mercoledì 7 agosto 2019

Mai più salvare naufraghi, mai più manifestare. Di Lucia Chessa.



Quindi da ieri c’è in Italia una legge secondo la quale, se il ministro dell’interno ritiene (così, a sentimento, senza un’ indagine, senza sapere chi c’è a bordo e senza bisogno di prove) che una nave caricando naufraghi abbia violato le norme sull’immigrazione clandestina, può impedirle l’ingresso nelle acque territoriali italiane e può impedirle di attraccare in un porto.

A quel punto, se il comandante forza il blocco perché una nave, prima o poi, a terra deve tornare, il comandante sarà arrestato, la nave confiscata, la sanzione potrà raggiungere il milione di euro. Salvare vite in mare è diventato pericolosissimo per la propria libertà e proibitivo sul piano economico.

Allo stesso tempo, molto pericoloso è diventato partecipare ad una manifestazione, fare resistenza passiva, anche non violenta, occupando uno spazio pubblico come per esempio una strada o una piazza, manifestare il proprio dissenso davanti ad un “pubblico ufficiale o un corpo politico e amministrativo dello stato”.

A scanso di equivoci è stata eliminata pure la possibilità che, nei processi che ne seguiranno, la resistenza sia valutabile come “di lieve entità”. Ecco! Come si chiama quel grillino che ha detto di aver votato si perché “la politica è sangue e merda”? No, non è la politica che è merda. Sei tu che la fai diventare tale.

Di Lucia Chessa

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