mercoledì 14 febbraio 2018

Rassegna stampa 14 Febbraio 2018


Rimborsi, è alta tensione nel M5S Di Maio: boomerang per chi ci attacca Puddu: «Noi prendiamo provvedimenti contro chi tradisce». Bianchi: «Ho versato 171mila euro»

Luigi Di Maio adotta la linea dura, si prepara a cacciare via dal Movimento 5 Stelle «le mele marce», che hanno truccato rimborsi e restituzioni, e annuncia le ultime tappe della campagna elettorale. Tra queste ci sarà tempo per un ritorno a Cagliari, il 19 febbraio alle sette di sera, al centro congressi della Fiera. In Sardegna il caso rimborsi non sembra preoccupare i pentastellati che, anzi, si preparano al contrattacco. Di Maio incassa l'incoraggiamento anche di Alessandro Di Battista «sei sulla strada giusta» e dichiara di aver restituito 370 mila euro.

L'ELENCO Sulla pagina del M5S c'è l'aggiornamento sui controlli «per mettere fuori dalla porta quelli che non hanno donato tutto quello che avrebbero dovuto». C'è anche un elenco delle persone per le quali sono state riscontrare irregolarità e sono: Andrea Cecconi, Carlo Martelli, Maurizio Buccarella, Ivan Della Valle ed Emanuele Cozzolino. A loro è stato chiesto di provvedere a versare quanto dovuto.

IL PRINCIPIO «Non mi aspetto che tutti siano onesti e puri, quello che ci contraddistingue, però, è che noi prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non lo è stato». Mario Puddu, sindaco di Assemini e coordinatore della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in Sardegna, non si nasconde davanti al caso dei rimborsi, ma traccia il solco tra i pentastellati e gli altri partiti. Perché «non siamo davanti a un'azione illecita, ma al tradimento di un principio», sottolinea Puddu. Poi, ben venga la linea dura annunciata da Luigi Di Maio che servirà a «tutelare il valore dell'onestà in cui crediamo profondamente».

I VANTAGGI Trovare la via d'uscita ottimale è un aspetto sul quale si è concentrato lo stesso Di Maio, convinto che la valanga di accuse sul caso dei rimborsi avrà un effetto boomerang sugli altri partiti. Al comitato elettorale il candidato premier ha fatto notare che «per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro, mentre gli altri si sono intascati fino all'ultimo centesimo». In ogni caso, è certo che, concluse le verifiche, «per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento». L'orientamento dei penta stellati è che nessun esponente di altri partiti possa dare lezione di trasparenza. «Stiamo parlando di mancate restituzioni», spiega Puddu, «in certi partiti non sanno nemmeno cosa voglia dire restituire una parte del proprio stipendio».

I CONTI Nel Movimento 5 Stelle è l'ora della resa dei conti, visto che i parlamentari devono comunicare il rendiconto delle restituzioni allo staff di Luigi Di Maio. Un compito al quale non si sottrae Andrea Vallascas, deputato uscente, impegnato a ricostruire la storia delle sue personali restituzioni: «Per me non ci sono problemi», racconta, «sto verificando che non ci siano eventuali errori». Il clima nello staff di Luigi Di Maio è comunque teso, anche perché il caso coinvolge altri parlamentari, chiamati a mettersi in regola con le restituzioni entro 24 ore.

«NESSUNA LEZIONE» Anche Vallascas, però, non accetta che il Movimento finisca sul banco degli imputati, soprattutto quando a muovere le accuse sono esponenti di altri partiti. Il deputato tira in ballo la vicenda dei fondi ai gruppi del Consiglio regionale per cui «è stato richiesto il rinvio a giudizio di parlamentari ed esponenti di rilievo del Pd, il cui segretario nazionale accostava la situazione dei rimborsi al craxismo e Mario Chiesa». E sul leader dem, Matteo Renzi, si scaglia anche il deputato uscente Nicola Bianchi che non si è ricandidato a causa della regola dei due mandati. Bianchi posta su Facebook il rendiconto di ciò che ha versato durante la sua attività da parlamentare: «In 57 mesi ho restituito al fondo del Microcredito 171.006,23 euro». A corredo Bianchi presenta anche le ricevute bancarie e poi punta il dito contro Renzi: «Non solo non ha mai restituito un centesimo, ma ha rubato i soldi dei cittadini e portato nel baratro la nazione».

CONTRATTACCO È la rete a partire al contrattacco sui rimborsi, attraverso un elenco vuoto con l'intestazione che recita: «Ecco l'elenco dei deputati, senatori e consiglieri regionali del Pd che si sono tagliati almeno un po' lo stipendio». Lo stesso format c'è anche per Forza Italia ed è un modo con cui la base del M5S rimanda le
accuse al mittente.

Matteo Sau


Unione Sarda

La Confartigianato dà il voto ai parlamentari sardi
L'associazione ha giudicato chi ha rappresentato meglio le istanze
delle 6000 imprese

Fare il parlamentare significa rispondere al proprio elettorato e
tradurre in pratica il programma del proprio partito. Ma anche fare
sintesi delle richieste dell'infinità di lobby che rappresentano le
categorie e chiedono in continuazione provvedimenti legislativi.
Confartigianato all'inizio della legislatura ha fatto otto richieste
ai parlamentari sardi per conto delle seimila imprese che rappresenta
e cinque anni dopo ha messo in un dettagliato un report chi li ha
ascoltati e chi ha tradotto in fatti le loro istanze.

Ne è scaturita una sorta di classifica che, come hanno spiegato il
segretario e il presidente regionale dell'associazione Stefano Mameli
e Antonio Matzuzi, «riguarda esclusivamente il lavoro fatto per le
imprese e non l'attività in generale dei parlamentari».

La base del lavoro di Confartigianato è una piattaforma che si chiama
Lobbying web e registra quotidianamente l'attività dei parlamentari:
interrogazioni, interpellanze, emendamenti, disegni e proposte di
legge, risoluzioni, mozioni. All'attività squisitamente parlamentare
sono stati aggiunti parametri quali la disponibilità a incontrare
l'organizzazione, le risposte alle loro mail, la presenza alle
assemblee, la rendicontazione del lavoro fatto.

Il lavoro di ciascuno è stato tradotto in una scheda dettagliata con
tutto ciò che hanno prodotto. Sulla base di questi parametri dieci
parlamentari sono stati giudicati migliori degli altri: sul podio ci
sono Silvio Lai del Pd, Pierpaolo Vargiu dei Riformatori e Andrea
Vallascas dell'M5S. Seguiti da Emanuele Cani, Ignazio Angioni, Siro
Marrocu, Giovanna Sanna e Romina Mura e Lello Di Gioia del Pd e
Luciano Uras di Campo progressista. Vallascas e Vargiu sono gli unici
che non hanno fatto parte della maggioranza.

Altri sei parlamentari si sono occupati in piccola parte delle
tematiche delle imprese, dieci non se ne sono occupati per niente.

La Nuova

Confartigianato ha stilato le pagelle dei parlamentari uscenti più produttivi
Nella top ten Angioni, Uras, Cani, Marrocu, Mura, Di Gioia e Giovanna Sanna
Lai, Vallascas e Vargiu promossi dalle imprese

di Stefano Ambu
CAGLIARI
La pagella prima del voto del 4 marzo. L'ha consegnata Confartigianato
ai parlamentari sardi. Il risultato? Semaforo verde e coccarde per chi
ha dimostrato di essersi occupato dei problemi e delle aspettative
delle imprese artigiane. Semaforo rosso invece per chi, secondo il
report dell'associazione, si è interessato del settore solo con "atti
marginali". I magnifici 10 sono i senatori uscenti Pd Ignazio Angioni
e Silvio Lai, Luciano Uras (Campo progressista) e i deputati Pd
Emanuele Cani, Siro Marrocu, Romina Mura, Lello Di Gioia, Giovanna
Sanna, Andrea Vallascas del Movimento 5 stelle e Pierpaolo Vargiu dei
Riformatori. Doppia coccarda di merito per Lai, Vallascas e Vargiu.

Bollino rosso ("atti marginali riguardanti direttamente l'impresa e
concertazione marginale") per i senatori Roberto Cotti e Manuela Serra
(M5s), Emilio Floris (Forza Italia), Luigi Manconi (Pd) e i deputati
Roberto Capelli (Democrazia solidale- Centro democratico), la grillina
Emanuela Corda, Mauro Pili di Unidos, Paolo Vella di Forza Italia,
Gian Piero Scanu del Pd, Settimo Nizzi, Fi, deputato fino al 2016. In
mezzo, con il semaforo giallo, i senatori Giuseppe Luigi Cucca (Pd) e
Michele Piras (Mdp) e i deputati Nicola Bianchi (M5s), Paola Pinna
(Pd), Francesco Sanna (Pd), Caterina Pes (Pd) e Bruno Murgia (FdI)
subentrato nel 2016.

«Non sono voti sull'attività parlamentare in
generale - dice il presidente Antonio Matzutzi - ma un giudizio di una
parte della società che noi rappresentiamo su chi ha prestato maggiore
attenzione al nostro mondo». Per ogni parlamentare è stata realizzata
una scheda con le proposte di legge presentate, gli ordini del giorno,
gli emendamenti e ogni singola attività in favore delle realtà
imprenditoriali, secondo quanto reso pubblico dai siti di Camera e
Senato. Dati che sono poi stati incrociati con i "fabbisogni" delle
realtà produttive. Nello stesso documento, viene anche espressa una
valutazione di ogni singolo rappresentante secondo l'attività di
relazione avuta con Confartigianato in Sardegna dall'inizio della
legislatura.

Confartigianato ha poi presentato le proprie proposte per
la prossima legislatura: ridurre la pressione fiscale e semplificare
il sistema tributario, favorire l'accesso al credito delle imprese,
sostenere la crescita e la competitività, proseguire e migliorare gli
interventi per il lavoro e la formazione, costruire un percorso di
successo per Impresa 4.0 e l'utilizzo del digitale.

Unione

Renzi: noi diversi da quelli che odiano e protestano
«Il Pd speranza contro chi urla»

LATINA «Non lascio il Paese a quelli che ci trattano da rincoglioniti,
che ci vogliono far vivere nella paura, che ci vogliono far tornare
indietro sui diriti civili e sociali». Lo ha detto Matteo Renzi in un
incontro a Latina. «La speranza è il Pd, con tuti i nostri difetti e
errori. O la politica la facciamo noi, con i volontari e i militanti,
o ce la fanno gli altri, quelli che urlano e odiano e che hanno da
ridire sempre».

«Noi non siamo come dice Di Battista: io rivendico l'onestà del Pd, la
bandiera dell'onestà non appartiene al M5s», ha aggiunto il segretario
del Pd. «Sui rimborsi il punto centrale non è la somma, perché il Pd
ha fatto risparmiare non 20 milioni in diversi anni ma in un anno 38
milioni, ma il fatto che loro pensano che la gente crede a tutto
quello che dicono loro», ha proseguito Renzi. «Dobbiamo fare un passo
in avanti per non continuare con la logica dello spread, con il
rischio di fare la fine della Grecia. Se lo facciamo, scommettiamo
sugli italiani», ha detto ancora l'ex premier.

«Ora sulla sicurezza siamo sotto attacco, nessuno che dica che quel
potenziale serial killer non ha sparato solo a questi ragazzi ma anche
alla sede del Pd. Di fronte a questi eventi», ha proseguito, «è
sconvolgente che il Paese non si unisca e non si metta insieme e dica:
dobbiamo dare tutti una mano al governo e al ministro. E invece
polemiche contro il Pd, il governo, Minniti. Il Pd», ha concluso, «è
con quelli che rifiutano la violenza, l'odio e il rancore. Sulla
sicurezza non abbiamo nulla di cui vergognarci».


Alghero - Aperta la campagna elettorale del Pd: I candidati: «Niente
promesse facili»

Grande partecipazione all'avvio della campagna elettorale del Pd,
lunedì all'hotel Catalunya, dove sono stati presentati i candidati
Silvio Lai, Gianfranco Ganau e Gavino Manca.
A fare gli onori di casa è stato il segretario cittadino dei
democratici Mario Salis, che ha rappresentato la squadra proposta dal
Pd come «la più preparata e significativa per il territorio». Il
sindaco Mario Bruno ha rappresentato i dati e i numeri che, a suo
giudizio, confermano l'attenzione di governo e regione nei confronti
della città che amministra.

«Mai come in questi anni – è stato detto -
Alghero ha ottenuto importanti risorse grazie al lavoro di squadra di
parlamentari, consiglieri regionali e giunta comunale». Infine
l'appello per il voto del 4 marzo. «Non si possono lasciare le sorti
del governo nelle mani di chi ha portato l'Italia ad una situazione di
crisi che ci aveva visto perdere ogni tipo di credibilità in Europa -
hanno detto i tre candidati - Ma allo stesso tempo non ci si può
affidare a chi un giorno dice di voler uscire dall'UE e il giorno dopo
cambia idea, a chi fa dell'incompetenza un requisito per poter fare
politica. Niente promesse facili, dunque, ma la necessità di parlare e
proporre cose concrete». (c. fi.)

La Nuova

Milia, il pm parla il 22 marzo Udienza rinviata per Udc e Pd

CAGLIARILa posizione processuale di Sergio Milia, l'ex assessore
regionale ai Beni culturali imputato di peculato nel procedimento per
l'uso illegale dei fondi ai gruppi, sarà discussa il 22 marzo, quando
prenderà la parola il pm Marco Cocco. Milia è il solo tra gli ex
consiglieri dell'Udc ad aver scelto il giudizio abbreviato
condizionato all'esame di un testimone. Per tutti gli altri il gup
Giovanni Massidda deciderà sul rinvio a giudizio sia il 22 marzo che
il successivo 29.

I loro nomi: Silvestro Ladu (già condannato nella
prima inchiesta), Pasquale Onida ed Eugenio Murgioni tutti di Fortza
Paris. Mentre per l'Udc ci sono Roberto Capelli, Giorgio Oppi, Sergio
Obinu, Renato Lai, Sergio Marracini, Franco Cuccu, Tore Amadu,
Gianfranco Cappai, Andrea Biancareddu, Alberto e Vittorio Randazzo.E'
saltata anche l'udienza preliminare che riguarda il gruppo del Pd e
quello di Progetto Sardegna (legislature 2004-2009), la cui posizione
doveva essere trattata nella stessa udienza preliminare di ieri
mattina.

Il giudice Massidda ha fissato il nuovo appuntamento per il
12 aprile. Sono imputati di peculato gli ex consiglieri regionali
Silvio Lai, Siro Marrocu, Tarcisio Agus, Antonio Biancu, Mario Bruno,
Giuseppe Cuccu, Mariuccia Cocco, Ignazio Calledda, Elia Corda,
Angelina Corrias, Carmelo Cachia, Renato Cugini, Vincenzo Floris,
Alessandro Frau, Giovanni Giagu, Gianluigi Gessa, Gavino Manca,
Salvatore Mattana, Giovanni Battista Orrù, Stefano Pinna, Giuseppe
Pirisi, Nazareno Pacifico, Chicco Porcu, Francesco Sabatini, Simonetta
Sanna, Beniamino Scarpa, Giacomo Spissu, Alberto Sanna, Giovanni Tocco
e Giommaria Uggias.

Nuovi ingressi in consiglio
Meloni al posto di Demontis Nell'Udc debutto di Sechi

CAGLIARI
Due nuovi consiglieri regionali per il Partito democratico e l'Udc. Il
primo è Valerio Meloni, che nei banchi del centrosinistra sostituirà
Salvatore Demontis. Un cambio della guardia resosi necessario dopo le
dimissioni di Demontis, nominato nel frattempo direttore del Consorzio
industriale di Sassari.

Valerio Meloni, che è stato già consigliere
nella XIV legislatura e da mesi nello staff dell'assessore
all'agricoltura Pierluigi Caria, fa parte della corrente dei
popolari-riformisti, mentre Demontis è un soriano. Tra l'altro è
firmata proprio dal consigliere dimissionario una delle proposte di
legge sull'urbanistica ancora ferme in commissione.

La seconda
sostituzione è purtroppo legata alla scomparsa, una decina di giorni
fa, di Peppino Pinna, storico e appassionato consigliere regionali
dell'Udc e, tra l'altro come ricordato dal presidente Gianfranco
Ganau, «era una persona ben voluta da tutti». Al suo posto subentrerà
Gian Filippo Sechi, primo dei non eletti per la lista dello Scudo
crociato.

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Federico Marini
skype: federico1970ca


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