lunedì 2 ottobre 2017

Rassegna stampa 02 Ottobre 2017

Tariffe e infrastrutture: finale di partita per far rinascere Alcoa

Ci sono le tariffe energetiche competitive benedette dall'Unione Europea, è quasi siglato l'accordo sulla bonifica della falde inquinate e vanno avanti gli interventi infrastrutturali previsti a Portovesme: in cinque anni intensi di vertenza, per la prima volta sul caso Alcoa non ci sono ostacoli insormontabili all'orizzonte. Per gli addetti ai lavori, dopo tante battaglie e mille disoccupati lasciati in dote al Sulcis, potrebbe essere vicino il momento della svolta. Lo sperano i lavoratori, rimasti orfani di una busta paga; lo sperano i sindacati, che non tengono più il conto dei vertici svolti in questi anni.

L'ENERGIA Il capitolo più spinoso da sempre, ovvero quello delle tariffe energetiche, ha trovato una soluzione con un mix di misure (interrompibilità, superinterrompibilità e oneri di dispacciamento) che tutte insieme garantiscono tariffe competitive per tutte le industrie energivore, inclusa la fabbrica ex Alcoa. Lasciato alle spalle anche il solito scoglio di Bruxelles, che già in passato, a più riprese, aveva bocciato le tariffe speciali confezionate dai vari Governi come “aiuti di Stato”. Le misure attuali, sottoposte preventivamente alla temuta commissione Concorrenza, hanno ricevuto il via libera. Il provvedimento che taglia le bollette elettriche è stato inserito nella Legge europea 2017 ed è già stato approvato dalla Camera, nei giorni scorsi ha avuto il via libera anche dalla commissione Politiche Comunitarie del Senato.

LA BONIFICA L'altro nodo che ha rallentato la vertenza Alcoa, cioè la bonifica della falda acquifera inquinata di Portovesme, sta per essere superato. La bonifica interessa tutte le aziende presenti nel polo industriale e dopo un lunghissimo braccio di ferro con il ministero dell'Ambiente, si è arrivati ad un'intesa: saranno le stesse aziende a finanziare il risanamento, il Consorzio industriale sarà l'attuatore della bonifica. Una soluzione che fa chiarezza su quanto ogni azienda deve sborsare per ripulire la falda. Proprio ciò che da tempo chiede Alcoa per poter chiudere in via definitiva la questione ambientale.

IL DRAGAGGIO Ancora, c'erano i deficit infrastrutturali, prima fra tutti il fondale del porto industriale, che impedisce l'attracco dei grandi mercantili. Una mancanza che costava ogni anno all'Alcoa circa 10 milioni in più di trasporti. Ora il dragaggio del porto, con fondi del Piano Sulcis, è stato dato in appalto e si è nella fase autorizzativa. Eliminati gli ostacoli, c'è da dire che il Governo garantirà all'acquirente della fabbrica un contratto di sviluppo, con soldi freschi da investire negli impianti di Portovesme. Sono due le società
in corsa: Sider Alloys, che ha già fatto la due diligence in stabilimento e ha una trattativa in esclusiva con Invitalia fino al 31 ottobre, e Glencore, tornata sulla scena con una manifestazione di interesse a fine agosto. Ad attendere ci sono circa 800 lavoratori, ora disoccupati.

LE SPERANZE «Non tifiamo per nessuno, il nostro unico obiettivo è che la fabbrica riparta - dice Bruno Usai, delegato della Fiom Cgil – e che abbia una buona prospettiva. Certo, siamo preoccupati perché speriamo che tutto si definisca entro l'anno, o scadranno gli ammortizzatori sociali. È sempre più urgente che il ministro Calenda ci convochi». Il fattore tempo è la preoccupazione principale per i lavoratori. «La vertenza deve essere chiusa al più presto – sottolinea Romeo Ghilleri, delegato Fsm Cisl - se per dicembre non ci sarà nulla di definito ci troveremo con 360 operai senza mobilità». «Ora che ci sono tutte le condizioni - dice Renato Tocco, delegato Uilm – vogliamo che si chiuda finalmente la partita, tenendo presente che il tempo a disposizione è pochissimo e che la soluzione deve garantire una certa prospettiva».

Antonella Pani


Unione Sarda

La Giunta avvia le consultazioni per approvare la legge entro l'anno
I primi passi della Finanziaria «Soldi per imprese e famiglie»

L'obiettivo è correre, approvare la legge Finanziaria entro dicembre
per dare in fretta le risposte che la gente si aspetta. «La ripresa
economica è cominciata, e con una manovra che diventa operativa nei
tempi giusti possiamo supportarla al meglio», spiega l'assessore a
Programmazione e bilancio, Raffaele Paci, che ha già fissato il
calendario degli incontri per condividere l'impostazione e le linee
generali. La tabella di marcia è serrata, anche perché si vuole
ottenere il via libera della Giunta già prima di metà ottobre, e del
Consiglio regionale entro dicembre, così da scongiurare il ricorso
all'esercizio provvisorio. Si comincia domani pomeriggio. Paci
incontrerà i capigruppo di maggioranza, mercoledì toccherà ai
rappresentanti degli enti locali con Anci e Cal e ai sindacati,
giovedì al partenariato economico.

I PROVVEDIMENTI Come sarà la manovra? Non senza sacrificio - annuncia
la Regione -, sarà una legge che mantiene un elevato livello di spesa
e quindi di servizi in tutti i settori, che continua a supportare il
piano di rientro e gli investimenti della sanità e allo stesso tempo
riesce a non aumentare le tasse, che restano tra le più basse
d'Italia. «Stiamo di fatto lasciando 100 milioni di euro in più a
disposizione delle imprese e 130 nelle tasche delle famiglie», dice il
vicepresidente della Giunta, «tutti soldi che entrerebbero nelle casse
della Regione se equiparassimo le aliquote Irap e Irpef alla media
nazionale e ricordo inoltre che la Sardegna è l'unica regione dove non
si paga il ticket, come confermiamo anche quest'anno».

LA BATTAGLIA Sullo sfondo, un pensiero fisso. Gli accantonamenti, «la
battaglia da vincere per il nostro futuro. Un vero fardello», aggiunge
Paci, «sono nostre risorse che ci vengono trattenute dallo Stato, 684
milioni di euro all'anno, una cifra spropositata e ormai insostenibile
come stiamo dicendo a gran voce nel nostro confronto con lo Stato».
Anche in questo caso l'assessore parla di obiettivo da raggiungere
entro l'anno: «Nei prossimi mesi, e comunque prima della approvazione
finale della finanziaria 2018, questo nodo cruciale per il nostro
futuro dovrà essere affrontato con scelte politiche adeguate, questo
se non dovessimo ottenere risposte positive dal Governo». A febbraio
infatti si è aperto al ministero degli Affari regionali l'ultimo
tavolo tra Regione e Governo. «Abbiamo avviato un percorso importante
che vogliamo porti ad alcuni risultati già quest'anno, alla
definizione di nuove condizioni sulla gestione delle finanze e sulla
tutela dei diritti dei cittadini sardi», diceva Paci dopo un primo
incontro il 17 febbraio con il sottosegretario Gian Claudio Bressa,
«Abbiamo trovato una buona apertura da parte del Governo sia rispetto
alle richieste per quest'anno che su quelle in prospettiva». Ma il
problema degli accantonamenti è ancora reale.
Roberto Murgia

Su industria e lavoro i sindacati in trincea- Cgil, Cisl e Uil alla
Giunta: politiche più incisive
Troppe vertenze irrisolte, ora la crisi è dilagata anche nel terziario

«Ci siamo giocati un polo industriale con buona pace di tutti.
Quarantacinque anni dopo l'inizio del sogno, chiude l'ultimo pezzo
dell'industria chimica di Ottana. Così finisce un'epoca, nel silenzio
generale». Ignazio Ganga, numero uno della Cisl, quella battaglia l'ha
combattuta dal principio insieme a tante altre: «Sembra non sia mai
cambiato niente. Dentro il Patto per la Sardegna, firmato a luglio
2016 da Renzi e Pigliaru, ci sono impegni inevasi che risalgono al
1999. Il metano, per dire, lo attendiamo da mezzo secolo. Inoltre,
siamo in fortissimo ritardo anche sull'industria 4.0, abbiamo perso
tanti cicli di innovazione, e ora le imprese, con i processi
produttivi, e i lavoratori, con nuove competenze e una staffetta
generazionale, devono assolutamente recuperare».

LE PRIORITÀ Dossier impolverati nei cassetti, stabilimenti pieni di
ragnatele e fantasmi, operai invecchiati e fuori dal salvagente degli
ammortizzatori: abbiamo crisi che vanno avanti da tanto tempo, Alcoa,
Eurallumina, Portovesme, Keller, Geoparco. E poi ci sono
quattrocentomila sardi su una zattera alla deriva, e per queste
persone senza lavoro è necessario trovare sbocchi.
Le segreterie generali confederali si preparano a una nuova stagione
in trincea. «Manca un anno e mezzo alla fine della legislatura,
vogliamo risultati concreti. Ci vedremo presto per fare il punto»,
dicono, «per pungolare l'esecutivo e tirare le somme delle numerose
questioni aperte».

È sulle politiche per l'occupazione che, in
perfetta sintonia, bocciano l'azione della Giunta regionale.
«Totalmente insoddisfacenti», sentenzia Michele Carrus della Cgil;
«inadeguate e fortemente in ritardo», avverte Ignazio Ganga della
Cisl; «i numeri positivi dell'estate sono un inganno, il bilancio
finale sarà negativo», sostiene Andrea Lai della Uil.

IL RICHIAMO «Ci sono tante cose in campo», sottolinea Carrus, «penso
ad esempio alla chimica verde per Porto Torres, per cui c'è una
snervante discussione in corso e non si riesce ad arrivare alla
sintesi». Ancora: «Il riordino della rete sanitaria, diventato un
tormentone e una prova di forza tra potentati, deve essere concluso e
ai cittadini bisogna trasmettere un messaggio positivo, contrariamente
a quello che sta accadendo. Sulla legge di governo del territorio
l'irrigidimento mostrato non va affatto bene. Terzo: non possiamo
continuare a far finta che le province non esistano».
Prosegue Carrus: «Servono politiche del lavoro molto più incisive,
registriamo piccoli numeri col segno più, che però dipendono dal boom
del turismo, dunque non sono strutturali, e non sono certo il
risultato di quello che ha fatto questa Giunta».

L'OCCUPAZIONE Dello stesso avviso Ganga: «Il dato per i primi sei mesi
del 2017 dà timidi segnali di ripresa, ma si riferisce quasi
esclusivamente al lavoro a termine e stagionale. Confermata anche la
sofferenza del comparto manifatturiero e delle costruzioni e quindi la
difficoltà della Regione di risalire la china. Per questo, mai come
oggi, rimane ferma la necessità di dare risposte ai 134 mila sardi in
cerca di occupazione, ma anche ai 400mila in condizione di
disoccupazione e inoccupazione rilevati dai centri per l'impiego,
30mila dei quali espulsi dal settore industriale».
Conclude Ganga: «Ci sembra che l'amministrazione regionale faccia
fatica a esprimere una politica industriale che vada oltre la
strategia difensiva dell'esistente, caratterizzata più sulla gestione
delle crisi che sulla promozione di un modello nuovo. L'attuale
situazione di stallo del comparto testimonia l'inadeguatezza delle
soluzioni fin qui adottate».

IL TERZO SETTORE Andrea Lai (Uil) spiega che «oltre alle vertenze
“famose” ci sono quelle poco pubblicizzate, in tutto sono più di
duecento, riguardano il commercio, dove c'è stata una vera e propria
strage, la sanità privata, le servitù militari. Per dire, il 26
ottobre abbiamo l'incontro con i legali delle forze armate tedesche
per la messa in mobilità di 56 dipendenti che lavoravano nella base
aerea di Decimomannu. Poi c'è l'indotto, centinaia di realtà. Ecco, va
bene dire no ai soldati ma poi? Facciamo come a La Maddalena e come
nel Sulcis con le miniere e le industrie? Prima chiudiamo e poi
cerchiamo soluzioni? E ovunque, di bonifiche manco l'ombra».
Cristina Cossu


A Cagliari per l'inaugurazione dell'anno accademico, nel pomeriggio a Ghilarza
Il giorno del presidente
Oggi il tour di Mattarella nell'Isola: arrivo a Elmas alle 10

La politica, in senso stretto, resterà in secondo piano. Il profilo
della visita sarda del presidente della Repubblica (oggi a Cagliari e
Ghilarza) resta soprattutto culturale. L'università, la storia con i
colossi di Mont'e Prama, l'attualità di Gramsci. Il programma della
giornata di Sergio Mattarella, che atterrerà all'aeroporto di Elmas
attorno alle 10, non prevede appuntamenti ufficiali dedicati alle
questioni economico-sociali, alla crisi dell'Isola. Ma il capo dello
Stato non le ignorerà.

Non si sa ovviamente quali cenni potrà fare nei suoi discorsi, anche
perché, in teoria, un suo intervento non è previsto nella scaletta
dell'inaugurazione dell'anno accademico cagliaritano e neppure nella
tappa gramsciana di Ghilarza. Ma è probabile che l'illustre ospite
esprima comunque un saluto in una delle due occasioni, o in entrambe.
COLLOQUI In ogni caso, a ricordare a Mattarella la realtà locale
saranno alcune conversazioni private, del tutto informali, che la pur
serrata tabella di marcia non impedirà. In particolare con il
presidente della Regione Francesco Pigliaru, come avviene solitamente
durante le visite delle massime cariche dello Stato.

Il governatore sardo sarà accanto a Mattarella in tutte le tappe della
giornata: col rettore Maria Del Zompo e il sindaco Massimo Zedda lo
accoglierà all'arrivo al rettorato dell'Università di Cagliari, per la
cerimonia dell'inaugurazione dell'anno accademico che inizierà alle 11
(e che prevede, oltre alla relazione del rettore, la prolusione della
scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo). Ancora col sindaco
Zedda, Pigliaru scorterà il capo dello Stato nella successiva visita
al vicino museo archeologico, per ammirare i Giganti di pietra del
Sinis. E sarà presente anche a Ghilarza.

GRAMSCI Dopo il passaggio al museo il presidente della Repubblica
raggiungerà a piedi (salvo maltempo) la prefettura di Cagliari, dove
pranzerà. Poi ritornerà all'aeroporto di Elmas per spostarsi in aereo
a Fenosu, e da lì in auto a Ghilarza. Alle 16.30 circa la visita alla
casa di Antonio Gramsci, alle 17 invece Mattarella sarà all'auditorium
comunale, poche centinaia di metri più in là, per partecipare alla
presentazione dell'ottavo volume dell'Edizione nazionale degli scritti
di Gramsci. In questa circostanza verrà anche pronunciato il saluto
ufficiale del governatore Pigliaru al capo dello Stato.

Al termine della manifestazione il corteo delle auto presidenziali
ripercorrerà la 131 in direzione dell'aeroporto di Fenosu,
eccezionalmente strappato al suo sonno per facilitare la visita
nell'Isola dell'uomo del Quirinale. Da lì Mattarella prenderà il volo
direttamente verso Roma: il decollo, che chiuderà la sua giornata in
Sardegna, dovrebbe avvenire poco dopo le 18.
POLITICHE DI GENERE Come detto, si tratta di una presenza con un
marcato taglio culturale, più che una tradizionale visita
istituzionale. È per questo motivo che la massima carica dello Stato
non verrà oggi accolta nella sede della Regione né in altre sedi
ufficiali delle autonomie locali.

A chiedere a Mattarella un intervento più politico, magari solo sotto
forma di moral suasion discreta, è il Coordinamento 3-Donne di
Sardegna, impegnato nella battaglia per la doppia preferenza di genere
nella legge elettorale regionale. Una lettera aperta al presidente,
firmata da Carla Puligheddu, Simona Corongiu, Carla Medau, Rita Corda
e Rita Mameli, ricorda che nel 2013 fu un voto segreto in Consiglio
regionale a impedire l'introduzione della possibilità di votare sia un
uomo che una donna. Ora che si profila una nuova modifica legislativa
in tal senso, scrive il Coordinamento, «abbiamo il fondato timore che
sia tuttora in essere il rischio del voto segreto». Da qui la speranza
che Mattarella si esprima per raccomandare un voto palese: «Certe che
il nostro appello incontrerà la sua attenzione», conclude la lettera,
«le siamo grate per la sensibilità e la fermezza che saprà comunicare
ai nostri interlocutori regionali».
Giuseppe Meloni

Domani comincia la discussione Rete ospedaliera in Aula ma ma prima c'è l'esamedegli 849 emendamenti

Da domani si fa sul serio. Nel pomeriggio comincia in Aula la
discussione dell'articolato del testo di riordino della rete
ospedaliera. Di mattina, invece, a partire dalle 10, la commissione
Sanità procederà all'esame degli emendamenti presentati venerdì. In
tutto sono 849 ma almeno un centinaio non passerà la prova
dell'ammissibilità. In ogni caso è molto difficile che il parlamentino
presieduto da Raimondo Perra (Psi) riesca a concludere il setaccio in
un giorno solo. Sedici sono quelli condivisi da maggioranza e
commissione, mentre si contano sulle dita di una mano quelli
presentati dal Pd, una decina arrivano dai Rossomori, circa trenta da
Art 1-Sdp, altri trenta quelli del Campo progressista, 18 quelli del
Partito dei Sardi. Gli altri portano la firma dei consiglieri
dell'opposizione, la maggior parte di Forza Italia, seguono Udc,
Fratelli d'Italia e Riformatori.

Cosa riguardano? In particolare gli ospedali cagliaritani, la
situazione a Olbia in ragione dei flussi turistici, la classificazione
della struttura di Alghero-Ozieri e poi i presidi di zona disagiata.
Tra le proposte avanzate dal Campo progressista, «la Giunta regionale
si impegna a reperire le risorse per la realizzazione del nuovo corpo
ospedaliero nell'area urbana di Cagliari nella proposta di Legge di
Stabilità 2018». Un altro emendamento serve a «evitare che la
definizione del ruolo del San Giovanni di Dio e del Binaghi sia
rinviata in un momento futuro indefinito». Fratelli d'Italia chiede
che i presidi di zona disagiata siano dotati di un reparto di
chirurgia e di un laboratorio analisi.

Dai consiglieri di Art 1- Sdp
arriva la richiesta di istituire una radiologia pediatrica dotata di
tac, risonanza magnetica, radiologia tradizionale ed ecografia presso
il microcitemico A. Cao. E poi, il riconoscimento per Alghero della
qualifica di presidio di primo livello senza il passaggio di alcun
tipo di monitoraggio. Forza Italia è concentrata sul nord Sardegna.
Tra le richieste, il rafforzamento dei posti letto dinamici al
Giovanni Paolo II di Olbia, per il flusso di turisti. I Riformatori,
invece, per forzare la nomina del direttore dell'Areus, che ancora non
è stata fatta, portano un emendamento che «prevede l'attivazione della
rete ospedaliera dopo 90 giorni dalla nomina medesima».
Ro. Mu.

La Nuova

Il presidente della Repubblica sarà al mattino a Cagliari, al pomeriggio a Ghilarza
Appello sulla doppia preferenza: «Solleciti il Consiglio regionale sul
voto palese» Oggi la visita di Mattarella tra università e Gramsci

CAGLIARITutto pronto per il Mattarella day. Oggi il presidente della
Repubblica farà la sua prima visita ufficiale in Sardegna da quando è
stato eletto al Quirinale. Due tappe ricche di appuntamenti
istituzionali e privati. In mattinata sarà a Cagliari per partecipare
all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università. Prevista anche
una tappa al museo archeologico. Nel pomeriggio il capo dello Stato si
sposterà a Ghilarza per prendere parte a una cerimonia in onore di
Antonio Gramsci. L'aereo presidenziale atterrerà intorno alle 10 allo
scalo di Elmas. A accogliere il presidente ci sarà il prefetto Tiziana
Giovanna Costantino.

Da lì Sergio Mattarella si trasferirà
all'università dove parteciperà alla inaugurazione dell'anno
accademico. A riceverlo sarà la padrona di casa, il rettore Maria Del
Zompo, insieme al presidente della Regione Francesco Pigliaru e al
sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Non è dato sapere se Mattarella
interverrà alla cerimonia con un suo discorso. Nel programma ufficiale
non è menzionato, ma non è esclusa una sorpresa dell'ultima ora. Di
certo per ora c'è solo che assisterà alla cerimonia che si concluderà
con una lectio di Elena Cattaneo, scienziata e senatrice a vita, sulla
ricerca come volano della conoscenza e dell'etica pubblica. La tappa a
Cagliari proseguirà con una visita in forma privata al museo
archeologico. Il pranzo è previsto nella sede della prefettura. Da qui
Mattarella si trasferirà nuovamente in aeroporto dove riprenderà
l'aereo presidenziale per raggiungere lo scalo di Fenosu, a Oristano.

In auto raggiungerà a Ghilarza per un doppio appuntamento: la visita a
Casa Gramsci, dove per l'occasione sarà inaugurata una nuova
postazione multimediale per il pubblico, e la partecipazione
all'auditorium comunale alla presentazione nazionale dell'ottavo
volume degli scritti di Gramsci. In occasione della visita ufficiale
nell'isola il Coordinamento3-Donne di Sardegna gli ha scritto una
lettera aperta con un appello a Mattarella per il voto palese nel
Consiglio regionale per la norma sulla doppia preferenza di genere
nella legge elettorale sarda. «Cogliamo l'occasione della sua presenza
per sollecitare il Consiglio regionale ad approvare quanto prima la
norma. Chiediamo, come questione irrinunciabile, che venga votata a
scrutinio palese, prima che finisca l'attuale legislatura».

L'assessore al Bilancio: lasciamo 100 milioni in più a disposizione
delle imprese e 130 per le famiglie. Paci: Finanziaria, non aumenteremo le tasse

CAGLIARIInizia ufficialmente il percorso della Finanziaria 2018. Una
manovra, assicura la giunta, che non toccherà le tasse, che resteranno
così le più basse d'Italia. Da domano cominceranno gli incontri
fissati dall'assessore al Bilancio Raffaele Paci per condividere
impostazione e linee generali della manovra. La tabella di marcia è
serrata: l'obiettivo è riuscire ad approvare la legge nella prima metà
di ottobre in giunta e in Consiglio entro dicembre, in modo da
scongiurare il ricorso all'esercizio provvisorio. Martedì pomeriggio
Paci incontrerà i capigruppo di maggioranza, mercoledì toccherà ai
rappresentanti degli enti locali con Anci e Cal e ai sindacati,
giovedì al partenariato economico.L'obiettivo è una manovra che, non
senza sacrificio, mantenga un elevato livello di spesa e quindi di
servizi in tutti i settori, che continui a supportare il piano di
rientro e gli investimenti della sanità ma che allo stesso tempo
riesca a non aumentare le tasse.

«Un grande sforzo per garantire ai
cittadini sardi che le tasse non verranno toccate, nonostante siano le
più basse rispetto a tutte le altre regioni - afferma Paci -. Con
questa decisione stiamo di fatto lasciando 100 milioni di euro in più
a disposizione delle imprese e 130 nelle tasche delle famiglie: tutti
soldi che entrerebbero nelle casse della Regione se equiparassimo le
aliquote Irap e Irpef alla media nazionale e ricordo inoltre che la
Sardegna è l'unica regione dove non si paga il ticket, come
confermiamo anche quest'anno».

C'è poi la questione accantonamenti.
«Un fardello - dice ancora Paci - nostre risorse che ci vengono
trattenute dallo Stato, 684 milioni di euro all'anno, una cifra
spropositata e ormai insostenibile come stiamo dicendo a gran voce
nella nostra battaglia con lo Stato. Nei prossimi mesi, e comunque
prima della approvazione finale della finanziaria 2018, questo nodo
cruciale per il nostro futuro dovrà essere affrontato con scelte
politiche adeguate se non dovessimo ottenere risposte positive alle
proposte di intesa che da febbraio stiamo facendo al Governo».

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Federico Marini

skype: federico1970ca

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