lunedì 17 settembre 2018

Rassegna stampa 17 Settembre 2018


UNIONE SARDA

Festa di Genova
Martina: il Pd non si scioglie A gennaio le primarie

GENOVA «Il tema Pd non è il suo scioglimento, né un rinvio del suo Congresso», ma «costruire l'alternativa» di governo. Lo dice il segretario Maurizio Martina alla Festa dell'Unità di Genova, e chiarisce: «Il Congresso ci sarà, faremo le primarie a gennaio. Basta con questa idea che tutti possono dire tutto, parole in libertà». Una risposta durissima alla provocazione lanciata dal presidente del partito, Matteo Orfini, che ha proposto di sciogliere il partito e riforndarlo.

L'idea non ha avuto particolare seguito ed è stata anzi denunciata come un escamotage per rinviare il congresso da Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e allo stato attuale il candidato con più chance di vittoria al congresso, per quanto osteggiato dall'area di Matteo Renzi.

E proprio l'ex segretario ed ex premier è l'invitato principale della cena che l'ex ministro per lo Sviluppo, Carlo Calenda, ha organizzato per domani, riservando un coperto anche a Marco Minniti e Paolo Gentiloni: l'idea è accordarsi per «impedire la deriva del Pd verso l'irrilevanza e la sottomissione al M5s». Renzi ha fatto sapere che darà massima disponbilità all'iniziativa, a condizione che sia chiaro che non c'è nessun accordo possibile coi Cinque Stelle e con la Lega, ma solo un'opposizione durissima.


Coordinatore di FI
Cappellacci, ritirate le dimisioni

«Dopo un confronto con il presidente Berlusconi sulla situazione in
Sardegna, ho ritirato le dimissioni da coordinatore regionale». La
dichiarazione ufficiale di Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore
regionale degli azzurri, è arrivata ieri in tarda serata. Giusto in
tempo per il vertice previsto per oggi tra i partiti del centrodestra.

«Ho aggiornato il presidente sulle questioni cruciali per la nostra
isola e - ha proseguito l'ex governatore - sulla necessità di
affrontare le imminenti sfide elettorali con la più ampia operatività
possibile. Da qui è nata la decisione di ritirare le mie dimissioni
con l'impegno di favorire il rinnovamento del partito, di aprire al
contributo di idee, di valori e di persone che viene dai territorio
per riprendere quello slancio partecipativo grazie al quale possiamo
schierare la squadra migliore possibile e, insieme ai nostri alleati,
aiutare la Sardegna a riconquistare il proprio presente e restituire
un futuro alle nuove generazioni».

Oggi dunque a Cagliari previsto il
primo incontro di coalizione con al tavolo Lega-Psd'Az, Forza Italia,
Fratelli d'Italia, Riformatori e Udc. Un faccia a faccia preliminare
per pianificare le strategie in vista delle prossime regionali.

La Nuova

Pestaggio razzista a Sassari ore contate per gli aggressori
SASSARI

Si stringe il cerchio attorno agli autori del pestaggio del giovane
originario della Guinea avvenuto a Sassari la sera del 10 settembre.
Dopo l'arresto di quello che gli inquirenti considerano il
"capobranco" ora le indagini della polizia locale vanno avanti per
identificare anche gli altri due "picchiatori" che insieme a Pietro
Silanos (il 20enne di Sassari arrestato sabato) avrebbero
immobilizzato e picchiato Sidibe, 22 anni, fino a fratturargli il
setto nasale.

Pare che siano stati raccolti già elementi importanti
anche sugli altri componenti del branco e il materiale è ora all'esame
della magistratura. L'inchiesta è seguita direttamente dal procuratore
capo della Repubblica Gianni Caria e dal pubblico ministero Maria
Paola Asara.A Pietro Silanos , che da sabato è rinchiuso in una cella
del carcere di Bancali, sono stati contestati i reati di lesioni
personali e violenza per motivi razziali.

Nelle prossime ore dovrebbe
essere interrogato in presenza del legale e potrà raccontare la sua
versione dei fatti. L'esame delle immagini delle telecamere attorno
alla zona dove si è verificato il pestaggio (tra corso Cossiga e Corso
Margherita di Savoia) pare abbiano fornito elementi interessanti per
ricostruire la composizione del gruppo che ha aggredito e pestato il
giovane straniero (a Sassari da più di sei anni e beneficiario della
protezione internazionale).

Insieme a Pietro Silanos ci sarebbero
state altre quattro persone, ma solo altre due avrebbero avuto insieme
a lui una parte attiva nel pestaggio del migrante.Intanto per
sottolineare la gravità della situazione, l'Anpi e la Rete delle
Associazioni hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Sassari
Giuseppe Marani.

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Federico Marini
skype: federico1970ca


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