domenica 20 ottobre 2019

Il maccartismo a Hollywood


(20 Ottobre 1947) Negli Stati Uniti, la Commissione per le attività anti-americane inizia la sua caccia alle streghe nell’ambiente di Hollywood. L’accusa più pericolosa è di appartenenza al partito comunista. Tra i primi a denunciare molti autori e registi è addirittura Walt Disney, un nome che, per la sua attività cinematografica, apparirebbe insospettabile. Tra le vittima illustri della commissione vi è anche Charlie Chaplin. Il popolarissimo attore in quel periodo è in viaggio in Europa, ed al suo rientro si vedrà rifiutato il visto per ritornare negli Stati Uniti, la terra delle libertà.

Walt Disney testimoniò il 24 ottobre 1947 davanti alla Commissione per le attività antiamericane; nell'interrogatorio parlò dello sciopero avvenuto durante la lavorazione del film Dumbo, ma a sua volta fu sospettato di essere comunista. Era proprio questo il meccanismo che faceva partire le delazioni: accusare il presente, affinché arrivasse a denunciare dei suoi collaboratori, spesso facendo ricordo a mere supposizione che a fatti provati.

Altri nomi famosi di Hollywood, come Edward Dmytryk ed Elia Kazan (il regista de “Fronte del Porto”) furono obbligati a denunciare i propri colleghi. Furono interrogati anche Robert Taylor, Louis B. Mayer, Adolphe Menjou e Gary Cooper. Il compositore di colonne sonore Elmer Bernstein fu messo nella condizione di non lavorare più alle produzioni di primo livello. Anche Arthur Miller (scrittore, autore, tra le altre opere, di “Morte di un commesso viaggiatore”) finì sotto inchiesta, e come conseguenza Marilyn Monroe, moglie dello scrittore, chiese aiuto a John Fitzgerald Kennedy, il cui fratello Robert era il braccio destro di McCarthy.

Il Partito Comunista degli USA era una formazione combattiva, a cui guardavano con simpatia molti intellettuali, ma sostanzialmente ininfluente rispetto al rigido bipolarismo statunitense. Non era certo questo piccolo partito (peraltro già abbondantemente infiltrato dall'FBI) l'obiettivo di McCarthy, bensì qualsiasi atteggiamento critico verso l'ordine costituito. E chiunque avesse un tale tipo di comportamento era automaticamente definito "comunista", e come tale la sua vita personale, la sua carriera e la sua vita pubblica doveva essere rovinata.

L'FBI controllava da tempo le principali biblioteche del paese, schedando tutti coloro che visionavano o prendevano in prestito libri considerati "sovversivi"; ma, soprattutto, aveva avviato un dettagliato programma investigativo su tutti gli impiegati dell'amministrazione pubblica, servendosi di testimonianze provenienti da fonti anonime che i sottoposti all'indagine non erano in grado di identificare o con cui non potevano confrontarsi. E così McCarthy aveva una cospicua base documentaria su cui impostare il proprio lavoro, il cui aspetto più rilevante - e di maggior impatto mediatico - erano le audizioni condotte in Senato.

Dopo aver rovinato diversi artisti (e non solo), la caccia alle streghe di McCarthy fu conclusa, e questa pagina oggi come oggi è considerata tra le più nere della storia degli Stati Uniti. Si considera che il maccartismo abbia avuto termine nel gennaio del 1955, quando Joseph McCarthy si dimise dalla presidenza della commissione parlamentare d'inchiesta a seguito di una mozione di censura contro di lui votata dal Senato; la mozione era stata presentata in seguito ad una campagna che egli aveva condotto contro alti gradi dell'esercito, che accusava di simpatie comuniste. Il senatore aveva toccato delle persone troppo in alto, sin quando si trattava di attori, giornalisti o cittadini senza particolari funzioni era un conto. Tuttavia, attaccare l’esercito dimostrò come tutta la sua opera era basata sul fanatismo, e sull’intenzione del senatore di mettere in luce la sua persona.

Il termine maccartismo è oggi utilizzato per i fenomeni di pressioni di massa, persecuzioni e schedature utilizzati per instillare il conformismo con il credo politico prevalente. L'opera teatrale Il crogiuolo di Arthur Miller, scritta durante l'era di McCarthy, utilizzò il processo alle streghe di Salem come metafora del maccartismo degli anni cinquanta, suggerendo che un tale processo di persecuzione può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Il romanzo distopico Fahrenheit 451, di Ray Bradbury (1953) tratta anch'esso lo stesso tema generale.

Anche dopo l'era di McCarthy, le paure di nuove forme di persecuzione maccartista si sono rinnovati. Ad esempio, nel 2003, sorse l'intolleranza contro gli appartenenti all'industria cinematografica e televisiva, tra le altre, che si opposero alla guerra in Iraq. Molti furono accusati di essere "antiamericani" o "non patriottici" aver semplicemente espresso punti di vista opposti a quelli del governo.



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