lunedì 18 marzo 2019

(18 Marzo 1947) Nasce a Spoleto Walter Tobagi, scrittore e giornalista




(18 Marzo 1947) Nasce a Spoleto Walter Tobagi, scrittore e giornalista da sempre considerato uno dei più attivi giornalisti nell'analisi del terrorismo militante durante gli anni di piombo. Fu giornalista prima de "L'Avanti", poi sopratutto di "Avvenire". Nel 1972 approda al "Corriere della Sera", dove poté esprimere le sue potenzialità di cronista politico e sindacale.

Tobagi nasce il 18 marzo 1947 a San Brizio, Spoleto, Umbria. All'età di otto anni la famiglia si trasferisce a Bresso, nei pressi di Milano (il padre Ulderico faceva il ferroviere). Comincia presto ad occuparsi di giornalismo, è redattore della storica «Zanzara», il giornale del liceo Parini. Di quel piccolo ma popolare giornale Tobagi diviene in breve tempo il capo redattore.

Tobagi si occupava di fatti culturali e di costume, non era interessato allo sport. Già in quelle occasioni dava prova di abilità di moderazione riuscendo a conciliare conservatori ed estremisti, tolleranti e intolleranti: doti non comuni che utilizzerà in tutto il corso della sua carriera. Nel 1969 fu assunto da, giornale “Avanti!”. Disse di lui il direttore, Leonardo Valente: “Quando lo assunsi, mi accorsi di essere davanti a un ragazzo preparatissimo, acuto e leale. Affrontava qualsiasi argomento con la pacatezza del ragionatore, cercando sempre di analizzare i fenomeni senza passionalità».

Nei giorni del sequestro Moro segue ogni fase della mancata trattativa. Per primo tenta di spiegare che esiste una continuità tra vecchie e nuove Br e che, quindi, non vi è alcuna contrapposizione tra le Br, 'romantiche' delle origini con le facce pulite alla Mara Cagol e le Br sanguinarie e provocatorie degli ultimi tempi».

La sera prima di essere assassinato, presiedeva un incontro al Circolo della stampa di Milano, per discutere del «caso Isman», un giornalista incarcerato perché aveva pubblicato un documento sul terrorismo. Aveva parlato della responsabilità del giornalista dinanzi all'arroganza delle bande terroristiche: problemi che aveva studiato ormai da anni e che conosceva a fondo. Aveva pronunciato frasi come: «Chissà a chi toccherà la prossima volta».

Tobagi fu ucciso a Milano in via Salaino, alle ore 11 del 28 maggio 1980, con cinque colpi di pistola esplosi da un "commando" di terroristi della Brigata XXVIII marzo (gruppo armato di estrema sinistra). A sparare furono Mario Marano e Marco Barbone. È quest'ultimo a dargli quello che doveva essere il colpo di grazia: quando Tobagi era ormai a terra, il terrorista gli si avvicinò e gli esplose un colpo dietro l'orecchio sinistro. In realtà, dai risultati dell’autopsia, il colpo mortale fu il secondo esploso dai due assassini, che colpendo il cuore causarono la morte del giornalista.



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