lunedì 9 ottobre 2017

Noi, il fronte ampio e unitario del cambiamento, pensiamo al futuro da riconquistare: agli autori della scissione a puntate guardiamo con distacco e andiamo avanti. Di Elisabetta Piccolotti.


Vi svelo un segreto. 

In questi giorni i media parleranno di una nuova scissione a sinistra, e stanno già scrivendo che il gruppo di Mdp subirà l'ennesima separazione con i deputati di Campo Progressista che andranno in gruppo autonomo.  Il segreto che nessuno dice, ma che a sinistra tutti sanno, è che non c'è alcuna nuova scissione: è sempre la stessa da qualche anno, ed è una scissione a puntate. Io per scherzare - ma nemmeno tanto - da tempo uso l'espressione 'trasloco di scissione'. 

La ispira sempre la stessa idea e si produce attraverso le stesse pratiche. In fondo stesse sono anche le teste che la guidano, anche se cercano ogni volta di coinvolgere una variegata compagnia, in cui finiscono per ritrovarsi in buona fede persone con posizioni critiche, ma che non condividono l'obiettivo finale di chi innesca il letale meccanismo.

Quasi sempre per lo spregiudicato progetto si cerca, e spesso si trova, la faccia di un leader presentabile, un leader buono, capace di parlare al mondo più largo possibile, visto che quella che agisce la scissione è una testa d'ariete molto molto stretta.

Dalla scissione di Gennaro Migliore (il quale non ha seguito pedissequamete il copione che altri avrebbero voluto e ha avuto il merito di parlar chiaro, andare dritto dove voleva andare e metterci la propria faccia), a quella recente che si è prodotta al primo congresso di Sinistra Italiana, fino alla separazione di ieri di Campo Progressista da Mdp la logica è la stessa. 

Mi spiego schematicamente: 
- la tesi degli scissionisti a puntate è che ci sia un solo campo utile per fare politica e che questo campo sia il Partito Democratico. E questo a prescindere dai contenuti e dalle scelte politiche da esso realizzate.

- le pratiche prevedono la formazione di una corrente interna/esterna al soggetto in cui momentaneamente si milita, l'uscita di una serie di appelli e documenti tra i più vaghi del mondo, in cui quasi mai si esplicita con chiarezza l'obiettivo reale, e infine la rottura repentina e forzosa, prima che possa prodursi l'espressione democratica della base della forza temporaneamente "ospite". La manovra infatti è sempre tesa a far più danno possibile al soggetto politico da cui si esce. 

- il copione è facile: descrivere il soggetto da cui il gruppo in questione si scinde come un luogo di pazzi minoritari e testimoniali, come un soggetto destinato a non superare lo sbarramento, come la cosa rossa rossissima, come la Sinistra Arcobaleno, come la deriva estremista e gruppettara della sinistra. Più volte spingi i giornalisti a pronunciare la parola Bertinotti meglio è, oggi all'uopo si può usare anche la parola D'Alema.

L'obiettivo finale è, sul lungo periodo, quello indicato con sincerità da Migliore: entrare nel Pd. Ma può conoscere delle articolazioni: ad esempio può conoscere la creazione di una lista satellite del Pd come momento di passaggio, utile ad aggregare la maggiore forza possibile per avere un terreno di contrattazione con il Pd stesso.

Potrei anche fare dei nomi, almeno si capirebbe chi va assolto perché è finito in questa giostra senza condividerne meccanismi e finalità. Ma non li faccio, non è interessante e rischia di non aiutarci a chiudere questo capitolo il più in fretta possibile. 

A me basta renderci consapevoli del motivo per cui tutti - ormai nessuno escluso a sinistra - abbiamo dovuto vivere questo patema e del perché c'è sempre qualcuno che di notte disfa la tela che il giorno è stata tessuta. 

Intorno per fortuna c'è la nuvola di un dibattito serio che abbiamo fatto e continueremo a fare, com’è giusto: perché sappiamo che alla fine la buona politica quasi sempre vince. Quindi non temete, ascoltate il tg con distacco e mettiamoci al lavoro: c'è bisogno di tante persone serie che non si facciano scoraggiare da queste astratte manovre. Ora più che mai. Il peggio è passato e chiarezza è stata fatta. Al resto penseranno gli storici, se mai avranno voglia di occuparsi di una storia misera come questa. Noi, il fronte ampio e unitario del cambiamento, pensiamo al futuro da riconquistare.

Di Elisabetta Piccolotti.


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