giovedì 26 dicembre 2019

22 Gennaio. Storie che Curano: Libroterapia Immaginale. Seminario gratuito



 Organizzato da Lo Psicologo Immaginale
Mercoledì 22 Gennaio 2020 dalle ore 19:30 alle 21:00
Associazione Maestr’Ale, Via San Lucifero 65, Cagliari
Capacità limitata

INTRODUZIONE
Il titolo di questo seminario si ispira a un libro del filosofo e psicoanalista James Hillman "Le storie che curano" che immaginando la mente con una “base poetica” riteneva essa fosse fondata su storie mitiche in cui i protagonisti erano gli Dei, che al nostro modo di agire, pensare, sentire e soffrire offrono dei modelli fondamentali e la dimora in cui esistere. Il fine della psicologia e della psicoterapia è, secondo Hillman, quello di educare alla capacità immaginativa e insegnare l’arte di vivere fra le immagini.

COS'E' LA LIBROTERAPIA
La libroterapia nasce con l’intenzione di aiutare le persone a prendersi cura di se stesse in un periodo difficile spingendole a una crescita personale. A livello pratico si tratta di leggere un testo e di condividere ciò che si è vissuto nella lettura con lo psicologo e/o con un gruppo di partecipanti.

L'APPROCCIO IMMAGINALE ALLA LETTURA
La felicità si “trova” iniziando a guardarsi dentro e la lettura può aiutarci proprio in questo viaggio nel nostro paesaggio interiore. Partendo dalla visione immaginale che attinge dalla psicologia analitica di Jung e dalla psicologia archetipica di Hillman scopriremo cos’è l’eudaimonia dei greci e impareremo a trovare, attraverso la lettura, un dialogo con le nostre parti interne (gli archetipi junghiani) come primo passo verso la consapevolezza e il benessere.

COSA FAREMO?
L’obiettivo di questo seminario è illustrare come la letteratura, e la lettura, possono aumentare la conoscenza di noi stessi e quindi la felicità. Diventare ciò che siamo è conseguire la felicità è la conseguenza di questa conoscenza profonda: un percorso che Hillman stesso ha definito “Il cammino del fare Anima”.

Conduttore: Tiziano Cerulli - Psicologo e istruttore di Mindfulness ad approccio Immaginale - Esperto in Counseling, Libroterapia e Teatroterapia applicate ai contesti individuali e di gruppo

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: 3481315370 (no sms) o Tcerulli1975@gmail.com

venerdì 20 dicembre 2019

Grazie. Di Claudia Zuncheddu.



Come ha comunicato il Presidente Isde Sardegna, dott. Domenico Scanu, il 10 dicembre sono stata nominata Presidente Isde Cagliari e Sud Sardegna.

Ringraziare i colleghi per questo riconoscimento generoso è un atto dovuto, anche se per noi medici, dediti al lavoro per scelta culturale, poco cambia. Naturalmente cresce il peso della responsabilità nella vigilanza, nello studio scientifico, nell’informazione dovuta in primis alle comunità e nelle proposte in materia di Salute ambientale.


L’attività rigorosamente scientifica dei medici Isde sulla salute del nostro habitat e le ricadute sulla salute umana, nella sua complessità, non lascia spazio a incertezze e ad approssimazioni. Nei confronti serrati con il Presidente Domenico Scanu e con altri colleghi, rafforziamo quotidianamente questo concetto sui binari scientifici ben tracciati dal compianto Presidente e fondatore di Isde Sardegna, Vincenzo Migaleddu.


Il rigore scientifico nei nostri percorsi trova riscontro nella crescita progressiva di Isde nella nostra Isola, nel suo essere sempre più spesso punto di riferimento per cittadini, per comunità e per pubbliche amministrazioni consapevoli che in Sardegna è più facile ammalarsi e morire per cause ambientali.


E’ nostro dovere promuovere l’informazione scientifica libera e indipendente senza mai perdere di vista la vocazione dei nostri territori e della nostra cultura. Un grazie a Domenico Scanu, Presidente Isde Sardegna, a Isde Italia, a tutti i colleghi, ai nostri infaticabili scienziati e ai numerosi sostenitori e comitati che si battono per il diritto individuale e collettivo a vivere liberi in un ambiente sano.


Nasce la Ceka, l'antenata del KGB



In Unione Sovietica nel 1917 è costituita la CHEKA. Antenata del KGB, è la prima polizia politica segreta ed organizzata voluta da Lenin per combattere i nemici del nuovo regime bolscevico. In pochissimo tempo, grazie a infiltrazioni e operazioni di spionaggio, la CHEKA riesce a neutralizzare gruppi controrivoluzionari ricorrendo anche a esecuzioni sommarie. Viene sciolta nel 1922. L'emblema della Cheka era uno scudo sormontato da una spada: lo scudo per proteggere la rivoluzione, la spada per colpire i suoi nemici. Nel 1954 fu adottato dal neonato KGB.

Una delle prime vittime moscovite del "terrore rosso" fu il famoso clown "Bim Bom", nel cui repertorio figuravano alcune battute sui comunisti. Durante una sua esibizione, un gruppo di agenti della Cheka si diresse verso di lui ed il pubblico pensò di assistere a parte dello spettacolo, ma fu preso dal panico nel vedere Bim Bom fuggire dalla pista inseguito dai colpi delle armi da fuoco. Il primo grande successo degli uomini di Dzerzinskij (il primo direttore della Ceka) fu conseguito contro l'Unione per la lotta ai bolscevichi, all'interno della quale un agente provocatore Cekista riuscì a introdursi presentandosi come ex ufficiale zarista. L'intera organizzazione degli Ufficiali Bianchi fu smascherata e i circa quattromila elementi che ne facevano parte vennero uccisi.

Con l'ascesa di Stalin al potere, la Cheka assunse un ruolo ancora più importante, se non addirittura prevalente, all'interno dell'URSS. Corpi speciali del Cheka erano le Truppe per la Difesa Interna della Repubblica sotto il comando diretto del dittatore. Nel 1922, Stalin sostituì il Cheka con il Comitato Direttivo Statale (GPU), il cui scopo era organizzare la repressione nei confronti del popolo. Un anno dopo, il dittatore trasformò il GPU in OGPU (Amministrazione Statale Pubblica Unificata) i cui compiti riguardavano anche l'implementazione dell'agricoltura collettiva e la deportazione dei ricchi contadini (kulaks), nonché organizzare i Gulag.

Nel 1934, Stalin si spinse ancora oltre, rendendo il GPU non più alle dipendenze del partito, ma unicamente sotto il suo controllo. Nacque così il Commissariato Popolare per gli Affari Interni (NKVD), trasformandolo nello strumento più efficace per sopprimere ogni forma di ribellione e fare piazza pulita dei suoi avversari. In questo clima, la polizia segreta divenne l'istituzione più potente dell'era stalinista. Solo negli anni '37 e '38, furono condannate a morte molti ufficiali di partito e membri degli stessi servizi segreti. Sorte sarebbe toccata anche ai primi due capi del NKVD, Genrikh Yagoda e Nikolai Yezhov.

Nel 1941, la sicurezza dell'URSS fu affidata al NKGB (Commissione del popolo per la sicurezza dello Stato). Sia il NKVD che il NKGB divennero ministeri, il primo quello degli Interni (MVD) il secondo il Ministero della Sicurezza Statale (MGB) entrambi supervisionati da Lavrenty Beria, a capo dei servizi segreti dal 1938 al 1953.

Dalla sua creazione al 1953, il MGB mandò 2 milioni e 750.000 cittadini sovietici nei Gulag e ordinò l'esilio all'interno del paese per altri due milioni di persone. Sul fronte internazionale, invece, i documenti resi pubblici negli ultimi anni hanno svelato che, fino al 1945, il MGB era riuscito a piazzare cinque agenti nel programma nucleare americano e almeno 300 uomini a Washington.

La morte di Stalin portò una profonda trasformazione anche nello spionaggio sovietico. Il suo successore, Nikita Kruscev, dopo aver condannato in un famoso discorso pubblico le atrocità del regime stalinista, decise di riformare anche il MGB, ormai assorbito dal MVD. Beria fu deposto e giustiziato, così come molti degli ufficiali a lui fedeli. Il Ministero degli Interni (MVD) fu smantellato e abolito nel 1960, sostituito dal KGB. I funzionari dell'odierno FSB (il servizio che ha sostituito il KGB nel 1991) continuano tuttora a percepire lo stipendio il 20 di ogni mese, "giorno dei Cekisti", per commemorare la data di fondazione


Abbracciare una donna, invitare l’amore nelle nostre vite. Di Giulio Lobina




Oggi ho compiuto 36 anni ed è una giornata in cui ho fatto e ho pensato (e non è ancora finita) mille cose. Sia questo un ringraziamento per ogni pensiero vostro d’auguri ma anche una condivisione perché possiamo imparare qualcosa. In viale Poetto, alle 8 del mattino mi è piombata addosso un’auto in corsa. Sul paraurti posteriore. Avevo appena evitato uno scontro con la macchina che mi precedeva, tenendo la distanza di sicurezza. Ma la frenata brusca dietro non l’ho sentita e bum! Via il paraurti. Ma no, non ho tamponato a mia volta l’auto davanti perché ho imparato, nel traffico, a tenere la giusta distanza.

La fragilità umana è un po’ come l’osso del collo. Se non ci stai attento, può spezzarsi. Il mio è ancora integro, per fortuna. Anche quello della Signora e del figlio. I nostri paraurti sono da aggiustare.
È un po’ come quando i raggi del sole accarezzano il mare, e tu li guardi muoversi e nulla è più bello. C’è dentro il mare e dentro il sole, una fragilità come di cuore di donna, che conserva dentro di sè la paura di non esser mai all’altezza, di esser sbagliata, colpevole di qualcosa che non ha mai fatto, col capo chino giudicata per come si veste, per come cammina, per il modo in cui guida, perché vuole fare i mestieri degli uomini, essere pagata come gli uomini, avere sogni come gli uomini, avere degli uomini la stessa dignità.

La Signora era terrorizzata. Mi guardava come se si aspettasse un rimprovero, delle urla, la rabbia, gli occhi di fuoco... mi ha chiesto, appena siamo scesi, se mi fossi fatto male. Ma no, io stavo bene, e lei invece piangeva. Ho chiesto se suo figlio stesse bene, se avesse la cintura (io e lei la avevamo) e l’ho rasserenata. Dice che si è lanciata con le braccia davanti al figlio per paura del colpo che stava per darmi e ha dimenticato di frenare. Era desolata.

Mi ha dato i suoi documenti e mi guardava basita, in mezzo al traffico, perché ero calmo. Ha chiesto tra le lacrime, come facessi ad esser così tranquillo, perché mi aveva rovinato la giornata. Perché il collo...perché la macchina...perché il danno...perché un sacco di cose... Io sto bene. Le ho detto che le auto si aggiustano. Ma le avrei voluto dire che anche i cuori si possono aggiustare, anche se ci vuole un po’ più tempo.

Le ho detto di star tranquilla, perché sono cose che succedono, le distrazioni, ma a volte la gente non si salva. Noi invece sì, eravamo tutti salvi e lei avrebbe accompagnato il figlio a scuola e poi io e lei saremmo andati a lavoro, come ogni giorno, perchè quella era la fortuna: essere salvi e avere un lavoro. E per lei avere anche un figlio di cui prendersi cura.

Quando ci siamo lasciati le ho detto che oggi era un giorno sereno, perché era il giorno del mio 36 esimo compleanno. E lei ha pianto di nuovo perché mentre fotografavo i suoi documenti e ci scambiavamo il numero di telefono, aveva visto le paste sul sedile posteriore. (Ne ho portato un pacco anche in Procura! Pagu bonasa!!). E mi ha abbracciato e mi ha detto che non riusciva più a darmi del lei e che non le era mai capitato di non esser insultata dopo un incidente.

Mi spiace, per tutte le volte che è successo. Per tutte le volte che abbiamo insultato una donna sulla strada per un incidente provocato o perché eravamo di fretta. Ma mi piace che esistano anche uomini come uno di quelli coi quali lavoro, che alla moglie ha donato un rene. Il suo rene, alla moglie che faceva la dialisi. Ho compiuto 36 anni e ho imparato ancor più quanto sia importante un abbraccio in mezzo alla strada tra sconosciuti e quanto sia importante, sempre, l’Amore. Ciò che si fa per Amore.

Sui fianchi di alcune donne c’è la bellezza, il tempo e ci sono gli abbracci. E se come sul mare s’affacciano i raggi del sole, nel loro riflesso c’è la fragilità umana, la stessa che abbiamo tutti quanti nel cuore. Grazie, per tutti i vostri auguri. E grazie a chi, pur essendo un essere umano, comprende (o almeno ci prova) e sa leggere gli animi.
Oggi compio 36 anni. Cambierò il paraurti dell’auto, ma sto bene. E sta bene anche la Signora e sta bene suo figlio. È un giorno bellissimo!

Di Giulio Lobina


giovedì 19 dicembre 2019

28 Dicembre. Signore e Signora - spettacolo teatrale per bambini



Sabato 28 Dicembre 2019 dalle ore 17:30 alle ore 18:30
Spazio OSC / Dom-OSC
Via Newton 12, Cagliari
SIGNORE E SIGNORA
spettacolo di teatro per l'infanzia
liberamente ispirato ai libri "Monsieur et Madame" di Roger Hargreaves

SABATO 28 DICEMBRE ORE 17.30
Luogo: Spazio OSC Via Newton 12, Cagliari (salire rampa sopra Room Club).

Costo biglietto unico : Euro 5.
Prenotazioni a info@aquilonediviviana.it oppure al cellulare 3470484783.

Una casetta, due personaggi, tutto sembra nascere e venir fuori dal disegno di un bambino. I caratteri, scolpiti e definiti nei loro confini ben precisi, fanno dei personaggi dai contorni netti, cesellati, senza sfumature: uno è il Signor Gentile, l'altra la Signora Maleducata, uno il Signor Sporco, l'altro il Signor Pulito, una dice Sì, l'altro dice No.
 
Le avventure di questi signori, sempre in equilibrio funambolico tra il mondo delle regole e il bisogno di libertà assoluta, raccontano l'universo irrazionale dei bambini attraverso incontri appassionatamente catastrofici.
Un vero e proprio braccio di ferro tra chi è più forte, più ingenuo o più testardo, un susseguirsi inesauribile di relazioni in conflitto in cui ognuno va per la sua strada.

Signore e Signora sono come quei bambini -o quegli adulti- che non vogliono, non possono, non riescono a fare diversamente da come fanno, e continuano a ripetere comportamenti e azioni senza mai potersi impedire di sottrarcisi.

Signore Signora è un omaggio ai signori-bambini, un'occasione per evidenziare e riflettere su caratteristiche psicologiche nelle quali ci si possa rispecchiare, spunto di riflessione per grandi e piccoli.

Drammaturgia e regia: Claudia Pupillo
Consulenza alla regia e alla drammaturgia: Ilaria Nina Zedda (Nina Z. Teatro)
Disegno luci: Marco Quondamatteo
In scena: @Cristiana Cocco, Naoufel Soussi.
Scene e costumi: Claudia Spina
Organizzazione: l' Aquilone Di Viviana –– Blanca Simo
Durata spettacolo: 40 min.
Grafica e animazione: @Alessio Santoni
Età consigliata: 3-8 anni

Biografia Claudia Pupillo.
Formatasi tra Bologna (DAMS), Ravenna, Cagliari e la Francia, svolge attività di ricerca e sperimentazione nell'ambito della prima età, realizzando spettacoli e laboratori per le scuole dell'infanzia e quelle primarie. Fra i principali percorsi di ricerca portati avanti figurano quelli legati al disagio, come il tema della paura e quello del conflitto, che vengono affrontati utilizzando le tecniche del Teatro dell'Oppresso. Attraverso questo metodo il teatro diviene strumento di ricerca per aiutare le persone a riflettere e ad affrontare situazioni quotidiane di difficoltà o disagio.

Biografia L'Aquilone di Viviana – Kyber Teatro.
La Compagnia teatrale L’aquilone di Viviana nata a Cagliari nel 2000, si occupa della creazione e della diffusione di progetti teatrali e transdisciplinari di alta qualità per promuovere e diffondere la cultura teatrale anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie creative. Sviluppa progetti pedagogici e produzioni teatrali nell’ambito del teatro per l’infanzia, teatro interculturale, teatro di genere, teatro e scienza, teatro&creatività, teatro e nuove tecnologie.


Magomadas: osservazioni di merito, tecniche e questione politica. Di Pier Franco Devias



Se adesso è possibile discutere e ragionare usando la testa e un po’ meno la pancia, sulla vicenda dei fanghi di Magomadas vorrei dire tre cose di carattere metodologico, tecnico e politico.

QUESTIONE DI METODO.
- Indicare dalla distanza di circa due/trecento metri un lavoratore che indossa una maschera di respirazione, e come se riconoscesse il tipo di maschera dire testualmente che quella è “una maschera per EPISODI NUCLEARI”. Non so se questo sia stato fatto come politico o come giornalista, ma spargere allarmismo in questo modo non è né da buon politico né da buon giornalista.

- Inquadrare mezzi con targhe bene in vista, indicare pubblicamente i nomi delle ditte di trasporto come responsabili di reati “di una gravità assolutamente inaudita”, prima ancora che venga effettivamente accertato se stiano veramente commettendo illeciti, oltre che essere un reato è profondamente irresponsabile sia come politico che come giornalista.


- Nascondersi dietro un cespuglio, filmare una ditta in cui operano dei lavoratori, sparare sui social il filmato con musichetta horror di sottofondo e dire che si stanno commettendo reati, senza nemmeno aver chiesto alla ditta di poter verificare, non è corretto nei confronti di chi lavora. Fino a prova contraria quella è una ditta che finora ha passato tutti i controlli delle autorità preposte a controllare, che sono composte da persone competenti che vanno sul posto, verificano, fanno analisi, guardano documenti e verificano tutto. Appostarsi dietro un cespuglio, senza nessuna competenza in merito, senza fare verifiche regolari e scientifiche, e andare a dire in pubblico che quella ditta commette gravi reati è irrispettoso nei confronti dei lavoratori, sia come politico che come giornalista.


- Avvicinarsi al rimorchio e fare un prelievo dei fanghi alla fine del filmato, dopo aver detto per tutto il tempo che sono pericolosissimi, che si tratta di un “agguato alla Sardegna”, è un atto contrario a qualsiasi procedura seria e onesta, sia come politico sia come giornalista.

Il metodo corretto dovrebbe essere quello di fare prima i prelievi, poi farli analizzare, poi se qualcosa non va denunciare l’irregolarità. Iniziare a gridare al lupo al lupo, e poi verificare se c’è il lupo, rivela che l’intento è quello di fare lo scoop e non di accertare la verità.

QUESTIONI TECNICHE
- Non ho nessuna competenza tecnica per giudicare l’operato della ditta in questione, tuttavia è bene ricordare che:

- questa ditta opera nella zona industriale in quanto per legge – e non per sua scelta - è lì che è stata obbligata a fare l’impianto. Chiamare pubblicamente “accampamento” una ditta regolare è offensivo verso chi lavora rispettando le regole.


- gli odori sgradevoli che si spandono nell’aria sono certamente fastidiosi, ma spandere odori sgradevoli e inquinare il terreno con materiali inquinanti sono due cose ben diverse. Approfittare dello scontento per la puzza e diffondere notizie non verificate che lasciano intendere che si stia inquinando il territorio è disonesto e pericoloso.


- Lo stesso sindaco di Magomadas conferma che tutto sia regolare. Magomadas è uno dei pochi centri della Planargia che ha regolarizzato anche il suo PUC, su cui opera la ditta.


- La ditta importa in maniera assolutamente regolare fanghi di depurazione per produrre concime. I fanghi che trova in Sardegna non sono abbastanza per la sua capacità produttiva, per cui ne importa da fuori, dietro autorizzazioni di legge.


- Direi che sarebbe opportuno lasciare che siano gli organi preposti, e non la gente nascosta nelle sterpaglie, a dover verificare se la ditta in questione dovesse veramente presentare delle irregolarità. Attenzione: la ditta non importa veleni da smaltire, importa materia da trasformare in concime.


Nessuno è mai stato contrario all’importazione di materia prima da riutilizzare: tutti siamo sempre stati contrari a importare materiali tossici, che è cosa ben diversa da materia prima, sia essa carta, vetro o fanghi da trasformare in concime. La certezza della tossicità di questi fanghi risulta solo a chi ha girato il video, che però ha prelevato i fanghi solo dopo aver detto che sono pericolosissimi. Valutate voi.


Si può essere favorevoli o contrari all’importazione di fanghi da trasformare in concime. Io personalmente non ho nulla contro l’importazione di materia prima da riutilizzare PURCHE’ NON SIA TOSSICA, e nel caso di questi fanghi pare che non ci sia nessuna tossicità. E’ anche vero d’altra parte che questa puzza è veramente insopportabile e pregiudica l’attività delle ditte che operano nei dintorni e la vita dei cittadini che abitano nei paraggi, per cui sarebbe bene dotare le ditte di abbattitori olfattivi veramente efficaci, oppure chiedersi se questa economia ci piace o no.


A me ad esempio non piace, e credo che possiamo e dobbiamo sviluppare economie migliori e più compatibili con la nostra idea di Sardegna. Ma il disagio per la puzza è una cosa profondamente diversa dalla diffusione complottistica sui social di filmati che insinuano operazioni illegali di inquinamento del territorio: una cosa è la puzza che non ci piace, altra cosa è denunciare gravi reati ambientali senza avere le prove. E chi lo fa non è né un buon politico nè un buon giornalista.


QUESTIONI POLITICHE
Da quanto è dato sapere dagli atti ufficiali, non dalla ”Università della strada!1!!”, la ditta opera nella piena regolarità, nel rispetto di leggi fatte dalla classe politica che per decenni – molti tra voi che protestate - avete mandato a governare la Regione. Se non vi piacciono le leggi che fanno i politici che mandate in Regione è inutile che strillate sui social o inseguite complottismi isterici: cambiate il vostro voto.

Pier Franco Devias


mercoledì 18 dicembre 2019

Stalin, il dittatore d'acciaio


 (18 dicembre 1878) nasceva a Gori (Georgia) Iosif Vissarionovič Stalin, Pseudonimo del rivoluzionario I. V. Džugašvili, detto, appunto, Stalin. Il soprannome gli era stato affibbiato durante la clandestinità che risaliva al periodo zarista e derivava dal termine ‘stahl’, la cui traduzione significa acciaio.

Stalin era nato in Georgia, a Tiflis (o Tiblisi), il 21 dicembre del 1879, da una famiglia povera di origini contadine. Ben presto il futuro dittatore mostrò i tratti del suo carattere, tanto che nel 1902 è deportato in Siberia per causa dei disordini scoppiati a Batum, la città sul Mar Nero nella quale si era trasferito. Un anno dopo Stalin è al fianco dei comunisti di Lenin. Ed è così che comincia, gradino dopo gradino, a salire la scala gerarchica del movimento bolscevico.
Nonostante tre periodi di deportazione in Siberia, di cui l'ultimo durato dal 1913 al 1917 e trascorso a Kurejka sul basso Ienissei) emerse sempre più dall'attività provinciale di partito nel Caucaso, per imporsi sul piano nazionale.

Nel 1922 assunse la carica di segretario generale del comitato centrale, posizione di carattere più organizzativo che politico, che gli permise di esercitare un crescente controllo sull'apparato del partito e dello stato. Dopo la morte di Lenin e consolidata la propria posizione personale nel partito dopo l'espulsione di Trockij (1927), Stalin annientò ogni forma di opposizione interna provocando l'allontanamento dalle cariche direttive dei principali protagonisti dell'epoca rivoluzionaria, sottoposti nella seconda metà degli anni Trenta ai grandi processi politici; a partire dal 1928, l'azione repressiva colpì anche ampî settori del mondo produttivo, militare, intellettuale, ecc. Al tempo stesso S. promosse la radicale trasformazione della struttura economica russa, attraverso la collettivizzazione dell'agricoltura e l'avvio a tappe forzate del processo di industrializzazione del paese.
La guerra contro la Germania di Hitler, nel corso della quale Stalin fece leva sui valori tradizionali, quali la coscienza patriottica e la solidarietà slava, ne mise alla prova le doti come capo politico-militare. Discussa e incerta è la parte che realmente Stalin, capo del governo e comandante delle forze armate dal 1941, ebbe nella formulazione strategica della guerra; certo, straordinarie si dimostrarono le sue doti di trascinatore, e comunque furono di buon livello gli alti ufficiali di cui si circondò.

Grazie alla vittoria sulle forze nazi-fasciste Stalin raggiunse una posizione di grande prestigio internazionale, sancita dalla partecipazione alle conferenze di Teheran, Jalta e Potsdam. In seguito all'instaurazione nei paesi dell'Europa orientale di regimi comunisti, alla formula ideologica del socialismo in un solo paese Stalin sostituì quella di un "campo socialista" minacciato dalle forze dell'imperialismo: le condizioni create dalla guerra fredda servirono da giustificazione al rigido accentramento imposto ai partiti comunisti al potere (creazione del Cominform, rottura con Tito, epurazione in seno ai partiti comunisti polacco, cecoslovacco, ungherese).

La morte colse Stalin mentre il problema dei rapporti con l'Occidente e col nuovo mondo comunista (Cina, Iugoslavia, ecc.) era giunto a un punto morto e nella stessa Unione Sovietica tornavano a farsi sentire fortemente motivi di crisi economica e sociale, conseguenti alla ferrea politica staliniana di predominio assoluto dell'industria e del mondo operaio sull'agricoltura e sul mondo contadino.


11 Gennaio. Tuvixeddu, Colle Di Antiche Tombe



Organizzato da Percorsi Alter-Nativi
Sabato 11 Gennaio 2020 dalle ore 16:00 alle ore 17:30
Parco archeologico di Tuvixeddu
Capacità limitata: 46 Posti rimanenti

Le guide dell'associazione, vi accompagneranno alla scoperta della Necropoli di #Tuvixeddu, il colle che nel cuore di #Cagliari un tempo ospitava la città dei morti, che dall'alto sormontava, nella vicina laguna di Santa Gilla la città dei vivi: fenici e poi punici.

Nella cornice di un fantastico paesaggio, scoprirete misteri di antichi culti e curiosità sulle tombe e la cultura dei popolo cartaginese e anche di quello romano che frequentò il colle dopo la conquista della città. Ma tuvixeddu ha una storia che va ben oltre l'antichità, sino ad arrivare ai giorni nostri...

Per partecipare è OBBLIGATORIA la prenotazione.
Appuntamento all'ingresso principale del parco almeno dieci minuti prima dell'inizio della visita. Si raccomanda massima puntualità.
contributo associativo 8€.

PER PARTECIPARE È NECESSARIO PRENOTARE al 3334226593 tramite chiamata sms o whatsapp. Potete inoltre inviare un messaggio privato alla pagina Facebook.


Nelle campagne di Magomadas un impianto raccoglie tonnellate di reflui fognari



MACOMER

«È pomeriggio inoltrato, siamo nelle campagne di Magomadas e quello che sta per accadere è di una gravità inaudita». La voce è quella di Mauro Pili, ex deputato e leader di Unidos, che commenta un video girato nelle campagne di Magomadas, in Planargia, a poca distanza dall'impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi autorizzato dalla Regione nel 2017 alla società "Ecoricicla Srl", che nel 2018 è divenuta "Geco Srl" e che ha avviato la sua nuova attività a luglio.

Le immagini mostrano un escavatore e un camion in un terreno agricolo intenti a sversare del materiale che Pili identifica come "fango putrido fognario che arriva dal continente, dai collegamenti tra la Campania, la Puglia e la Sardegna, via mare, da Olbia e da Cagliari". Trascorrono poche ore e sempre Pili diffonde un altro video. Questa volta è lui il cameraman che riprende "un accampamento che dovrebbe trattare 80mila tonnellate di fanghi di depurazione fognaria che arrivano dal resto d'Italia".

È l'impianto della "Geco", che può trattare fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell'acqua o dal trattamento delle acque reflue urbane ma anche quelli prodotti dal trattamento biologico dei reflui industriali. I mezzi sono al lavoro per depositare nei vasconi interrati i fanghi arrivati sui rimorchi dei camion. Tutto prosegue tranquillamente sino a quando gli operai si accorgono dell'estraneo a ridosso della recinzione.

La reazione è singolare: «In quel momento tutto il cantiere si blocca», commenta Pili. I mezzi si fermano e i camion si preparano a lasciare il sito. Pili non molla la presa e li segue sino a Macomer, su una strada stretta e tortuosa per mezzi di quelle dimensioni. Poco dopo Tir imboccano la 131 in direzione Cagliari. Uno si fermerà a Villanovaforru, staccando il rimorchio e lasciandolo nello spiazzo di un distributore. Una mossa che consente all'ex deputato di prelevare un campione del materiale rimasto incastrato all'esterno del cassone e di allertare le forze dell'ordine.

Una testimonianza, quella di Mauro Pili, che riaccende i riflettori su una vicenda rimasta finora sottotraccia ma che già da qualche mese agita i paesi di Magomadas, Flussio e Tresnuraghes, dove si è costituito anche un comitato di cittadini. L'attività dell'impianto, realizzato in un'area vicina alle abitazioni, ha creato diversi disagi tra la popolazione, per la continua movimentazione di mezzi ma soprattutto per i cattivi odori.

Il materiale trattato dalla "Geco" non è locale e arriva dalla Puglia, compiendo un lungo viaggio via mare e via terra. Il sindaco di Magomadas Emanuele Cauli, eletto nel giugno di quest'anno dopo due anni di commissariamento del comune, non nasconde la complessità della situazione: «L'attività è ripresa da poco - dice il primo cittadino - dopo il blocco disposto dalle autorità competenti a seguito di un sopralluogo di Arpas, Provincia, Noe e Forestale. Abbiamo registrato il malcontento dei cittadini e come amministrazione, per quanto di competenza, stiamo monitorando costantemente la situazione e continueremo a farlo con attenzione».

di Giulia Carta


Articolo tratto da “La Nuova Sardegna” del 18.12.2019
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Federico Marini
skype: federico1970ca



martedì 17 dicembre 2019

Aires Jorge Mario Bergoglio


(17 dicembre 1936) nasce a Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio (Papa Francesco, 266° papa della Chiesa Cattolica Romana). Nato in Argentina da emigranti piemontesi è il primo papa latinoamericano ad essere eletto papa, nonché il primo gesuita ad assumere tale carica. Dopo essersi diplomato come tecnico chimico, ha poi scelto il sacerdozio ed ha studiato in seminario, nel 1958 è entrato a far parte come novizio della Compagnia di Gesù. Ha compiuto studi umanistici in Cile e si è laureato a Buenos Aires in Filosofia. Dal 1964 è stato professore di Letteratura e di Psicologia per tre anni. Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote.

Negli anni settanta nel Sudamerica si accese il dibattito sulla teologia della liberazione: Bergoglio non condivise le aperture di diversi membri importanti del suo ordine e assunse una posizione più moderata. Quando partecipò nel 1979 a Puebla alla terza conferenza generale del Consiglio episcopale latinoamericano, fu tra i principali oppositori di questa riflessione teologica, anche se alcuni lo considerano vicino a una sua "scuola argentina". Durante gli anni della dittatura, s'impegnò in prima persona per offrire rifugio e protezione ai religiosi perseguitati per la loro vicinanza alla teologia della liberazione.

Il 30 settembre affermò che  le strutture economiche ingiuste che causano grandi disuguaglianze" sono delle profonde violazioni dei diritti umani. Bergoglio continuò la sua relazione descrivendo il debito sociale come "immorale, ingiusto e illegittimo", specialmente quando si verifica in una nazione che possiede le condizioni economiche necessarie per evitare i danni della povertà. Egli reclamò una risposta etica culturale e solidale per saldare il debito sociale nei confronti di milioni di argentini, per lo più bambini e giovani, affermando che è imperativo lottare per cambiare le condizioni strutturali, le attitudini personali o corporative che generano questo situazione.

Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore. Nel 2001 è stato nominato cardinale da Giovanni Paolo II. Dal novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. È stato membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia e della Pontificia Commissione per l'America Latina. Il 13 marzo del 2013 è stato eletto papa al quinto scrutinio da 115 elettori, in un conclave durato meno di ventisei ore, dopo la rinuncia al ministero pietrino di Benedetto XVI avvenuta il mese precedente.

Tra i viaggi apostolici effettuati durante il suo pontificato si ricordano il primo a Lampedusa, dopo pochi mesi dalla sua elezione al ministero pietrino, sul tema dell'accoglienza dei migranti, tema di cruciale importanza nel nostro periodo storico, ripreso anche nel viaggio nelle Americhe del 2015, che ha avuto un grande impatto nell'opinione pubblica, in cui prima è stato a Cuba e poi negli Stati Uniti d'America.

In questo viaggio, infatti, ha cercato di sottolineare l'importante avvicinamento tra i due Paesi, in cui la Santa Sede ha rivestito un ruolo cardinale, e durante la visita negli USA, in cui ha tenuto tra l'altro discorsi all'ONU, a Ground Zero e al Congresso, primo Pontefice a parlare in questo luogo istituzionale, ha portato all'attenzione dell'opinione internazionale i temi a lui più cari come l'ambiente, la lotta al fanatismo religioso di qualsiasi origine, le libertà individuali e civili, e i diritti umani.