lunedì 18 dicembre 2017

Rassegna stampa 18 Dicembre 2017

Unione Sarda

Ex lavoratori senza aiuti: dramma sociale nell'Isola Ammortizzatori per oltre 100mila persone, ma c'è chi non ha nulla.

Questa è la storia di un operaio che si considera fortunato, in attesa di una chiamata per due mesi. «Quando riprendi a lavorare ti senti come se avessi fatto tredici al totocalcio», dice Ignazio Pala, 55 anni, così scoraggiato da pensare che una busta paga sia qualcosa di molto simile a un miracolo.

LA STORIA C'era una volta in Sardegna la Rockwool, multinazionale danese leader mondiale nella produzione di lana di roccia. «Ho lavorato lì dal 1997», racconta, «con un regolare contratto, prendevo circa 1200 euro e stavo bene, poi nel 2009 la società annuncia all'improvviso la cessazione dell'attività a Iglesias, e parte il licenziamento del personale. A giugno sono entrato in cassa integrazione, per un anno, con un assegno di 1000 euro, facevamo le occupazioni, nella speranza che le cose tornassero a marciare.

Nel 2011 è cominciata la mobilità, diventi “dipendente” Inps, prendi una media di 800 euro, che diminuiscono mese per mese. Nel 2013, la svolta: ricordo benissimo quel giorno, il 13 luglio, firmo un contratto a tempo indeterminato con l'Ati-Ifras, associazione di imprese che svolgeva servizi in convenzione con la Regione. Meno di tre anni e - siamo a febbraio 2016 - di nuovo il buio. Cinquecentoventi persone a casa», prosegue, «da gennaio di quest'anno sono in Naspi, la nuova “disoccupazione”, l'ultima indennità è stata di 610 euro. Dieci giorni fa ho firmato un contratto per un'assunzione che partirà dal 3 gennaio, a Igea, due mesi di corso di formazione e poi, se tutto va bene, altri 9 mesi. Andiamo avanti così, alla giornata, tra promesse e illusioni, senza poter fare progetti, prego solo di riuscire a raggiungere la pensione».

IL SOSTEGNO Ignazio Pala, nonostante «la grande amarezza», spiega che alla fine non sta poi tanto male, «rispetto a un sacco di altra gente che invece non ha veramente nulla», ha perso ogni diritto anche all'ultimo straccio di ammortizzatore sociale. «Gli strumenti di sostegno al reddito hanno subito una manomissione pesante da parte del governo Renzi, dal 2015 la fine della mobilità in deroga, nell'Isola ha creato un dramma sociale immenso», dice il segretario generale della Cgil Michele Carrus.

IL SINDACATO «Abbiamo fatto i salti mortali per dare copertura ai lavoratori, poi con il decreto Sud siamo riusciti a strappare un “paracadute” per le aree cosiddette di crisi complessa, ma solo per Portovesme e Porto Torres, nel Nuorese non hanno più nulla. Ancora: dobbiamo mettere in conto il ritardo dei pagamenti (stanno erogando adesso il 2014) l'eccesso di burocratizzazione e l'eterno conflitto tra Regione e Inps sui dati. Insomma: le politiche difensive del lavoro sono state completamente smantellate, bisogna puntare tutto su quelle attive, aprire cantieri, creare occupazione vera».

LA REGIONE Nel 2014 - ultimo anno di ossigeno per questi disperati - tra Cig e mobilità in deroga c'erano 26.763 richieste, fa sapere l'assessorato regionale al Lavoro. Nel 2015 ne sono state autorizzate 1191, nel 2016 poco di più, 1212. Gli altri sono praticamente in mezzo a una strada. «Per i lavoratori cessati dagli ammortizzatori», proseguono dall'assessorato, «sono state messe in campo misure come la Flexicurity, che per i primi 4000 fuoriusciti nel 2014 ha previsto tirocini di reinserimento e bonus». Ma è scomparsa anche la mobilità ordinaria, sostituita dalla Naspi per massimo 24 mesi e con un importo decrescente, inoltre è stata “riformata” la Cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria, con limiti più stringenti, maggiori oneri per i datori di lavoro e meno fondi, il che ha portato a una contrazione pesante del numero di ore autorizzate.

L'INPS Dice Piero Vargiu, presidente del Comitato regionale Inps che «nel 2016 le ore di Cig sono diminuite del 45,92%. Si è estesa la fascia di persone priva di qualsiasi forma di sostegno al reddito. La cancellazione delle legge 223/91, che garantiva una maggiore copertura temporale e previdenziale al lavoratore licenziato, e l'avvento della Naspi, hanno ridotto notevolmente la protezione». L'anno scorso 100.587 persone hanno usufruito di ammortizzatori sociali; le domande per la Naspi sono state 80.156, accolte 73.325. Le indennità di mobilità ordinaria sono state appena 956 (erano 2372 nel 2015) e 14.344 persone hanno incassato la mobilità in deroga terminale.

Cristina Cossu
«Pronti a governare l'Isola»
Ad Assemini gli attivisti Cinquestelle hanno discusso dei programmi
per la Sardegna
Il M5S prepara le Politiche ma guarda già al voto del 2019

Alle prossime elezioni regionali il Movimento 5 Stelle vuole giocare
un ruolo da protagonista. Possibilmente governare la Regione, visto
che «abbiamo dimostrato di saperlo fare laddove amministriamo»: a dare
la carica agli attivisti è il sindaco di Assemini Mario Puddu che, da
padrone di casa, ha aperto ieri mattina nella sala consiliare del
Comune la giornata pentastellata dal titolo “La Sardegna che
vogliamo”.

Un palco aperto ai contributi di tutti i militanti su dieci temi
chiave per cominciare a incamerare elementi per la prossima campagna
elettorale. Puddu è stato scelto da Luigi Di Maio, candidato premier
per il M5S, per curare la campagna elettorale nell'Isola. Un impegno
«gravoso e difficile, ma anche un onore», dice il sindaco, che chiede
però «l'aiuto di tutti per parlare con la gente». Per quanto riguarda
i compagni di viaggio, sebbene non siano previste alleanze, si
registra un'apertura al dialogo verso i movimenti autonomisti e
indipendentisti, purché non abbiano mai avuto esperienze di governo.
AL GOVERNO «Non siamo il partito del no, ma delle idee e delle
proposte», avverte Puddu, «e alle prossime Regionali sapremo trovare
la formula giusta per metterle in pratica». Il guanto di sfida è
lanciato ed è probabile che la campagna elettorale per le elezioni
politiche del marzo 2018 sia il punto di partenza della corsa al
governo regionale. «Abbiamo sempre lavorato a testa bassa e con la
schiena dritta», ricorda il sindaco di Assemini, orgoglioso di «aver
approvato il Puc dopo vent'anni».

Le esperienze virtuose dovranno essere messe a disposizione per un
progetto regionale: «La Sardegna ha bisogno di idee innovative, ma
anche di una classe politica in grado di metterle in pratica», osserva
Puddu, che riprende la frase di Beppe Grillo sul «pensare alla
politica immaginando al futuro dei propri figli».
Avere il traino a livello nazionale di un leader come Luigi Di Maio
non può che giocare a favore anche dei grillini sardi che, infatti,
ospiteranno nell'Isola il vice presidente «per un paio di giorni»,
conferma il sindaco di Assemini: «Ma negli altri 90 che ci separano
dalla data del voto dovremo essere noi a parlare con la gente». Nei
prossimi mesi, quindi, verranno creati gruppi di lavoro specifici per
elaborare un programma da raccontare ai cittadini.

STRATEGIE In casa Cinque Stelle non è ancora tempo di fare i nomi dei
candidati, anche perché è sicuro il passaggio attraverso la scelta
della rete: «Il percorso è solo all'inizio ed è prematuro pensare alle
persone che verranno individuate con la formula delle parlamentarie»,
sottolinea la deputata Emanuela Corda, «ma è necessario iniziare a
focalizzare i temi più importanti già in vista delle prossime elezioni
regionali».

La scelta della rete è una stella polare così come lo è la rinuncia
alle alleanze, che non vuol dire preclusione al dialogo. «Noi abbiamo
dei punti programmatici fissati», spiega il deputato Nicola Bianchi,
«se altre forze politiche condividono le nostre scelte si può
dialogare. Lo abbiamo fatto anche con il Partito democratico».
I portavoce del Movimento prevedono che le Regionali del 2019 saranno
cariche di temi autonomistici. Nessun problema, giurano: «Siamo nati
nel territorio e siamo consapevoli che i nostri rappresentanti si
sapranno identificare nelle tematiche territoriali».

I PUNTI Una buona parte di queste viene sviscerata durante la giornata
in cui si alternano numerosi contributi. I temi vanno dal lavoro ai
trasporti, dalla sanità all'energia: un panorama ampio per il
programma di governo. Relativamente al lavoro, Puddu sottolinea «la
vicinanza del Movimento 5 stelle alle imprese, visto che siamo gli
unici ad aver dato un aiuto concreto di 20 milioni di euro».
Durante gli interventi emerge la necessità di una sanità più giusta e
il concetto di energia democratica, puntando sulle rinnovabili: ma con
incentivi non alle multinazionali, semmai a chiunque voglia sfruttare
questa risorsa. Quanto ai trasporti, Bianchi, che fa parte della
relativa commissione alla Camera, punta su «un cambio di mentalità sul
trasporto pubblico locale in Sardegna, puntando sull'intermodalità».
Matteo Sau

La Nuova

Il M5s: siamo la prima forza E pensa già alle regionali
Politiche: Cotti, Corda e Vallascas verso la ricandidatura, Bianchi quasi fuori
All'assemblea di Assemini Puddu annuncia l'arrivo nell'isola di Di Maio

di Alessandro Pirina

I grillini si preparano per le elezioni. Il calendario dice che in
primavera ci saranno le politiche, ma loro sono già proiettati sulle
regionali del 2019. Non vogliono farsi trovare impreparati a un
appuntamento elettorale che, proprio a causa di divisioni interne,
avevano dovuto saltare quattro anni fa, rinunciando alla presentazione
della lista. E così ieri circa 300 tra iscritti e simpatizzanti si
sono ritrovati nella sala consiliare di Assemini, laddove il Movimento
5 stelle ha issato la sua prima bandiera nell'isola, con la conquista
del municipio nel 2013.

Ed è stato infatti il sindaco Mario Puddu a
fare gli onori di casa in questa assemblea di preparazione in vista
delle regionali. Presenti anche i parlamentari Roberto Cotti, Emanuela
Corda e Nicola Bianchi, le sindache di Carbonia, Paola Massidda, e di
Dorgali, Itria Fancello, consiglieri comunali di tutta l'isola.
Un'intera giornata in cui i vari iscritti a parlare hanno illustrato
le loro proposte. Per ora si tratta di semplici idee che potrebbero
entrare a fare parte del patrimonio politico del Movimento. Ognuno si
è presentato con una sua ricetta su turismo, fiscalità, lavoro,
ambiente, sanità, trasporti. «La Sardegna che vogliamo», ha
sottolineato in apertura della assemblea Puddu, che proprio nei giorni
scorsi è stato nominato referente della campagna elettorale per le
politiche da Luigi Di Maio, candidato a premier dei 5 stelle. Una
sorta di coordinatore regionale del movimento.

«Ma non sarò candidato
per il Parlamento», ha tenuto a precisare il sindaco di Assemini, che
in primavera dovrebbe correre per il secondo mandato nel Comune
dell'hinterland cagliaritano. Anche se non è escluso un suo impegno
alle regionali del 2019. Ovviamente ieri ad Assemini si è parlato
anche delle imminenti elezioni politiche. Puddu ha annunciato che
nella prossime settimane Di Maio farà più tappe in Sardegna. «Siamo la
prima forza in Italia ma anche nell'isola», ha ribadito più volte. Ma
prima delle elezioni vere e proprie gli elettori grillini saranno
chiamati a scegliere i propri candidati alla Camera e al Senato con la
parlamentarie. Ovvero le primarie on line a cui dovranno sottoporsi
anche i deputati e i senatori uscenti.

Hanno già dato la disponibilità
a ricandidarsi il senatore Roberto Cotti e i deputati Emanuela Corda e
Andrea Vallascas. Mentre sembra quasi certa l'esclusione di Nicola
Bianchi: il deputato di Sennori, infatti, era stato consigliere
comunale nel suo paese per poco più di un anno, ma il severo
regolamento del Movimento impedisce a un suo attivista di fare oltre
due mandati di fila, anche se parziali, in qualsiasi assemblea
elettiva. Chi sicuramente non sarà della partita è la deputata uscente
Paola Pinna, che eletta con i 5 stelle, era passata prima alla
montiana Scelta civica e poi al Pd.

Lorenzin: «Sì al centrosinistra»
La ministra della Salute ha auspicato una scelta analoga dell'Upc.
Eletti i segretari di Sassari e Alghero

di Gianni OlandiwSASSARISala piuttosto affollata quella del centro
polifunzionale del Quartè Sayal in occasione del congresso cittadino
dell' Unione Popolare Cristiana (Upc) al quale, viste le presenze, è
stata riservata una particolare attenzione. Era infatti presente la
ministra della Salute Beatrice Lorenzin. I lavori sono stati
presieduti da presidente nazionale dell'Upc, Antonio Satta, e dal
segretario cittadino Gianni Cherchi. Vi hanno partecipato esponenti
regionali del partito, una folta rappresentanza delle forze politiche,
associazioni, esponenti della società civile. Tra gli amministratori
anche il sindaco di Alghero, Mario Bruno. Il congresso prevedeva
l'elezione degli organi e la disamina della situazione politica
algherese e le prospettive future in vista delle prossime scadenze
elettorali. Particolarmente seguito dalla sala è stato l'intervento
della ministra della Salute che riferendosi al suo incarico di governo
e in particolare alla questione della obbligatorietà dei vaccini, ha
riferito di «aver recuperato nel corso dei cinque anni di mandato
situazioni al limite dell'incredibile».

A proposito del sistema
sanitario nazionale la ministra ha evidenziato i passi avanti portati
a buon fine ma ha anche evidenziato che si tratta di un settore nel
quale vano profuse energie e dove è necessaria una costante
attenzione. Ma Beatrice Lorenzin ha svolto anche un lungo passaggio di
natura politica. Ha infatti confermato in vista dei prossimi
appuntamenti elettorali la sua scelta di confluire nell'area del
centro sinistra e ha auspicato, rivolgendosi al presidente dell'Upc
Antonio Satta, di seguire lo stesso percorso anche per quanto riguarda
la Sardegna. Auspicio confermato dallo stesso Satta il quale ha però
evidenziato che la condivisione dell'area del centro sinistra è legata
alla lealtà politica e al rispetto dei ruoli e dei programmi. «In
ambito locale e in assenza di queste condizioni - ha detto facendo
riferimento ai casi dei comuni di Sassari e Alghero - sarà la
dirigenza locale a decidere valutando in autonomia gli interessi
generali delle collettività interessate».

Un tema sviluppato in maniera
più approfondita e con passaggi piuttosto duri dal segretario uscente
Gianni Cherchi in relazione alla esperienza dell'Upc nella coalizione
guidata da Mario Bruno e con la quale aveva partecipato alla vittoria
delle ultime amministrative algheresi svoltesi nel giugno del 2013. «È
stata proprio la mancanza di lealtà politica - ha detto - a
costringersi a uscire dalla maggioranza. Per il futuro vogliamo avere
le mani libere per affrontare i problemi della città con persone di
buona volontà che hanno a cuore gli interessi di un territorio che
continua a essere penalizzato dalla mancanza di idee e di un progetto
complessivo di sviluppo che porti benessere a tutti».

Sempre in
relazione al congresso cittadino dell'Upc da segnalare che Gianni
Cherchi è stato riconfermato alla carica di segretario. Eletto anche a
Sassari il nuovo segretario cittadino: è l'avvocato Pier Giorgio
Poddighe, che ha ricevuto l'incarico al termine del congresso
cittadino che si è celebrato nei giorni scorsi.


Fratelli d'Italia a convegno ieri a Cagliari. Murgia: movimento con
una visione nuova
«Cultura e paesaggio, non solo temi della sinistra»

Ci sono tematiche come cultura, ambiente e mondo giovanile che non
possono essere appannaggio soltanto della sinistra. Almeno secondo gli
esponenti di Fratelli d'Italia che ieri mattina a Cagliari hanno
aperto la strada verso un nuovo modo di concepire il partito.
«La nostra idea è costruire un movimento politico che abbia alcune
radici storiche ma sia nuovo nell'approccio e nel metodo di
comunicazione». Il deputato Bruno Murgia, non nasconde l'ambizione che
Fratelli d'Italia possa «essere una cosa diversa anche all'interno
della coalizione». Una prima ricognizione è stata fatta durante
l'incontro al quale hanno partecipato molti rappresentanti di
associazioni di categoria e professionisti. A tutti è stata data la
possibilità di offrire il proprio contributo per la fucina delle idee
da portare al tavolo della coalizione: «L'obiettivo è ragionare sulla
realtà di oggi e sulle cose da fare», spiega il consigliere regionale
Paolo Truzzu che riassume il seminario in un unico filo conduttore:
«la bellezza». Una suggestione in grado di guidare l'azione di
Fratelli d'Italia, attraverso «la bellezza della famiglia, delle
nostre comunità, dei giovani, delle imprese e nel riuscire a dare
risposte a chi ne ha bisogno», dice Truzzu.

La posizione è saldamente a destra, ma una destra «moderna che parla
di cultura e di paesaggio». Un passo in avanti con cui gli alleati del
centrodestra dovranno fare i conti visto che «non stiamo costruendo
alchimie politiche, ma una rivoluzione culturale sullo stile di vita e
sulle coscienze», sottolinea il coordinatore regionale, Salvatore
Deidda. «Non vogliamo contare le percentuali o il valore numerico di
ogni singolo partito, facciamo un programma serio con una prospettiva
di cinque o dieci anni».

Per quanto riguarda gli argomenti discussi durante la giornata, è
emersa la volontà di avere maggiori investimenti per l'Università,
salvare le comunità ragionando non solo sui numeri, affrontare la
politica in maniera più sobria e puntare a un ricambio generazionale.
(m. s.)

Cep, il rione dei nonni
In via Talete non c'è la prima elementare: mancano i bambini
L'età media dei residenti è ormai settant'anni

«Già, la droga. Ne ha ucciso tanti, molti di quei ragazzi ora non ci
sono più». Li ricordano bene, i “vecchi” del Cep, gli anni bui dello
spaccio, dell'eroina. Era il passato. Il quartiere, ora, si è
scrollato di dosso sofferenze e pessima reputazione. Quella nomea che
accostava il centro di edilizia popolare a siringhe maledette e
manette. Accadeva tra gli anni Settanta e Ottanta.

LA TRASFORMAZIONE È diventato un luogo tranquillo, il Cep. Distante,
se non in rarissimi casi che non fanno più statistica, dalle pagine
della cronaca nera. Però si è trasformato in un quartiere per vecchi.
Gli ex giovani rimasti nei palazzoni da dodici piani ognuno o nelle
case basse che incorniciano il rione stretto tra Asse Mediano,
quartiere Europeo e Pirri, sono oggi padri di famiglia e magari nonni.
I GIUDICI «Si sta tutto sommato bene. Bene rispetto a ciò che abbiamo
passato e subìto in quegli anni», spiega Antonio Contu, mentre in
piazza Pitagora separa accuratamente vetro e plastica per sistemarli
nei cassonetti della differenziata. In questo rione di mattoni rossi
che visto dall'alto ricorda la spirale della conchiglia di un
Nautilus, vive da quarant'anni. «Se un difetto ce l'ha, è quello di
non aver più negozi, servizi. Sono rimasti un supermercato in via
Talete, una panetteria e la farmacia, ma nella parte bassa». Distanti,
insomma, da piazza Pitagora, capolinea del “pollicino” del Ctm che
salva l'intero quartiere dall'isolamento e consente a tanti anziani di
raggiungere l'ufficio postale, il mercato di San Benedetto. La città,
insomma.

LE EMERGENZE Una tranquillità conquistata a fatica che nasconde però
non pochi problemi. Tra via Ruffini e via Flavio Gioia la notte - lo
chiedono i residenti - un po' più di luce non dispiacerebbe. Lampioni
guasti da tempo, un problema non più sopportabile. E poi le macchine
ormai inutilizzate ma lasciate lì, «a marcire in strada», lungo
l'interminabile curva di via Ruffini. E ancora i giardini. Che magari
avrebbero la necessità di più attenzione dal Comune. «Vengono,
puliscono - assicura Contu - ma una manutenzione straordinaria non
farebbe male al verde del Cep».

LA SPESA Maria Teresa Palma ha ottant'anni, il carrello della spesa al
suo fianco e tanta pazienza. Alla fermata del bus attende il Pollicino
per raggiungere i negozi. «Da quando hanno allungato il percorso verso
il quartiere Europeo, non è più lo stesso. Prima spaccava il minuto,
adesso è spesso in ritardo. Anche il mio cuore non è più lo stesso,
prima andavo da ogni parte a piedi, ora la salita mi costringe a
fermarmi anche tre, quattro volte». Non è la sola, tra le anziane del
Cep, a lamentare la carenza di servizi. «I grandi centri commerciali
hanno spazzato via i negozietti dei portici.

Per noi erano essenziali.
Ci hanno portato via anche l'ufficio postale», spiega Giovanna Manai,
da «una vita, ovvero quarantaquattro anni», residente al Cep.
Praticamente dagli albori di questo rione di casermoni e grattacieli
venuto su nella seconda metà degli anni Sessanta. Ci risiedevano,
allora, cinquemila persone. Oggi non ci sono più di 3.500 abitanti. E
- come racconta l'ultimo censimento - qui sono gli anziani a dominare,
facendo del Cep il rione “più vecchio” di Cagliari, dove la media dei
residenti si attesta sui settant'anni.

IN PARROCCHIA «All'oratorio molti bambini arrivano da fuori», racconta
Vincenzo De Martino, stretto collaboratore di don Gigi Xaxa, parroco
della chiesa intitolata alla Madonna del Suffragio che a ottobre ha
festeggiato i suoi cinquant'anni. Piccoli ospiti in trasferta anche e
soprattutto per il catechismo. Come se non bastasse, la scuola di via
Talete non ha, da quest'anno, la prima elementare. Motivo? «Non ci
sono bambini». È anche per questo che una parte di quella che un tempo
era un'affollatissima scuola oggi ospita la sede dell'Avis.
Andrea Piras

La Nuova

l sindaco di Alghero spiega la sua ricetta per rilanciare il Nord
ovest dell'isola. Bruno: facciamo sistemaper una stagione da 12 mesi

di Luca Rojch
SASSARI
Da calamità a calamita. Il sistema di accoglienza dei turisti cambia.
Il sindaco di Alghero, Mario Bruno, raccoglie la sfida lanciata dal
direttore della Sogeaal Mario Peralda, dalle colonne della Nuova. E
spiega quali sono le strategie. Anche se mette in evidenza quali sono
i gap strutturali che devono essere superati. «Ho apprezzato le parole
di Peralda e le condivido - dice Bruno -. Arriviamo da un periodo in
cui c'era un vettore monopolista Ryanair, che metteva i voli e li
riempiva. Questo sistema ha permesso all'aeroporto di crescere, ma
anche di diventare ostaggio di una compagnia. Ci siamo resi conto
degli errori. Spetta a noi fare diventare il Nord ovest una
destinazione appetibile. Noi dobbiamo fare la nostra parte. Sono certo
che chi gestisce l'aeroporto fa la sua». Bruno spiega la sua
strategia. «Abbiamo iniziato nel 2014 a creare una destinazione
turistica valida per tutto l'anno. Il balneare da solo non basta.
Abbiamo portato avanti alcune sfide come Alghero capitale della
cultura, o città dell'Unesco.

Ora abbiamo inaugurato una serie di
manifestazioni, con concerti ed esposizioni che dureranno nove mesi e
ha come padrini Paolo Fresu e Antonio Marras. Iniziative di qualità
che puntano a un turismo differente dal balneare. Portiamo avanti
anche grandi eventi come il rally, il campionato europeo di beach
soccer. In collaborazione con Pesaro partecipiamo all'anno Rossiniano.
Vogliamo caratterizzarci come città della cultura, della musica e
delle arti. Rivitalizziamo anche il brand del parco di Porto Conte».
Dati. Un po' di numeri possono aiutare per capire come Alghero può
crescere. È sempre il sindaco Bruno a darli. «Ad Alghero abitano
22mila famiglie, 7mila sono composte da una sola persona. I residenti
sono in gran parte anziani e donne. Il 25 per cento della popolazione
ha più di 65 anni. Solo il 10 per cento ha meno di 25 anni. Il 60 per
cento delle case è vuota per quasi tutto l'anno.

Il tasso di natalità
è appena dello 0,8 per cento, sotto quello sardo dell'1 per cento, che
è già bassissimo». Posti letto. Questi numeri da soli bastano in un
certo senso a indicare una via. Molte seconde case, pochi giovani e
anche pochi posti letto. «Manca una politica di alleanza in un'aera
più vasta. Olbia e Cagliari sono naturalmente portate ad avere un
sistema che si allarga ai comuni vicini. Noi no, il nord ovest della
Sardegna lo deve fare, deve mettere insieme tutto il territorio. Lo
deve fare anche dal punto di vista dei posti letto. Per me non sono
centrali, ma alcuni tour operator hanno detto che preferiscono altre
località perché nel territorio non ci sono posti letto sufficienti. Io
credo servano posti letto alberghieri di alta qualità. Servono 5
stelle, ma si devono adeguare anche quelli già esistenti».Il circolo.
Bruno mette in evidenza anche un altro aspetto.

«Noi facciamo un
grande sforzo, ma dobbiamo essere aiutati dai privati. In troppi
ancora tra ristoratori e albergatori chiudono nei mesi freddi. Ci
devono credere. Dobbiamo scommettere tutti insieme su questo
obiettivo. Non si possono appellare al fatto che i voli non arrivano.
In caso contrario si crea un circolo vizioso. Dobbiamo spezzarlo.
Anche per questo abbiamo deciso di consentire ai privati di entrare
nella Fondazione Alghero. Possono entrare nel capitale e avere una
maggiore voce in capitolo sulle scelte strategiche.

Abbiamo avuto un
incontro con l'assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas.
Abbiamo parlato di destinazione, di legge sul turismo e del ruolo
fondamentale che devono avere gli enti locali».Puc. Bruno mette
l'accento anche su un altro aspetto. «Questo è l'anno del Puc per
Alghero - conclude Bruno - e dobbiamo tenere presente nella sua
realizzazione che sono necessarie strutture ricettive e turistiche
aperte tutto l'anno».

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Federico Marini

skype: federico1970ca

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