mercoledì 6 febbraio 2019

La campagna per il centrodestra del re dei pubblicitari non piace al Psd'Az


La Nuova Sardegna

Sanna: bocciati i miei spot Solinas: io non ho deciso La campagna per il centrodestra del re dei pubblicitari non piace al Psd'Az

di Luca Rojch

SASSARI

Charlie Chaplin nel 1915 partecipò in incognito a un concorso in cui cercavano un sosia di sé stesso. Arrivò terzo. Albert Einstein nel 1895 venne bocciato in matematica. E forse anche il re della comunicazione, Gavino Sanna, rischia di vedere bocciati i suoi spot. Lui racconta di essersi visto respingere la sua campagna pubblicitaria a favore del candidato del centrodestra Christian Solinas, perché «troppo semplice, banale e copiata da quella del Quinto Moro». Ma il presidente del Psd'Az Antonio Moro ridimensiona il caso.

«Christian non ha bocciato nulla, spetta a lui l'ultima decisione e tra qualche giorno deciderà cosa fare». A raccontare la fine di un amore professionale è il guru del marketing, l'uomo che negli Usa ha vinto tutti i premi possibili: 7 Oscar della pubblicità, 7 Leoni d'oro a Cannes. In Italia ha inventato la pubblicità.

Le sue campagne per la Barilla, la Fiat, la Coca Cola e la creazione del personaggio Giovanni Rana sono solo alcuni dei suoi successi internazionali. Ma non nasconde il suo rammarico. «Beh non posso negare di essere rimasto sorpreso - racconta Sanna -. Sono stato cercato da Solinas. Ho parlato con lui al telefono e dopo le prime titubanze mi sono convinto ad accettare. Lui mi ha ringraziato e mi ha raccontato la sua idea della Sardegna».

Sanna è un vincente. Di sicuro da un punto di vista delle campagne elettorale. Nel 2004 ha curato la campagna elettorale alle Regionali per Renato Soru. Lo slogan era "Meglio Soru". Poi per Ugo Cappellacci "La Sardegna torna a sorridere". In mezzo la campagna per le politiche per Silvio Berlusconi contro Romano Prodi. Ma poi in un'intervista Sanna disse: «Per queste tre esperienze ho chiesto scusa a tutti i sardi, per avere portato al governo queste persone».

Solinas ci pensa, almeno nella versione ufficiale che dà il partito, e forse è sicuro di farcela da solo anche senza il re della pubblicità. Sanna spiega anche perché ha accettato di fare la campagna per Solinas. «Devo ammettere che ho un debole per il Partito sardo d'Azione - spiega -. Ero molto amico di Mario Melis. Un rapporto che si è rafforzato quando è venuto a Milano a trovarmi. Mi ha regalato un fermaglio dei Quattro Mori e mi ha detto che era il più antico che possedeva il partito. Da allora ho voluto bene ai quattro mori e al Psd'Az. Sono amico da tempo di Giacomo Sanna e Antonio Moro».

Sanna non riesce a nascondere l'amarezza. «Ci siamo incontrati ad Alghero in un ristorante. Abbiamo fatto anche una foto insieme. Gli ho detto di venire a Milano. Avevo deciso di fare questa cosa per me e per la Sardegna. Gli avevo fatto anche uno sconto per il prezzo. Ho iniziato a lavorare con entusiasmo. Ho messo giù 27 annunci. Ero felicissimo.

Ho telefonato e gli ho detto: "Vi mando il lavoro, fatemi sapere". Dopo qualche giorno sono stato contattato dai vertici del Psd'Az e mi hanno detto che la segreteria aveva bocciato la campagna. E che volevano parlare con me per fare un esame del lavoro. Ho pensato che fosse una cosa da pazzi. Sono rimasto allibito».Sanna entra nei dettagli. «Mi hanno detto che la campagna era debole e semplice».

E la butta sull'ironia. «Cosa posso dire, andrò a lezione di comunicazione». Poi ritorna serio. «Mi hanno detto che la campagna somiglia a quella fatta per il Quinto Moro nel 2013. Ma non è così». Il presidente del Psd'Az, Antonio Moro, replica con qualche imbarazzo, anche perché legato da una forte amicizia proprio con Sanna.

 «Il Psd'Az non ha bocciato l'idea di campagna posta da Gavino Sanna. Prova ne sia che non è al momento ancora uscita la campagna pubblicitaria di comunicazione di Christian Solinas al quale spetta l'ultima parola. Nelle prossime ore il candidato governatore deciderà quale campagna pubblicitaria sia adatta al messaggio e all'immagine che vogliamo dare alla Sardegna».

Articolo tratto da la Nuova Sardegna del 06 Febbraio 2019

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Federico Marini
skype: federico1970ca

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