mercoledì 28 giugno 2017

Rassegna stampa 28 Giugno 2017

La Nuova

Entro 4 anni 18 nuovi treni parte la "cura del ferro" – accordo Regione-Trenitalia

CAGLIARILa cura del ferro sugli anemici trasporti sardi va avanti. La Regione trova l'accordo con Trenitalia e sigla il contratto di servizio. Un patto che regolerà i rapporti per i prossimi nove anni. Ma questa volta la Regione porta a casa un patto vantaggioso. Trenitalia investirà 104 milioni di euro, a cui si aggiungeranno oltre 9 milioni della Regione, per comprare 18 treni nuovi. I primi dieci saranno consegnati tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019. Gli altri otto, di nuova concezione, entro il 2021.

«È un obiettivo di legislatura raggiunto dopo oltre un anno e mezzo di trattative – dice l'assessore ai Trasporti Massimo Deiana - finalizzato a migliorare la qualità dei servizi e all'acquisto di nuovi treni». Il corrispettivo annuo riconosciuto a Trenitalia per il 2017 è di 43 milioni di euro, dei quali, 40 di risorse statali e 3 milioni di fondi regionali. «È un altro tassello del patto firmato con il Governo - dice il governatore Francesco Pigliaru -. Risorse vere che vengono indirizzate dove servono. Si danno risposte concrete a esigenze reali e specifiche dei territori. Quando insieme al ministro Graziano Delrio a novembre abbiamo presentato la "Cura del ferro", 402 milioni per cambiare le ferrovie sarde, abbiamo detto che saremo partiti subito e avremo lavorato secondo un cronoprogramma chiaro e verificabile.

Così è. E la definizione di questo contratto di servizio ci permetterà di fare un nuovo, importante passo verso l'obiettivo. Conquistare una mobilità su ferro efficace ed efficiente, perché tutti possano viaggiare in sicurezza e velocità».  Nuovi treni. Dei 104 milioni stanziati 87 sono destinati all'acquisto dei treni. Il resto delle risorse sarà utilizzato per migliorare le linee e i sistemi informatici complessivi. Dieci dei nuovi treni saranno del tipo Swing, gli altri otto sono di nuova generazione e di maggiore capacità. Si aggiungono anche due "Minuetti" per le linee del Sulcis e del Medio Campidano.

Crescono i chilometri. L'obiettivo è arrivare a 3,75 milioni di chilometri all'anno fatti da Trenitalia in Sardegna, senza incrementare i costi. La società si impegna ad aumentare la produttività del 20 per cento in termini di chilometri per addetto. La società di gestione del trasporto ferroviario dovrà inoltre porre le condizioni per far crescere i ricavi derivati dal traffico dello 0,2 per cento all'anno. Tariffe garantite. Potranno crescere solo dopo l'entrata in servizio dei nuovi treni. Penali. Il nuovo contratto prevede meccanismi di controllo sulla qualità del servizio e sull'andamento dei costi.

La Regione ha preso in considerazione parametri rigidi: affidabilità, soppressioni e puntualità, funzionamento dei dispositivi di bordo, comfort, pulizia, rapporti con i viaggiatori. Sono state introdotte anche delle penali per la pulizia, il comfort del treno e la comunicazione a bordo e a terra per un totale di 26 indicatori. Gli indici di puntualità e di soppressione e la penale saranno calcolati ogni mese. Costi sotto controllo. La Regione eserciterà il controllo anche sui costi del servizio e sui ricavi annuali.

Sono previste penali nel caso in cui non si raggiungano gli obiettivi di efficienza. Al termine di ogni anno, i risultati economici consuntivi saranno confrontati con il Piano economico finanziario. Ogni tre anni saranno effettuati i conguagli se necessario. La cura del ferro. L'assessore Deiana non nasconde la soddisfazione: «È stato un percorso lungo, complesso e delicato, in cui insieme alla competenza è stata messa in campo enorme pazienza - spiega -.

Questo ha consentito di introdurre le condizioni migliori per assicurare il servizio più adeguato sotto il profilo qualitativo e quantitativo. Il nuovo contratto consentirà agli utenti sardi di poter contare su regole più certe e favorevoli, di utilizzare treni nuovi più confortevoli e rappresenta un altro tassello per la costruzione di infrastrutture più rapide e moderne, come previsto dall'investimento della "cura del ferro" da 400 milioni».


Per i giudici contabili i controlli sono inefficaci e il ritmo di
crescita economica rimane troppo modesto
Dalla spending review pochi effetti sulla riduzione della spesa
pubblica, riflettori sul rientro del debito
L'allarme della Corte dei Conti «La corruzione è devastante»

di Marianna BertiwROMAContro il dilagare della corruzione gli
interventi in campo non bastano, soprattutto non funzionano, con
effetti «devastanti» sull'economia. A lanciare l'allarme è la Corte
dei Conti che, pur dando un giudizio positivo su diversi aspetti di
finanza pubblica, lamenta un ritmo di crescita «troppo modesto»,
mentre dalla spending review non arrivano risultati di sostanza. Uno
scenario che non permette di mandare in pensione le politiche di
«rigore» che restano ancora una «via obbligata» per l'Italia. E non
solo perché ce lo dice l'Ue, piuttosto lo «impone» l'elevato livello
di debito pubblico.

Le criticità del sistema vanno ad alimentare la
corruzione, un fenomeno la cui «diffusività» è probabilmente
sottovalutata vista «l'insufficienza» delle misure adottate,
sottolinea il procuratore generale, Claudio Galtieri, nella
requisitoria di quest'anno sul rendiconto generale dello Stato. Il Pg
punta il dito contro il ginepraio dei controlli «interni» ed
«esterni», «preventivi» e «successivi». Un «non sistema», dove
dominano «complessità» e «incongruenze». In un ambiente così le «zone
grigie» proliferano. Frodi e ogni altro genere di raggiri si annidano
poi proprio «nei settori in cui più alto è il livello di spesa», dalla
sanità alle infrastrutture pubbliche, con forti risvolti «distorsivi».

Per combattere le irregolarità un cambio di strategia sembra
indispensabile. Occorre «un approccio più sostanziale», una strategia
«sistematica» che non si fermi davanti a impostazioni dottrinarie che,
seppure sono «fondate in astratto», risultano «inadeguate in
concreto». Ma non basta: secondo la Corte c'è anche una questione
etica da recuperare. Ma, avverte Galtieri, si tratta di uno sforzo che
«non può essere lasciato alla conoscenza dei singoli».La ricetta
indicata dai magistrati contabili poggia su più leve e tra queste non
manca il riconoscimento del merito. La logica che preferisce il
livellamento alla differenziazione non paga anche sul fronte della
spending. Infatti, per la Corte nessuna breccia si è aperta nel «muro»
della spesa pubblica.

«A consuntivo» le misure messe in atto «non
hanno prodotto risultati di contenimento» a livello complessivo,
sottolinea il presidente delle sanzioni riunite in sede di controllo
della Corte dei Conti, Angelo Buscema, facendo notare «la centralità»
della Consip nelle politiche di contenimento. «Anche se - puntualizza
- è emersa nel corso degli anni l'esigenza di una verifica dei
risultati più rispondenti a dati reali». E poi, osserva,
«l'acquisizione di beni e servizi risulta ancora in prevalenza
effettuata con il ricorso alla procedure extra Consip». Il messaggio
che più volte ritorna nel giudizio sul rendiconto 2016, ripreso anche
dal presidente stesso, Arturo Martucci di Scarfizzi, sta nel non
abbassare la guardia sul risanamento dei conti.

«E' essenziale che il
nostro Paese mostri una ferma determinazione a perseguire una duratura
riduzione del debito pubblico», chiarisce Martucci. L'alternativa non
c'è: «Un rinvio del percorso di aggiustamento - avvisa - si
rivelerebbe oneroso e permanente». D'altra parte, insistono i
magistrati, «l'elemento di maggiore vulnerabilità dell'economia
italiana» è proprio «l'elevato livello del debito pubblico». Da qui
«ben di più di quanto non derivi dai vincoli fissati con le regole
europee» deriva la necessità di «tirare la cinghia». A proposito di
debiti, i magistrati registrano ancora ritardi nei pagamenti alle
imprese, nonché «il formarsi di significativi debiti fuori bilancio»
(2 miliardi nei ministeri).

E anche stavolta fa capolino il richiamo
alle «criticità» dovute «al mancato utilizzo delle risorse» derivanti
dai fondi Ue «nei tempi previsti». Il Paese deve recuperare e non solo
in termini di Pil, per cui è ancora «in ritardo rispetto alla ripresa
in atto negli altri principali» partner europei. «Nell'ambito della
complessiva strategia di controllo fiscale è importante - rimarca la
Corte - che si prosegua nell'attività di contrasto all'evasione, che
vede ancora l'Italia collocata in una posizione non favorevole nel
confronto internazionale».


Unione Sarda

Pigliaru all'opposizione: «Crisi? No, il Pds ci sostiene»
Replica a Pittalis sul caso Maninchedda. Le donne Pd: più presenti in direttivo

«Non c'è nessuna crisi in atto e non vedo elementi di allarme. Il
Partito dei sardi ha confermato di voler proseguire l'esperienza di
governo». Il presidente della Regione Francesco Pigliaru mette la
parola fine al capitolo delle dimissioni di Paolo Maninchedda
dall'assessorato dei Lavori pubblici.

CHIARIMENTO A sollecitare il governatore per riferire in aula sulla
situazione politica è stato il capogruppo di Forza Italia Pietro
Pittalis che, sulla mancata risposta, parla di «rifiuto molto grave».
Pigliaru, risponde nonostante «tutto sia avvenuto nella massima
trasparenza» e visto che si faceva riferimento allo scambio di lettere
tra lui e Maninchedda, dice: «Se c'è l'esigenza di inoltrare al
Consiglio le lettere lo faremo». Sui contenuti, è vero che si parla
anche della «fatica di governare, ma tutto è stato portato a
conoscenza dei nostri elettori e della comunità regionale». Dunque, la
richiesta di riferire in Consiglio «non è appropriata», sottolinea il
presidente.

DONNE E PD Nel Pd, intanto, emerge la questione della parità di genere
con una richiesta da parte delle elette e le iscritte al segretario
Giuseppe Luigi Cucca. L'obiettivo è «una segreteria che abbia
un'adeguata presenza femminile».

LA GIUNTA Via libera della Giunta allo stanziamento di 4,5 milioni di
euro da dividere tra i Comuni che hanno subìto la diminuzione degli
occupati nel settore della forestazione. A ogni amministrazione verrà
assegnato da un minimo di 34 mila a un massimo di 90 mila euro. Sono,
invece, oltre 6,8 i milioni di euro di contributi per lo spettacolo
dal vivo, musica, danza-teatro e residenze artistiche. Di questi fondi
60mila euro andranno ai nuovi organismi, 135mila euro alle residenze
artistiche e 6,6 milioni circa saranno distribuiti tra le altre
attività dello spettacolo dal vivo. Sarà Giuseppe Puligheddu il
rappresentante della Regione nel Cda della Fondazione Giorgio Asproni
di Bitti. Sono stati approvati anche i criteri per l'assegnazione dei
fondi (200 mila euro) alle associazioni di volontariato per la
sterilizzazione di cani di proprietà.
Matteo Sau

SELARGIUS. Il candidato del Pd guarda al futuro: opposizione leale senza sconti
Lilliu: sconfitta che fa male, abbiamo sfiorato il colpaccio

Deluso? «Molto. Abbiamo perso il Comune di Selargius per pochi voti.
Potevamo farcela, peccato davvero». Francesco Lilliu si abbandona a un
momento di comprensibile, personalissimo sconforto: ha vinto Gigi
Concu, espressione del centrodestra, per sole 250 preferenze al
termine di un ballottaggio disertato in massa dai selargini.
L'ANALISI Il candidato sindaco del centrosinistra accetta poi di fare
un'analisi più approfondita. Da politico. Anche per il ruolo che
ricopre nel Pd (segretario provinciale): «Abbiamo perso perché una
manciata di selargini, alla fine, ha preferito la continuità
amministrativa rappresentata dall'ex vice sindaco Gigi Concu rispetto
all'elettroshock che avevano programmato le nostre liste.

Noi non ci
stiamo a vedere Selargius, città di quasi trentamila abitanti, ridotta
al ruolo di paese dormitorio senza servizi e prospettive, in cui ci si
accontenta dell'ordinaria amministrazione. Porteremo avanti i nostri
discorsi in Consiglio dai banchi dell'opposizione. Senza sconti, con
lealtà. Lo dobbiamo ai nostri elettori, a chi ci ha sostenuto in
questi mesi. E perché siamo consapevoli di aver comunque ottenuto un
grande risultato: mai il centrosinistra a Selargius era arrivato al 48
per cento».

SODDISFAZIONE Dopo il periodo 2002-2007, i cinque anni di Mario Sau
sindaco sotto la bandiera dell'Ulivo, il Municipio è stato appannaggio
del centrodestra in una cittadina presidiata da esponenti di Forza
Italia come Mariano Contu (ex assessore regionale capace di piazzare
in Consiglio quattro nipoti al fianco di Gigi Concu) e Salvatore Cicu
(parlamentare ed ex sottosegretario alla Difesa) e in cui in questi
giorni si sono spesi molto anche i consiglieri regionali Michele Cossa
(Riformatori) e Alessandra Zedda (Forza Italia). «La strada giusta -
dice Francesco Lilliu - è quella tracciata da Massimo Zedda a
Cagliari: il centrosinistra unito alle forze autonomiste. Il nostro
exploit, sconfitta risicata compresa, lo conferma».
A chi lo accusa di essere stato assai poco battagliero
dall'opposizione durante l'ultimo scorcio della consiliatura guidata
dal sindaco Gian Franco Cappai, Lilliu replica: «Da subito
controlleremo ogni atto, ogni delibera, ogni determina di Giunta e
Consiglio, per il bene di Selargius».

I GRILLINI È scettica, su questo argomento, Valeria Puddu, candidata
sindaca grillina esclusa dal ballottaggio dopo il primo turno ma
capace di conquistare due seggi in Aula: «Sento puzza di inciucio,
saremo noi la vera opposizione a Gigi Concu perché eravamo solo noi a
voler cambiare davvero Selargius».
Paolo Carta


 Sassari 

Il sindaco ha accolto le dimissioni degli ultimi 4 assessori: il primo
vertice del Pd per ricomporre l'esecutivo sarà venerdì
La revoca della Giunta ora è effettiva

SASSARI
Ora l'azzeramento della giunta è ufficiale e definitivo e il Pd può
cominciare a sedersi attorno a un tavolo e ragionare sul futuro.Ieri
mattina il sindaco ha accolto la remissione delle deleghe da parte dei
quattro assessori rimasti, e ha decretato la revoca degli incarichi.
Ed ecco che subito il partito ha fissato per venerdì la prima riunione
utile alla definizione dei nuovi assetti dell'esecutivo. Nel frattempo
si susseguono anche gli incontri di coalizione, le conferenze di
capigruppo e tutto questo fermento del centrosinistra bloccherà
l'attività amministrativa di Palazzo Ducale. L'ultima seduta del
consiglio comunale che si è svolta regolarmente risale al 13 giugno. È
saltata l'eventuale convocazione di ieri e non risulta fissata ancora
alcuna riunione. Per questo motivo la volontà del Pd è quella di
chiudere il più rapidamente il confronto sulla ricomposizione di
governo. Il faccia a faccia di dopodomani riguarderà i segretari
provinciale e cittadino del Pd, e naturalmente i big a cui fanno
riferimento le varie correnti. Bocche rigorosamente cucite in questa
fase delicata di dialogo interno, e il primo a non rilasciare alcuna
dichiarazione è il sindaco Nicola Sanna.

L'amministrazione parla
esclusivamente attraverso un comunicato stampa: l'auspicio è l'avvio
di una collaborazione proficua e serena da parte delle varie anime del
partito e dagli stessi alleati della coalizione per una ridefinizione
rapida ed efficace dell'esecutivo. Se i buoni propositi dovessero
essere mantenuti, significa che sul tavolo verrebbero banditi
bilancini e pallottolieri. L'affidamento delle poltrone non sarebbe
cioè solo una questione di numeri in Consiglio e di pesi nel partito.
A guidare le scelte prevarrebbe la volontà di trovare rapidamente
degli accordi senza innescare ulteriori guerre intestine. E in questa
prospettiva non è detto che ci possa stare anche qualche riconferma
tra gli assessori dimissionari.

Tralasciando quelli che hanno sbattuto
la porta, come Gianni Carbini, Fabio Pinna, e Raffaella Sau per i
quali sarà necessario un lavoro di ricucitura anche sul versante
personale, per quanto riguarda Antonio Piu, Ottavio Sanna, Simone
Campus e Amalia Cherchi il sindaco ha lasciato aperto uno spiraglio.
«Sperando di poter riprendere con loro l'esperienza amministrativa
interrotta...».Ora, riprensentarsi con una giunta fotocopia ai
cittadini sarebbe un'operazione gattopardesca improponibile, però
qualche riconferma non è esclusa. Che aria tirerà in questi faccia a
faccia del Pd lo si potrà annusare già da venerdì, quando sarà chiaro
se il clima è da resa dei conti o prevarrà subito la distensione, la
mediazione e il compromesso. (lu.so.)


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Federico Marini

skype: federico1970ca

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