Di Giovanni Mimmia Fresu

09 Aprile. Manifestazione Nazionale Sulla Non Autosufficienza



Organizzato da Civico117a F.lli Biviano
Martedì 09 Aprile 2019 ore 10:30
Ministero dell’economia e delle finanze,
Roma, Via XX Settembre, Roma

Il Civico 117a e l'associazione FSHD Italia aderiscono alla manifestazione nazionale in favore dei diritti delle persone disabili indetta dai Comitati "Comitato 16novembre" e "Siamo Handicappati No Cretini" per il 9 aprile 2019
Cosa chiediamo:

-immediata convocazione del tavolo per le non autosufficienze
-definizione del piano nazionale sulle non autosufficienze
-incremento significativo del fondo per le non autosufficienza

Marzia Cilloccu: prossima sindaca di Cagliari?


L’Unione Sarda

Marzia Cilloccu, assessora alle Attività produttive, al vaglio del
centrosinistra come sindaca di Cagliari
«Mi candiderò solo se lo vorrà la coalizione»

«Candidata? No, non mi risulta. Sarebbe possibile solo con un'ampia condivisione da parte della coalizione». Marzia Cilloccu, Campo progressista, è assessora comunale alle Attività produttive. Si dice pronta a mettersi in gioco per il dopo Zedda ma solo con l'appoggio di tutti. «Sono a favore di un progetto di squadra. Non basta candidarsi, bisogna creare i presupposti per un Consiglio comunale e una Giunta che lavorino per il bene della città».

Ci sono due candidati alle primarie.
«Le fughe in avanti non mi piacciono mai. Sono per un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. Non ci si candida, si viene candidati».
Le primarie sono ancora sul piatto?
«Sono uno strumento efficace se c'è il tempo, ma il tempo stringe. E nel centrosinistra, tranne quelle due fughe, si sta facendo un grande lavoro per dare agli elettori risposte certe».
Come va in coalizione?
«Mi pare ci sia un bel clima».
E dentro Campo progressista?
«Non essendoci più riuniti, ho proseguito con il movimento civico che mi ha sostenuto alle Regionali fatto di persone qualificate e pronte a dare il proprio contributo per il futuro di Cagliari».
Luciano Uras ha proposto Francesca Ghirra e non lei. Le è dispiaciuto?
«Dispiaciuto non è il termine giusto, diciamo che non sono stata informata. Ma il coordinamento di Campo progressista non è solo Luciano Uras c'è anche tutto il movimento con il quale appunto sto lavorando».
Però alla presentazione della candidatura non è andata.
«Avevo già preso un impegno e non ho potuto spostarlo».
Dicono che lei abbia un carattere conciliante.
«È assolutamente vero. E credo che al di là delle parole parlino i fatti e i voti presi alle Regionali».
Qualcuno dice manovrabile.
«Sono molto determinata nelle mie scelte. Non trovo sbagliato ricercare degli equilibri in relazione agli obiettivi, a volte bisogna fare un passo indietro per raggiungere un traguardo condiviso dal gruppo».
Forse intendevano manovrabile dalla politica.
«Sono fuori da questi meccanismi in cui non mi riconosco».
Lei sta guidando un movimento civico, come si colloca in coalizione?
«È una forza in più».
Ma i partiti stanno mettendo al bando le civiche per non disperdere i voti.
«Quando sono le persone a chiederti di poter dare il proprio apporto non ci sono queste preoccupazioni».
Alle Regionali ha preso 1.358 preferenze. Chi l'ha votata?
«Ho un elettorato trasversale, sono persone che mi conoscono non solo per la mia attività politica, ma in contesti familiari, lavorativi, sociali. E questo è ancora più gratificante».
Ha pescato anche nell'elettorato del Pd e e non tutti hanno gradito.
«Penso di aver preso preferenze anche da altre forze politiche della
coalizione, fa parte della condivisione del centrosinistra. Possibile
ci sia stato anche il voto disgiunto».
Sta cambiando partito?
«Io sono ferma».
Dimissioni di Zedda, favorevole o contraria?
«Massimo mi ha onorato di questa delega e io l'ho ripagato con tutto il mio impegno. Rispetto le sue decisioni anche qualora non dovessero essere condivise».
Il progetto di cui come assessora va più fiera.
«I mercatini di Natale e il carnevale: hanno rivitalizzato il centro della città e di Pirri».
Chi vincerà?
«Noi, ovviamente. Squadra che vince non si cambia».

Quest’articolo è stato tratto da l’Unione Sarda del 28.03.2019

Mariella Careddu


martedì 26 marzo 2019

04 Aprile. Una legge ingiusta



Giovedì 04 Aprile 2019 dalle ore 17:00 alle ore 20:00
Fondazione di Sardegna
Via San Salvatore da Horta, n. 2, Cagliari

Giovedì 4 aprile 2019 alle ore ore 17.00 a Cagliari nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta n°2 si svolgerà un incontro-dibattito pubblico per la presentazione del ricorso contro la legge elettorale sarda dal titolo "Una legge ingiusta".

Introduzione di Andrea Pubusa, conclusioni di Marco Ligas, presiede e coordina Gabriella Lanero. Organizzano il CoStat e il Coordinamento regionale per l'attuazione della Costituzione.


I falsi e ridicoli pretesti del lupo Salvini. Di Lucia Chessa



Mi ha sempre amareggiato molto, la pratica europea di concedere la cittadinanza-premio a seguito di atti eroici. Penso a quell’extra comunitario che qualche mese fa è stato dichiarato cittadino francese dopo essersi arrampicato, a mani nude per 5 piani, per salvare un bambino che era in bilico sulla ringhiera di un balcone. Mi amareggia l'estemporaneità di queste pratiche che non modificano niente nei rapporti tra i popoli, anzi, sembrano affermare distanze colmabili solo dall'eccezionalità dell'eroismo, dunque, di fatto, concretamente incolmabili.

Ancora peggio però, mi sembra ciò che pare intenda fare Salvini che nega la cittadinanza al ragazzino egiziano che ha lanciato l’allarme sul pullman sequestrato, già cosparso di benzina e pronto a trasformarsi in un rogo orrendo che non riesco e non voglio neanche immaginare. La motivazione del diniego sarebbe che un non meglio identificato parente del bambino avrebbe dei precedenti panali. Che rigore!

Nel paese dove le denunce e le condanne fanno curriculum per andare in parlamento e raccogliere valanghe di preferenze, solo e limitatamente ad alcuni casi però, la richiesta di fedine panali pulite non riguarda più neanche il singolo ma l’intero parentado esteso. Guarda cosa scriveva Fedro circa 2000 anni fa. “ Un lupo e un agnello spinti dalla sete erano andati allo stesso ruscello; il lupo stava più in alto e l'agnello di gran lunga più in basso. Allora il prepotente spinto dalla gola malvagia portò un motivo di litigio.

"Perché" disse "mi hai reso torbida l'acqua che bevo?". L'agnello come risposta disse temendo: "Come posso io, di grazia, fare quello di cui ti lamenti, o lupo? L'acqua scorre da te alla mia bocca". Quello respinto dalla forza della verità: "Sei mesi fa tu hai parlato male di me". L'agnello rispose: "Ma io non era nato.". "Tuo padre, per Ercole, ha parlato male di me".

E così (il lupo) lo sbrana dopo averlo afferrato con una ingiusta morte. Questa favola è stata scritta a causa di quegli uomini i quali opprimono gli innocenti per mezzo di falsi pretesti.” Cit. Fedro, nato verso 15 a.C. e morto verso il 50 d.C

Di Lucia Chessa

06 Aprile. Enneagramma Integrale




06 Aprile alle ore 10:00 -07 Aprile alle ore 18:00
Associazione MaeStr’Ale, Via San Lucifero 65,
Organizzato da Mauro Amelia Bonanno
Eneagramma Integrale
Biglietti. www.ennegramma.it

Conoscere se stessi e comprendere gli altri in teoria e pratica

ENNEAGRAMMA INTEGRALE
è una proposta di esplorazione e apprendimento circa la natura umana e le relazioni attraverso un approccio esperienziale e dinamico che risveglia, coinvolge e integra l’intelligenza emotiva, l'intuizione e l’istinto. È basato sul corpo di conoscenza dell’Enneagramma, sulla visione dell’Approccio Integrale e sulla ricerca somatica e del movimento e offre sostegno alla consapevolezza di noi stessi, degli altri e del mondo.

- L'Enneagramma è un simbolo che descrive in modo preciso e dettagliato diversi aspetti dell'esperienza umana e differenti tipi di personalità con specifici modelli mentali, emotivi e istintivi.
- La Somatica riguarda tutte quelle discipline che valorizzano la capacità umana di percepire le sensazioni fisiche interne e di sperimentare il corpo da dentro, diventando consapevoli di se stessi.
- L’Approccio Integrale è l'organizzazione coerente, la coordinazione e l'armonizzazione delle pratiche e metodologie disponibili e utilizzate.

IL CORSO
Spesso viviamo e ci muoviamo nel mondo senza la consapevolezza di come lo facciamo, dell'intenzione che motiva le nostre azioni, di come scegliamo la direzione da prendere e dell'impatto che abbiamo sugli altri. Questo laboratorio teorico ed esperienziale esplora la struttura dei nostri meccanismi caratteriali e di alcune dinamiche interiori che influenzano la qualità e l’equilibrio della nostra vita e delle nostre relazioni.

Permette di comprendere atteggiamenti e scelte altrui che spesso ci confondono e offre chiavi di accesso al nostro ritmo e risorse naturali che sostengono il benessere. Si rivolge a chi desidera migliorare il rapporto con se stesso, con l’ambiente e le relazioni di qualsiasi genere e in qualsiasi area della vita.

E’ di aiuto a chiunque lavora con le persone, dalla relazione di aiuto all’ambito medico e del benessere, a quello aziendale a quello artistico. È aperto a tutti, senza alcuna necessaria previa conoscenza dell’Enneagramma o esperienza corporea.
È rilasciato un attestato di partecipazione.

Quanto: 160 euro per i soci Maestr’ale e 190 euro per i non soci

Informazioni e iscrizioni: info@enneagrammaintegrale.it - 3338477054

Mi sento sconfitto, quando un uomo è deriso per la sua ignoranza. Di Alessandro Fulvio Bordigoni.



Ho visto un post di un amico (che non taggo) che parlava dell'ennesima presa in giro da parte di un sito (pseudo)satirico ai danni dei boccaloni che leggono fesserie e si indignano. Questa NON è una difesa dell'ignoranza, né degli ignoranti.

Tuttavia.

Ogni qual volta le persone (pseudo)intelligenti prendono in giro gli ignoranti per la loro caratteristica, io mi sento sconfitto. Sconfitto in quanto persona alla quale suo padre, diplomatosi da grande, dopo aver interrotto gli studi a causa della guerra, ha insegnato a dialogare con chi non ha studiato, e a trovarvi il meglio.

Persone dotate di bontà d'animo, generosità, sentimenti. Sconfitto in quanto membro di una società in cui i privilegiati che hanno studiato usano questo privilegio per dileggiare il prossimo.

LA MAGGIORANZA DELLE PERSONE NON HA STUDIATO BENE O NON HA STUDIATO AFFATTO: questo è un dato di fatto, non è utile a nessuno ribadirlo, se non per auspicare migliori politiche per l'istruzione (magari diverse da quelle proposte finora).

Prendersela con l'ignoranza di chi è intorno a voi serve solo a solleticare il vostro ego, che è ipertrofico solo perché nessuno lo mette alla prova. Se volete un paese migliore, smettetela di dire quanto vi fa schifo la gente (che è una cosa disgustosa solo a dirla, perché non potete proclamare a gran voce la vostra solidarietà verso un universo indeterminato e schifare solo chi vi sta accanto), e cominciate a parlare con loro.

A parlare con le persone, capire i loro problemi, che sono la ragione delle loro risposte spesso inadeguate e mal dirette.
A quel punto scoprireste, magari, cosa era un tempo un partito di sinistra, e cioè un'entità alla quale guardavano con speranza i poveri e gli ignoranti che tanto disprezzate.

Ma non succederà, perché siete troppo intenti a sottolineare i vostri (pochi) meriti scolastici, incuranti della vostra stessa ignoranza, che cessa di avere importanza ai vostri occhi solo perché è la vostra.
PS: se essere definiti ignoranti vi infastidisce (e non dovrebbe, perché chiunque è ignorante in qualche campo), leggete le domande che seguono. Se non sapete rispondere almeno alla metà, siete ignoranti in diversi campi fondamentali della conoscenza. Ma, per fortuna, nessuno vi stigmatizza per questo.

1) Qual è il vero nome di LENIN?
2) Sapresti enunciare la legge della gravitazione universale?
3) Che tipo di carica elettrica ha un protone?
4) Cosa vuol dire solare termodinamico?
5) Di quali materiali è composto il tetrapak?
6) Di' il nome di un animale ovoviviparo.
7) Il presidente degli USA viene eletto direttamente dal popolo?
8) La costituzione italiana proibisce la retroattività delle leggi?
9) Da cosa dipende il ciclo delle stagioni?
10) Fammi un esempio di proposizione soggettiva.

Di Alessandro Fulvio Bordigoni