mercoledì 13 novembre 2019

L'arresto a Roma di Abdullah Ocalan


(13 novembre 1998) A Roma viene arrestato il leader del PKK Abdullah Ocalan, arrivato a Roma il 12 novembre 1998 ed accompagnato da Ramon Mantovani, deputato di Rifondazione Comunista. Il leader del PKK si consegnò spontaneamente alla polizia italiana, sperando di ottenere asilo politico, ma la minaccia di boicottaggio verso le aziende italiane spinse il governo D'Alema a ripensarci, attirando su di sé critiche per la sua mancanza di coraggio.

Il governo decise di far partire Abdullah Ocalan, ufficialmente, con la formula di un “allontanamento volontario”: il giorno prima di partire Ocalan scrisse una lettera in cui sosteneva di aver deciso spontaneamente di lasciare l’Italia, anche se molti pensarono che fosse stato costretto a farlo. Gli furono proposte diverse destinazioni, principalmente in Africa (Guinea, Guinea Bissau, Mali, Sudafrica), ma Ocalan le rifiutò, ritenendole poco sicure. Si fecero numerose ipotesi, ma non era facile trovare un paese disposto ad accogliere il capo del PKK. Dopo 65 giorni in Italia, il 16 gennaio 1999, Ocalan fu convinto a partire per Nairobi, in Kenya.

Proprio a Nairobi Ocalan fu condannato a morte il 29 giugno del 1999 per attività separatista armata, considerata terrorismo da Turchia, Stati Uniti ed Unione europea. La pena è stata commutata in ergastolo nel 2002, allorché la Turchia abolì la pena di morte (anche per far parte dell'Unione Europea). Da allora è l'unico detenuto dell'isola-prigione di Imrali, un carcere di massima sicurezza.

Il suo arresto provocò immediatamente una serie di massicce proteste di Curdi e non, che in vari Stati presero d'assalto le sedi diplomatiche greche. Essi ritenevano che il loro capo fosse stato tradito proprio dai Greci e che proprio questi lo avessero consegnato al nemico. Anche in Italia, a causa dell'arresto, vi furono manifestazioni di protesta: a Roma sfociarono in scontri che portarono a perquisizioni ed arresti. Perché Ocalan è considerato un eroe dal popolo curdo della Turchia? Perché dal 1923, ovvero da quando esiste la Repubblica Turca, i curdi non hanno mai avuto il diritto di esprimersi nella loro lingua, di avere libri e giornali nella loro lingua, di avere loro partiti politici.

Ocalan a partire del 1978, cioè dalla fondazione del PKK, il partito dei lavoratori curdi, ha fatto della liberazione del Kurdistan turco una priorità per il popolo curdo, servendosi anche di metodi terroristici: attacchi alle caserme turche, ai politici turchi ma anche agli stessi curdi ritenuti collaborazionisti del governo.


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