sabato 29 settembre 2018

Cosa vogliamo veramente dalla politica. Riflessioni di un sardo nell'era del mondo globalizzato. Di Antonello Piludu.




Molti politici pseudosardi si stanno scaldando il "cervellino" per affrontare le Elezioni Regionali del 2019 per ottenere la agognata “cadreghina” che gli permetterà di ottenere benefici immediati per una tranquilla vita quotidiana e un vitalizio che garantirà una serena vecchiaia. Chiediamocelo con schiettezza e coraggio: di chi ci si può fidare? Quale è l'ambizione dei prossimi candidati? Sicuramente non quello di mettersi a disposizione del popolo sardo e difenderne i diritti.

Purtroppo nei Cortigiani di "vil razza dannata" è innato il desiderio assiduo egocentrico di affermarsi e distinguersi per migliorare la propria posizione e non per essere valutato per i propri meriti. Tutti dobbiamo impegnarci per un cambiamento del sistema politico che possa segnare una mutazione veramente completa, con la eliminazione di tanti aspetti disastrosi di una gestione infame che non tutela il cittadino a causa dell'inettitudine di chi avrebbe dovuto avere l'onere di vigilare attento e responsabile.

I politici che si sono succeduti nelle precedenti legislature hanno gestito la Sardegna come se fosse un ghetto creato per tenere soggiogati milioni di persone, con una finalità di una globalizzazione capitalistica voluta dai Poteri Forti ancora più infame della gestione. Speriamo che tutto ciò abbia fine.

Per questo noi veri sardi dobbiamo proclamare la Repubblica di Sardinia per autogovernarci e tutelare i nostri diritti, difendere il nostro inestimabile patrimonio storico culturale, la nostra identità, il tessuto socio economico per competere e interagire con il mondo senza costrizioni e sudditanze. Vogliamo che la giustizia, sia essa civile come penale, abbia la giusta dimensione di un contesto volto alla tutela degli interessi dei cittadini sardi.

Vogliamo che dal punto di vista economico ci sia un ridimensionamento totale per quanto riguarda pensioni e compensi assurdi a livelli stratosferici solo per pochi "eletti", non ipotizzabile come contenuto per qualsiasi prestazione. Vogliamo che siano equamente retribuiti quelli che effettivamente si preoccupano dell'ordine pubblico, della sicurezza delle infrastrutture e del soccorso sanitario che giornalmente mettono a repentaglio la propria vita per tutelare quella dei cittadini.

Vogliamo che vengano creati nuovi posti di lavoro in tutti i settori con salari adeguati a dare sicurezza alle famiglie e che queste rincomincino a creare figli e ripopolare la Sardegna. Vogliamo che sia ristabilita, sempre in un contesto democratico, quella serena quotidianità che tutti noi sardi vorremo, per non avere più rimpianti.

Vogliamo che tutti gli emigrati, senza un futuro e un lavoro certo siano motivati a ritornare alla loro casa, e aiutati nel loro paese di origine senza ingerenze sulla loro vita, resa oggi disastrosa dalla presenza dei colonialisti.

Antonello Piludu

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