giovedì 20 giugno 2019

(20 giugno 1979) Nilde Iotti viene nominata Presidente della Camera dei Deputati



“Dal momento che alla donna è stata riconosciuta nel campo politico la piena eguaglianza col diritto di voto attivo e passivo, ne consegue che la donna stessa dovrà essere emancipata dalle condizioni di arretratezza e d’inferiorità in tutti campi della vita sociale, e restituita ad una posizione giuridica tale da non menomare la sua personalità e la sua dignità di donna e di cittadina.” (Nilde Iotti)

(20 giugno 1979) Nilde Iotti viene nominata Presidente della Camera dei Deputati. Una carica che le sarà rinnovata per tre volte consecutive, tanto da permetterle di dirigere l’aula di Montecitorio per tredici anni (fino al 1992). Nessuno nella storia d'Italia ha ancora raggiunto il suo primato. Figura di primo piano dell’Italia repubblicana, Iotti ha assunto, nella sua biografia, molti primati tanto nella politica quanto nelle Istituzioni del Paese. Deputata comunista dalla Costituente (1946) è stata la prima a ricoprire una delle tre più alte cariche dello Stato.

La sua esperienza alla presidenza della Camera era stata preparata dal triennio di vicepresidenza (1976-1979), durante il quale ha ricoperto la presidenza di una commissione parlamentare, altro primato femminile nella storia d’Italia. Nilde Iotti è stata la prima italiana ad avere mandato esplorativo per la formazione di un governo nel 1987, e ad essere concretamente vicina all'elezione alla Presidenza della Repubblica nel 1992, quando in 3 scrutini su 8 raccolse il maggior numero di consensi.

Il padre ferroviere (perseguitato dai fascisti) aveva voluto che la figlia Leonilde - per tutti Nilde – studiasse, e che si laureò in Lettere e Filosofia, all'Università Cattolica di Milano. Per alcuni anni, insegnò all'Istituto tecnico industriale di Reggio Emilia. Dopo l'8 settembre 1943, per Nilde Iotti cominciò l'impegno che l'avrebbe accompagnata tutta la vita: la giovane insegnante era, infatti, entrata nelle file della Resistenza operando nei "Gruppi di difesa della donna" che, anche nella provincia di Reggio, hanno dato un grande contributo alla lotta contro i nazifascisti. Dopo la Liberazione, la Iotti è segretaria dell'UDI a Reggio Emilia. Nel '46 viene eletta al Consiglio Comunale come indipendente nelle liste del PCI

Nella straordinaria vita della Iotti c’è poi il suo sodalizio privato e politico con Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista Italiano, che conosce in Parlamento proprio ai tempi della Costituente. Gli inizi di quella segreta relazione sentimentale è testimoniata da un prezioso epistolario conservato dalla figlia adottiva Marisa Malagoli Togliatti e commentato da Luisa Lama.

“C'era un prendersi in giro ed una scherzosità” (ricorda Marisa) “Togliatti scriveva delle poesie scherzose alla Iotti, e poi si parlava male del gatto Filippo, un gattino che fu imposto da me e che addirittura divenne una striscia a fumetti in Paese Sera”. Il 18 novembre 1999 Nilde Iotti presenta in Parlamento le dimissioni per gravi motivi di salute: due settimane dopo, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 1999, muore a 79 anni lasciando un rimpianto non solo nel mondo politico e istituzionale, ma anche in tutti gli italiani, tra le donne ed i giovani che accorsero in massa alla camera ardente allestita a Montecitorio.

Al nome di Nilde Iotti sono intitolati, in molte parti d'Italia asili, e organizzazioni giovanili. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della giornata commemorativa organizzata dal Comune di San Quirico d'Orcia (Siena) per ricordare Nilde Iotti ha inviato, il 28 marzo 2009, questo messaggio al Sindaco Marileno Franci: "Nilde Iotti, con la quale ho condiviso una lunga attività parlamentare e intrattenuto un rapporto di feconda amicizia, ha rappresentato un esempio altissimo di rigore morale, di forte passione civile, di intelligente e totale impegno al servizio delle istituzioni del paese. Nella sua vicenda umana e politica si riflette la storia stessa dell'Italia repubblicana, che ella ha accompagnato nel cammino di ricostruzione e di sviluppo dai banchi dell'Assemblea costituente e poi della Camera dei Deputati, di cui per lungo tempo fu presidente unanimemente apprezzata, garanzia di libero confronto per tutti i gruppi politici. La lezione politica di Nilde Iotti, anche nella costante affermazione del principio costituzionale dell'uguaglianza della donna nella società, nel lavoro e nelle professioni, mantiene oggi intatta tutta la sua forza e attualità, e la manifestazione di oggi costituisce un giusto riconoscimento ad una eredità che è patrimonio dell'intero paese".




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