domenica 23 giugno 2019

La destra eversiva e la Banda della Magliana


(23 Giugno 1980) E' il 23 giugno quando i Nar uccidono Mario Amato, sostituto procuratore della Repubblica di Roma. I Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) sono stati la più letale organizzazione terroristica italiana d'ispirazione neofascista, nata a Roma e attiva dal 1977 al 1981. Teorici dello spontaneismo armato nazional-rivoluzionario, i NAR segnarono un punto di svolta nell'ambito dell'eversione nera, preferendo la totale rottura con i loro "padri" politici.

Attraverso un disconoscimento del passato golpista e stragista dei vecchi fascisti (Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Ordine Nero, ecc...) e di un allontanamento dalle logiche del neofascismo missino di sterile contrapposizione ai giovani militanti di sinistra, i NAR impugnarono (per la prima volta nella destra eversiva) apertamente le armi contro lo Stato proponendo, altresì, una comunanza di intenti con elementi della sinistra armata anti-borghese: un'alleanza operativa, cioè, fra gruppi ideologicamente diversi che, però, avevano come unico denominatore comune la lotta contro la borghesia capitalista e l'imperialismo sia sovietico che americano.

Negli anni settanta, la contiguità sia temporale che fisica tra gli ambienti dell'eversione politica di destra e del comune crimine organizzato fece sì che, tra le parti in causa, cominciò a farsi strada la possibilità di ricercare un terreno comune di reciproco beneficio. I NAR collaborarono con la Banda della Magliana a Roma (il cui leader, Franco Giuseppucci, aveva dichiarate simpatie per il ventennio), con la banda Turatello a Milano, e con la Mala del Brenta in Veneto.

Nei primi mesi del 1978, grazie all'ambigua figura di Massimo Carminati (che ritroveremo nel recente processo di "Mafia Capitale"), criminale milanese trasferitosi a Roma, e da sempre divisosi tra la malavita comune e l'eversione di destra, i NAR presero i primi contatti con alcuni componenti della Banda della Magliana.

Attraverso la frequentazione del bar Fermi, nella zona di Ponte Marconi, dove spesso si ritrovavano molti dei componenti della banda, Carminati entrò in contatto con i boss Danilo Abbruciati e Franco Giuseppucci, ed iniziò ad affidare loro i proventi di alcune rapine di autofinanziamento effettuate dai NAR, in modo da poter riciclare il denaro in altre attività illecite quali l'usura o lo spaccio di droga. Come sappiamo, per il riciclaggio, la Banda della Magliana poteva contare sul Banco Ambrosiano (gestito dal poi suidato Calvi) e dello IOR, guidato dallo spregiudulicato Marcinkus (tuttavia su questo punto le opinioni non sempre sono condivise).

Durante questo periodo, Carminati ottenne addirittura il controllo congiunto, per conto dei NAR, del deposito segreto di armi della Banda, nascosto negli scantinati del Ministero della Sanità, all'EUR. La sua scoperta, il 25 novembre 1981, portò all'arresto di due dipendenti ministeriali, Alvaro Pompili e Biagio Alesse legati alla Banda.

Anche per diretta ammissione di pentiti quali Claudio Sicilia e Maurizio Abbatino, in regime di reciproco scambio di favori, la stessa Banda, usava di tanto in tanto commissionare ai giovani fascisti lavori di manovalanza come riscossione di crediti dell'usura, trasporto di quantitativi di droga oltre che esecuzioni su commissione, come nel caso del tabaccaio romano Teodoro Pugliese, ucciso da Carminati (con ad Alibrandi e Claudio Bracci) con tre colpi di pistola calibro 7,65, perché d'intralcio nel traffico di stupefacenti gestito da Giuseppucci.



Nessun commento:

Posta un commento