martedì 10 ottobre 2017

Rassegna stampa 10 Ottobre 2017

La Nuova.

L'obiettivo: raccogliere consensi oltre il bipolarismo destra-sinistra L'associazione Sardos si presenta

ABBASANTA È nata solo qualche mese fa e oggi ad Abbasanta tiene un'assemblea dei soci, simpatizzanti e aspiranti iscritti: è l'associazione Sardos, che ha il dichiarato intento di «dare un luogo fisico di confronto a chi vuol mettere in campo nuove e moderne idee di governo socio-culturale-economico della Sardegna, facilitando il dialogo nell'area politica dell'autodeterminazione» affermano i promotori. L'appuntamento è nella sala del Centro servizi Losa, nei pressi dell'omonimo nuraghe sulla 131.

Si comincia con una relazione introduttiva del presidente Alberto Filippini che illustrerà le finalità e gli scopi sociali di Sardos. Seguirà, a cura di Mariolino Andria e Giuseppe Corongiu, la presentazione dei 9 laboratori tematici, lanciati sul web in estate e a cui hanno comunicato già l'adesione circa 600 persone: riguardano zootecnia, turismo, trasporti, spopolamento, ambiente, cultura-istruzione-lingua sarda, agroindustria, zona franca e sanità. Chiude i lavori il giornalista Anthony Muroni.

L'associazione è reduce dal successo del concerto-evento su ambiente e paesaggio "Mama Sardinia" e aveva già organizzato un'assemblea fondativa a maggio a Santa Cristina. A luglio, a Laconi, aveva lanciato una proposta di legge per l'insegnamento della storia a scuola. Dopo la presentazione a Cagliari, netta la posizione anche contro la nuova legge urbanistica. «Ora - dicono i vertici di Sardos - si punta a un confronto con la vasta area dell'astensionismo e in chi non si riconosce nel bipolarismo destra-sinistra, giudicato convergente nel provocare i ritardi strutturali della Sardegna».


Unione Sarda

Orlando: «Basta larghe intese Il Pd deve guardare a sinistra»
L'annuncio dalla colonia penale di Isili: più agenti anche nelle carceri sarde

Il futuro del Pd è all'interno di una coalizione di centrosinistra. Il
ministro della Giustizia Andrea Orlando non ha dubbi sui confini dello
schieramento e sugli alleati che ne devono far parte. Per questo
«l'apertura di Renzi a sinistra è un segnale positivo», anche se
adesso «aspettiamo di consolidare questa linea: non basta una frase
detta durante la direzione del partito».

LA VISITA Un ragionamento più politico che il Guardasigilli esprime
durante la visita alla colonia penale di Isili, nella mattinata
dedicata ai risultati del progetto Liberamente. Ad accoglierlo i
deputati del Pd Siro Marrocu, Emanuele Cani, Romina Mura e Paola
Pinna, l'assessora al Lavoro Virginia Mura, il vicepresidente del
Consiglio regionale Eugenio Lai e l'eurodeputato del Pd Renato Soru.
Orlando si sofferma anche sui problemi delle carceri, dove la carenza
di personale rappresenta un problema più volte denunciato dai
sindacati. «Presto ci saranno duemila guardie carcerarie in più e
anche la Sardegna avrà la sua quota». E arriveranno 3 milioni di euro
per riqualificare le tre colonie penali isolane.

ALLEATI Il centrosinistra è uno solo e il ministro ribadisce: «Mi sono
battuto in questi anni per raggiungere l'obiettivo». Stop dunque alle
larghe intese, perché i partiti della sinistra sono i veri
interlocutori. «Vediamo se c'è la volontà di interloquire con Mdp e
tutte le forze della sinistra, anche sul tema della legge elettorale»,
dice Orlando, che si prepara a «un confronto anche sulla legge di
Bilancio e soprattutto sul programma per i prossimi anni».
Quanto alla riforma elettorale, il Rosatellum bis «non è la legge
migliore, ma è un primo passo».

Sollecitato a un parere sulla doppia
preferenza di genere, assente dalla legge elettorale sarda, Orlando
invita a colmare la lacuna, sottolineando che «se ci fosse anche per i
due rami del Parlamento, sarebbe un apripista fondamentale».
LE DIFFICOLTÀ Ritornando ai problemi del mondo carcerario, l'esponente
del governo ammette che anche in Sardegna c'è una grave carenza di
personale a cui «daremo risposta immettendo nei prossimi mesi 2000
unità in tutta Italia». Impossibile, per ora, sapere quante
arriveranno nell'Isola.

Nel settore della giustizia un'altra carenza riguarda il numero dei
cancellieri: «Abbiamo indetto il concorso che si concluderà nelle
prossime settimane, è stato molto difficoltoso perché si sono
presentati in 77mila».

LA DENUNCIA DI PILI Nelle ore della visita a Isili, per altro, il
deputato di Unidos Mauro Pili attacca il ministro per «la rivolta dei
25 terroristi jihadisti rinchiusi nel carcere di Bancali, a Sassari:
da tre giorni tengono sotto scacco il braccio del penitenziario a loro
riservato e lasciato perennemente senza agenti». Una rivolta che però
«deve restare nascosta», aggiunge Pili citando una circolare del
Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che minaccerebbe
sanzioni per chi facesse trapelare questi fatti.

IL PROGETTO È la prima volta che un ministro visita la colonia di
Isili, una struttura immersa nel verde che risponde all'obiettivo di
utilizzare il regime di detenzione per avviare un nuovo percorso di
vita. Il progetto Liberamente nasce per offrire un'opportunità di
inserimento professionale agli ospiti delle Colonie penali. Nel suo
intervento il ministro si sofferma più volte sull'importanza delle
colonie penali agricole, ma soprattutto evidenzia la necessità che i
detenuti possano «sviluppare una competenza spendibile sul mercato».
Il progetto mira a formare figure professionali in grado di promuovere
le ricchezze ambientali, culturali e identitarie della Sardegna.

LA RINASCITA «Dobbiamo evitare lo stigma che si portano dietro le
persone anche dopo la detenzione. Una cosa tipica del nostro Paese».
Andrea Orlando richiama il concetto di «umanità» utilizzato anche
nella Costituzione per ipotizzare un sistema carcerario moderno. Il
pregiudizio può essere letale, tanto che «ci sono state difficoltà
quando con l'Anci abbiamo firmato l'accordo per coinvolgere i detenuti
nei lavori comunali». Un esperimento rivelatosi poi vincente e che
porta il titolare del dicastero a un monito: «Non sono soddisfatto, le
colonie penali si utilizzano ancora troppo poco».

OPPORTUNITÀ Immergersi nel verde della struttura di Isili offre uno
spunto di riflessione anche sull'utilizzo turistico di questi che «non
devono essere luoghi della paura». La giornata di ieri ha permesso di
valorizzare le diverse aree della colonia penale aperta al pubblico.
Dopo il convegno, in un'arena all'aperto, Piero Marras ha cantato i
testi scritti dai carcerati e da lui musicati. Poi, il pranzo,
caratterizzato dai prodotti della colonia penale: ieri luogo di
incontro e socialità.
Matteo Sau

Legge elettorale, primo via libera Regge l'asse Pd, FI, Lega e Alfano
La commissione Affari costituzionali incarica il relatore di
presentare la norma in Aula

ROMA Primo via libera alla legge elettorale. La commissione Affari
Costituzionali della Camera ha dato mandato al relatore Emanuele Fiano
di riferire in Aula sul Rosatellum Bis con il voto favorevole di Pd,
Ap, FI, Ala, Lega, Civici ed Innovatori e fittiani di Direzione
Italia. Contrari Mdp, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italia e Fratelli
d'Italia.

L'appuntamento è alle 15 di martedì prossimo. Sono circolate
indiscrezioni che parlavano di fiducia che verrà posta sul
provvedimento, ma esponenti Pd le hanno smentite. «Abbiamo votato
contro - spiega Alfredo D'Attorre di Mdp - perché con questa legge
elettorale è impossibile fare vere coalizioni basate sul programma. Il
Rosatellum bis è un imbroglio che produrrà coalizioni finte, senza la
condivisione di un programma e di un progetto».

COALIZIONE AVVANTAGGIATE «Noi abbiamo fatto, come richiesto, una legge
che spinge alle coalizioni e che punta all'aggregazione nel nostro
Paese, per permettere un governo che abbia una stabilità», ribatte
invece il relatore della legge, Emanuele Fiano. «Chi oggi si scopre
anti coalizioni deve spiegarlo lui agli elettori di centrosinistra».
Senza appello la bocciatura di Danilo Toninelli a nome dei 5Stelle.
«Merdellum» è l'appellativo affibbiato dal Movimento alla legge
elettorale, «ed è anche poco, perché fa capire la puzza che solleva il
mercimonio cui stiamo assistendo, ma non quanto male può fare a questo
Paese». Toninelli si scaglia contro «le coalizioni, le ammucchiate, il
raddoppio delle pluricandidature, i favori alle liste civetta,
l'assenza di preferenze. Insomma, questa legge ha tutti i difetti del
Porcellum, ma li peggiora».

BOCCIATA LA NORMA ANTI-CAV Prima del mandato sono stati bocciati
alcuni emendamenti sulla figura del capo delle forze politiche che
concorreranno alle elezioni. Mdp ha tentato, con un emendamento, di
indicare non il capo politico della forza politica, ma piuttosto il
programma elettorale comune della coalizione. Sullo stesso tema, ma
bocciate entrambe, due proposte etichettate come “blinda-Berlusconi” e
“anti-Cav”. La prima, proposta da Fi poi ritirata, prevedeva che
diventa capo della coalizione il leader del partito che ottiene più
voti. La seconda, invece, era stato proposto dai 5 Stelle per vietare
che sia capo della forza politica chi è ineleggibile (come Berlusconi).

BERLUSCONI ALLA FINESTRA Secondo la legge Severino, peraltro, l'ex
premier non può essere eletto né ricoprire cariche governative. Ad
ogni modo, visto che l'emendamento “anti-Cav” è stato bocciato,
Berlusconi potrà comunque dare le carte da capo della forza politica.
Gli azzurri sono convinti che la Corte europea dei diritti umani
deciderà a favore di Berlusconi, che tornerebbe in scena. Approvate,
invece, poi due norme sulla raccolta firme. La prima, già etichettata
Salva Mdp, prevede che i partiti che si sono formati prima del 15
aprile 2017 siano esentati dalla raccolta delle firme.


Sinnova, sfila la scuola intelligente
L'ultimo giorno della manifestazione dedicato agli studenti che hanno
partecipato a Iscol@ Pigliaru ai sindaci: «Si uniscano per progettare istituti moderni»

Ieri gli scuolabus li hanno accompagnati in un posto diverso. Niente
banchi e lavagne ma gli stand della Manifattura Tabacchi, a Cagliari.
E per una giusta causa: mostrare ciò che hanno imparato a fare a scuola.
Sono i ragazzi dei 38 istituti aderenti a “Tutti a iscol@”, progetto
della Regione contro la dispersione incentrato su laboratori didattici
innovativi e integrati con la tecnologia. Tutti in Manifattura, nel
contesto di Sinnova, per una specie di esame finale. Una dimostrazione
pratica dei laboratori realizzati nell'ultimo anno scolastico.

ROBOTICA E CODING Qualche esempio: robotica educativa, aeromobili a
pilotaggio remoto, inchiostro conduttivo, disegno e costruzioni,
fabbricazione digitale, creatività urbana 3D, coding e pensiero
computazionale. Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, è
felice quanto i bambini. «È bellissimo vedere questi corridoi animati
da tantissimi laboratori», ha detto, «il digitale, anche quello legato
al gioco, crea l'entusiasmo di cui abbiamo enorme bisogno per
contrastare la dispersione scolastica: parla il linguaggio dei giovani
e offre loro nuove motivazioni.

Il nostro progetto sulla scuola, con
Iscol@ e Tutti a Iscol@, è uno tra i più ricchi e articolati esistenti
oggi in Italia sull'istruzione - ha aggiunto - stiamo finanziando gli
interventi per connettere tutti gli istituti con la fibra, stiamo
migliorando gli edifici scolastici già esistenti e stiamo spingendo
perché sempre più Comuni si uniscano per progettare scuole di
territorio nuove e moderne adatte quindi ad accogliere la migliore
didattica».

TECNOLOGIE E GIOCHI Poi, «laboratori, tecnologie, giochi e
sperimentazioni mostrano quanto stiamo facendo sul fronte della
didattica nel nostro piano straordinario per la scuola. Infatti, «se
con Iscol@ diamo alle nostre bambine e bambini, ragazzi e ragazze,
edifici scolastici accoglienti e sicuri, adatti agli insegnamenti di
oggi, con Tutti a Iscol@ ci mettiamo dentro il software: è il nostro
contributo perché possano avere una didattica adeguata ai tempi, che
li metta nelle condizioni di competere con i migliori e dia loro
strumenti efficaci per affrontare e costruire il futuro».

«TUTTI CONNESSI» C'è anche l'assessore all'Istruzione, Giuseppe
Dessena: «Oggi questo luogo fantastico diventa un hub che connette le
istituzioni, le imprese, le scuole e i ragazzi». Tantissimi ragazzi
che «si sono incuriositi e appassionati e attraverso la tecnologia
stanno migliorando la loro capacita di apprendimento. Alla fine il
nostro obiettivo era proprio questo». Dessena ha anche partecipato a
una tavola rotonda con il direttore generale di Sardegna Ricerche,
Giorgio Pisanu, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale,
Francesco Feliziani e Annalisa Bonfiglio, presidente del CRS4. «Le
scuole intelligenti non sono solo quelle che si dotano della
tecnologia ma quelle che in modo intelligente fanno entrare le
tecnologie al suo interno», ha detto Bonfiglio, mentre Feliziani ha
precisato che «fare innovazione all'interno della scuola non è solo
creare dei laboratori ma anche mettere i docenti nelle condizioni di
poterli utilizzare».

SETTEMILA VISITATORI Pisanu, invece, ha tracciato il bilancio della
quinta edizione del salone promosso in collaborazione con la Regione e
l'assessorato alla Programmazione. In tre giorni settemila persone
hanno visitato la Manifattura Tabacchi; solo ieri sono stati duemila e
cinquecento i visitatori, tra studenti e docenti degli istituti
scolastici di tutta l'isola. «Questo dimostra che la scelta di aprire
il salone alle scuole è vincente. La scuola deve attrarre i ragazzi e
per farlo deve restare al passo con i cambiamenti tecnologici della
realtà quotidiana». Sinnova si conferma, insomma, «come l'hub dove
ogni anno si danno appuntamento i protagonisti dell'ecosistema
regionale dell'innovazione, dalle imprese alle istituzioni, le
Università e i centri di ricerca».
Roberto Murgia

LANUSEI. Il medico è l'unico candidato in lizza
Balloi verso la segreteria Pd

Un solo candidato in corsa per la segreteria provinciale del Pd. È
Carlo Balloi, di Loceri, primario di cardiologia all'ospedale di
Lanusei. Unico in lizza per sostituire Davide Burchi, sindaco di
Lanusei che a luglio aveva rimesso il mandato di segretario
provinciale nelle mani dell'assemblea. «Una candidatura unitaria».
Questo l'unico commento dell'ex sindaco di Loceri.

Nell'agenda del neo segretario molti temi cruciali, a cominciare dalla
vertenza sanità. Portata a termine con successo la battaglia per la
sala emodinamica Balloi dovrà gestire i delicati rapporti con al
giunta regionale amica. In ballo il futuro dell'ospedale di Lanusei
alla luce della riforma sanitaria in discussione in Consiglio.
Dopo solo qualche mese di attesa gli iscritti al Partito democratico
dovranno presentarsi ai seggi per eleggere il nuovo segretario.
Qualche giorno prima saranno chiamati al voto anche quelli di Tortolì.
Dopo quasi due anni di sede vacante dovranno eleggere il sucessore di
Mario Deiana.

Il partito in Ogliastra gode di ottima salute almeno alla luce degli
ultimi risultati elettorali. A Lanusei la lista a base Pd, guidata
dall'allora segretario Burchi, ha trionfato alle comunali e sindaci Pd
governano in molti centri del territorio, come Baunei. Pd è anche
l'unico rappresentante ogliastrino in Regione, Franco Sabatini.
Le elezioni sono fissate per il 23.

La Nuova

Non chiedono asilo e dovrebbero essere rimpatriati entro una settimana
Ma in assenza di strutture sono liberi di viaggiare anche senza documenti
Algerini fuori controllo emergenza nell'isola

di Claudio Zoccheddu
SASSARI

Bachir Hadjadj è ritornato in Europa passando da Cagliari. Il 36enne
algerino era stato espulso a maggio dalle autorità belghe perché in
possesso del pedigree del perfetto jihadista. Un episodio che ha
smascherato un buco nero nella strategia dell'accoglienza in cui si
infilano centinaia di algerini che riescono a limitare i controlli al
minimo indispensabile e che spariscono dai radar delle forze
dell'ordine subito dopo l'arrivo in Sardegna.I fantasmi della
migrazione in arrivo dall'Algeria lo sanno e si comportano di
conseguenza. Per evitare di finire nei centri di accoglienza e
ritornare in strada praticamente all'istante è sufficiente non
richiedere asilo, venire bollati come "non aventi diritto
all'accoglienza" e ottenere un foglio di espulsione da rispettare
entro sette giorni. Con mezzi propri.

Nell'isola non esistono i
"centri di permanenza per i rimpatri" e l'unica alternativa in mano
alle forze dell'ordine è il foglio di via, con la speranza che i
destinatari del provvedimento seguano le procedure. Il corto circuito.
Nella settimana di tempo che ogni ospite indesiderato ha a
disposizione per fare i bagagli e ritornare sui suoi passi, però, può
succedere qualsiasi cosa. Anche che - come nel caso di Bachir Hadjadj
- un 36enne sospettato di terrorismo salga sulla nave che collega
Cagliari con Civitavecchia utilizzando come documento proprio il
foglio di via.

Un episodio che sembra trasformare la Sardegna nella
rampa di lancio per l'Europa di possibili terroristi. Ne ha parlato
anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che aveva
chiesto più volte l'intervento del ministro degli Interni Marco
Minniti per "garantire l'espatrio immediato" di chi rifiuta l'asilo. I
viaggi e i controlli. I migranti fantasma prendono il mare dalle
spiagge algerine a bordo di piccole imbarcazioni che impiegano dalle
dieci alle dodici ore di navigazione per raggiungere i lidi del
Sulcis. Le dimensioni ridotte degli scafi rendono complicata la
localizzazione e la maggior parte dei passeggeri, infatti, riesce a
sfuggire ai pattugliatori delle forze dell'ordine e a sbarcare in
Sardegna: «L'80 per cento degli algerini che arrivano nel Sulcis viene
rintracciato dopo l'arrivo e identificato da una task force della
polizia - spiega Giovanni Secci, appuntato scelto della Guardia di
finanza che si occupa proprio della gestione dei flussi migratori -.

Quando invece sono i nostri pattugliatori, quelli della Guardia
costiera o i mezzi dell'agenzia europea Frontex a intercettare i mezzi
in arrivo, il nostro compito è comunicare la notizia al centro di
coordinamento internazionale di Roma che fa scattare i meccanismi
dell'identificazione che precedono quelli
dell'accoglienza».L'identificazione. Con le imbarcazioni provenienti
dalla Libia non ci sono mai troppi problemi: «I migranti vengono
accolti, medicati e identificati. La maggior parte chiede asilo e
viene destinata ai centri di accoglienza in base alle loro
caratteristiche - spiega Fabrizio Selis dell'Ufficio immigrazione
della Questura di Cagliari -.

Il discorso si complica con gli algerini
perché quasi tutti non chiedono l'asilo politico e non ottengono
quindi il diritto all'accoglienza». Un dettaglio che, in assenza dei
centri in cui dovrebbero essere destinate le persone in attesa di
rimpatrio perché non in possesso dei requisti necessari per restare in
Europa, apre uno spiraglio all'immigrazione incontrollata di centinaia
di persone. Nei primi tre giorni di ottobre dall'Algeria sono arrivati
108 persone, 106 uomini e solo 2 donne. A settembre, invece, quelli
intercettati erano stati 474. Molti di loro hanno sfruttato la falla
nel sistema di accoglienza sardo che, probabilmente, potrebbe non
essere l'unica: «Tutte le persone fermate dopo gli sbarchi vengono
sottoposte ad accurati controlli medici e subiscono una pre-intervista
in cui devono comunicare le loro generalità fino al riconoscimento -
spiega ancora Fabrizio Selis -.

Chi si presenta sprovvisto di
documenti continua il ciclo di interviste e le sue impronte digitali
vengono incrociate con le banche dati della polizia e con quelle
dell'Interpol». Una procedura che funziona quasi sempre ma che ha
avuto un problema quando si è trattato di identificare il 36enne
algerino arrestato venerdì a Roma. In questo caso, però, dalla polizia
non arrivano informazioni: «Purtroppo non possiamo rispondere perché
sono la attività investigative sono ancora in corso», commenta Selis.
Quello che invece non è un mistero è ilo meccanismo che permette agli
algerini, e a chiunque non chieda asilo, di evitare i centri di
accoglienza: «In questi casi vengono avviate le procedure di rimpatrio
che i destinatari dovrebbero attendere in stato di detenzione
all'interno dei centri specializzati - concludono dall'ufficio
immigrazione -. Purtroppo questi centri non sono disponibili e dunque
viene loro consegnato il foglio di espulsione e gli viene ordinato di
lasciare l'Italia entro sette giorni. Chiaramente durante questo
periodo vengono tenuti sotto controllo e sono sempre rintracciabili».

Prove di unità a sinistra con Fratoianni Civati e Gotor
SASSARILe varie anime della sinistra si danno appuntamento a Sassari
in vista delle elezioni politiche di primavera. Venerdì Sinistra
Italiana organizza una giornata per dibattere sul futuro della
Sardegna e ovviamente della sinistra. A confrontarsi Nicola
Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, Pippo Civati, leader di
Possibile, e Miguel Gotor, di Mdp Articolo 1. Appuntamento al centro
sociale San Giorgio a Li Punti. La giornata si aprirà alle 10.30 con
gli interventi di Omar Chessa (Articolo 1),

Giovannino Deriu
(Rifondazione), Roberto Mirasola e Giovanni Tendas (Si), Gesuino
Muledda (Rossomori), Francesco Soro (Possibile), Claudia Zuncheddu
(Sardegna Libera), Patrizia Marongiu (Pci), degli ex assessori
regionali Massimo Dadea e Maria Antonietta Mongiu e dell'urbanista
Sandro Roggio. I lavori, introdotti dal segretario regionale di Si
Antonello Licheri, riprenderanno alle 16.30 con Fratoianni, Civati e
Gotor. Al dibattito, coordinato dal giornalista Costantino Cossu,
parteciperanno il segretario regionale Cgil Michele Carrus, Lilli
Pruna, Fiorella Tilocca e Maria Graziella Serra di Si, Gaetano Galia
dei Salesiani, Franco Uda di Arci.


Via libera al «Rosatellum 2.0» Resta l'incognita franchi tiratori

legge elettorale
di Francesco Bongarrà
ROMALa commissione Affari costituzionali della Camera ha dato il via
libera al «Rosatellum 2.0». La nuova legge elettorale, il cui relatore
è Emanuele Fiano (Pd) approderà nell'Aula di Montecitorio il prossimo
10 ottobre, quando dovrà affrontare l'incognita dei franchi tiratori,
che potrebbero entrare in azione sui voti segreti: dovrebbero essere
una novantina, su altrettanti emendamenti relativi al meccanismo di
trasformazione dei voti in seggi. Tanto che proprio Ettore Rosato si
appella al Parlamento: «Ora sia responsabile», ha scritto dopo
l'approvazione. Intanto sul piede di guerra Movimento Cinque Stelle,
Sinistra italiana e Mdp che annunciano battaglia su un testo che
bollano senza appello come «pessimo» ed «inaccettabile». Se fino ad
ora il «patto a quattro» ha retto, resta alta l'allerta sulla tenuta
dei gruppi parlamentari, tanto che continua ad aleggiare l'ipotesi che
il governo possa ricorrere alla fiducia. Ma questa mossa, che sarebbe
indigeribile soprattutto per Mdp, non blinderebbe comunque totalmente
il Rosatellum 2.0. Gli eventuali franchi tiratori, infatti, potrebbero
far sentire il loro peso al voto finale sul provvedimento, su cui in
base al regolamento di Montecitorio è possibile chiedere la votazione
a scrutinio segreto.

Sia il governo sia i vertici del Pd smentiscono
l'ipotesi fiducia, che pure da tanti è stata ventilata nei giorni
scorsi. «Credo che ci siano le condizioni perché il testo passi anche
al Senato», sostiene il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato,
secondo cui «c'è la compattezza di tutti i gruppi». Tuttavia, certezze
assolute non ce ne sono. «E' chiaro che esiste il rischio dei franchi
tiratori, ed è un rischio impossibile da calcolare», ammette lo stesso
Rosato, che comunque taglia corto: quello della fiducia sulla legge
elettorale «e' un argomento che non abbiamo nemmeno affrontato». Un
concetto, questo, ribadito dal relatore Fiano: «Non ne abbiamo mai
parlato». Ma queste rassicurazioni non convincono Mdp: «Se davvero
qualcuno pensa che si possa mettere la fiducia sulla legge elettorale,
per la seconda volta nella stessa legislatura, sappia che non
resteremo a protestare nel Palazzo ma porteremo nelle piazze l'Italia
democratica», avverte il capogruppo di Mdp, Francesco Laforgia.

A favore della nuova legge elettorale si sono espressi il Partito
democratico, Forza Italia, Lega, Ap, i fittiani di Direzione Italia, i
verdiniani di Ala ed i Civici e Innovatori. Hanno votato contro
Movimento 5 Stelle, Mdp, Sinistra italiana e Fratelli d'Italia. In
commissione non ci sono state sorprese. Bocciati gli emendamenti sul
capo della coalizione, a partire da quello anti-Berlusconi di M5S che
avrebbe impedito di indicare come leader un soggetto incandidabile ed
ineleggibile in base alla legge Severino, ed approvati quelli che
dimezzano il numero delle firme per presentare le liste, esonerando
Mdp da questo adempimento. Nella maggioranza che promette di
sostenerla, nessuno considera il Rosatellum 2.0 come la migliore legge
elettorale possibile. Neanche il Pd che, in fondo, l'ha scritta.
Tuttavia, tutte le forze politiche sottolineano positivamente il fatto
che le regole per votare tra qualche mese vengano partorite dal
Parlamento e non da una sentenza della Corte costituzionale e che si
sia una armonizzazione tra Camera e Senato.

L'ex primo cittadino di Loceri è l'unico ad aver presentato una candidatura
Segreteria Pd, in corsa solo Balloi

TORTOLÌIeri alle 13, termine ultimo per la presentazione delle
candidature a segretario provinciale, nella sede del circolo del
Partito democratico di Tortolì-Arbatax alla presenza della
coordinatrice della commissione congressuale, Carla Manca, è stata
"depositata" ufficialmente soltanto quella del locerese Carlo Balloi.È
chiaro che, a questo punto, il primario di Cardiologia del presidio
ospedaliero Nostra Signora della Mercede di Lanusei, nonché ex primo
cittadino di Loceri, sarà il successore di Davide Burchi (eletto
sindaco di Lanusei) alla guida del Pd Ogliastra.

Non essendo state
presentate altre candidature, appare evidente che sul nome di Carlo
Balloi è stata trovata un'unità di convergenze fra le "anime" della
stessa forza politica. Lunedì 23 ci sarà l'ufficializzazione, insieme
a quella delle varie liste collegate, frutto dei vari circoli
ogliastrini. E proprio rispetto a questi, si sanno già le date dei
congressi di vari circoli del territorio dell'ex provincia, in
programma fin a domenica 22. Venerdì 13 si inizierà con quello di
Girasole-Lotzorai. Martedì 17 sarà la volta di quello di Villagrande
Strisaili. Tortolì-Arbatax lo terrà venerdì 20, così come
Elini-Ilbono. Il giorno successivo sarà la volta di Barisardo, di
Lanusei e di Jerzu.

Per quanto attiene il circolo di Tortolì-Arbatax,
è da poco meno di due anni, per la precisione 21 mesi, senza
segretario. Ovvero da quando, nel gennaio 2016, rassegnò le proprie
irrevocabili dimissioni Mario Deiana. Nella cittadina è ben noto a
tutti, da tanti anni, lo "strappo" esistente fra le due maggiori anime
interne al Partito democratico. Sarà molto difficile che all'assemblea
congressuale in programma nella serata di venerdì 20 riesca a trovare
un nome comune sul quale puntare per il rilancio del partito. (l.cu.)

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Federico Marini
skype: federico1970ca


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